Pozzuoli – A due anni dall’entrata in vigore del Decreto Legge 140 del 2023, concepito per affrontare il fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei, le forze politiche Più Europa, Insieme, Spazio Flegreo e Pozzuoli Decide tornano a puntare il dito contro il Governo nazionale e l’amministrazione comunale di Pozzuoli. In una nota congiunta, le forze denunciano un immobilismo politico che, a loro avviso, ha trasformato un’emergenza territoriale in una gestione burocratica inefficace e priva di risultati concreti.
Secondo gli esponenti locali, la recrudescenza del bradisismo richiederebbe un intervento deciso e coordinato, anziché l’attuale approccio basato su vincoli amministrativi e procedure che non garantiscono la sicurezza degli edifici né la tutela della popolazione. Il Decreto Legge 140/2023, promosso dal ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, non avrebbe prodotto le risposte attese, lasciando il territorio in una situazione di precaria incertezza.
Le critiche si estendono anche al sindaco Luigi Manzoni, accusato di una posizione passiva nei confronti del Governo, senza aver ottenuto risorse né strumenti adeguati per Pozzuoli. Le forze politiche evidenziano come le misure adottate abbiano principalmente introdotto nuovi vincoli e procedure, ma non abbiano portato a interventi strutturali significativi. Inoltre, il quadro normativo vigente rischierebbe di impedire la ricostruzione di edifici danneggiati o crollati a causa del bradisismo, alimentando così il rischio di spopolamento del centro storico.
Le forze politiche chiedono l’avvio immediato di un piano straordinario di verifiche sugli immobili nelle zone più esposte, accompagnato da finanziamenti concreti per la messa in sicurezza. «Pozzuoli non può vivere di sola manutenzione conservativa», sottolineano, «la sicurezza degli edifici è un diritto fondamentale dei cittadini». Tra le proposte figura la possibilità di abbattere e ricostruire con tecnologie antisismiche, mantenendo volumetria e destinazione d’uso, superando i vincoli che da decenni ostacolano la rigenerazione urbana.
Critiche vengono mosse anche alla legge 183/2023, ritenuta insufficiente soprattutto sul fronte economico, poiché gli stanziamenti previsti sarebbero destinati principalmente a studi tecnici e non a interventi di consolidamento. Per questo viene proposta l’introduzione di un “Sisma Bonus Pozzuoli” per sostenere famiglie e imprese.
«Dopo trenta mesi abbiamo più faldoni che ponteggi», concludono le forze politiche. «Pozzuoli ha diritto a risorgere, non a dipendere. La messa in sicurezza della città è fondamentale non solo per le abitazioni, ma per difendere il lavoro, la pesca, i mercati, la ristorazione e il turismo. Senza interventi concreti e risorse immediate, il tessuto economico e sociale rischia un progressivo impoverimento e lo svuotamento del centro storico». La richiesta è chiara: misure urgenti per salvaguardare famiglie, imprese e attività produttive.






Mi pare che l’articolo rapporte tante cose vere ma anke confuse; i politici han deto promesse e poicche non s’è visuto niente o solo faldoni,la gente resta incerta. I palazze son pericolosi e nisciun fa kontrolli seri,il comune e’l governo dovrebbe metta mano ma le procedure restano lente e sfasate.