Avellino – Ancora un episodio di violenza all’interno della Casa Circondariale di Avellino, dove il ritrovamento di due telefoni cellulari in possesso di alcuni detenuti si è trasformato in un’aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria. Il bilancio è di tre agenti feriti, tutti costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino.
Il controllo e il ritrovamento dei telefoni
L’episodio si è verificato nella notte appena trascorsa, all’inizio del turno di servizio nella sezione comuni dell’istituto penitenziario. Durante il consueto giro di controllo, un agente avrebbe sorpreso un detenuto mentre utilizzava un telefono cellulare all’interno della propria camera detentiva.
Scattato immediatamente l’allarme alla Sorveglianza Generale, il personale è intervenuto effettuando una perquisizione che ha consentito di sequestrare due smartphone completi di schede telefoniche, materiale vietato all’interno del carcere.
L’aggressione agli agenti
Le operazioni di recupero dei dispositivi, però, sarebbero rapidamente degenerate. Secondo quanto riferito, i detenuti presenti nella camera avrebbero reagito violentemente, aggredendo gli operatori della Polizia Penitenziaria impegnati nel sequestro.
Tre agenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati di Avellino, dove sono stati medicati e dimessi con una prognosi di sette giorni.
L’allarme del sindacato: “Situazione ormai insostenibile”
Sull’accaduto è intervenuto il responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, Raffaele Troise, che parla di un episodio destinato a riaccendere l’attenzione sulle criticità dell’istituto.
Secondo il sindacalista, il continuo rinvenimento di telefoni cellulari nelle celle rappresenta un grave problema per la sicurezza, poiché consente collegamenti non autorizzati con l’esterno e può favorire attività illecite anche dall’interno del carcere.
Troise ha inoltre espresso il proprio plauso agli agenti coinvolti nell’intervento, sottolineando come abbiano portato a termine l’operazione nonostante le violenze subite.
Tra organici ridotti, caldo e emergenza idrica
La UIL FP denuncia un contesto lavorativo sempre più difficile. Oltre alla cronica carenza di personale e ai turni di servizio particolarmente gravosi, gli agenti sarebbero costretti da settimane a operare in una struttura interessata da una persistente emergenza idrica.
A peggiorare il quadro ci sarebbero le elevate temperature di questi giorni, prossime ai 40 gradi, e l’assenza, in alcuni reparti, di un adeguato sistema di climatizzazione. Una combinazione di fattori che, secondo il sindacato, mette a rischio sia il benessere del personale sia i livelli di sicurezza dell’istituto.
L’appello all’Amministrazione Penitenziaria
Per la UIL FP è ormai indispensabile un intervento urgente dell’Amministrazione Penitenziaria per rafforzare gli organici, migliorare le condizioni strutturali del carcere e potenziare le misure di sicurezza.
L’ennesima aggressione ai danni degli agenti, conclude il sindacato, conferma come il personale continui a garantire ordine e legalità con grande spirito di sacrificio, operando però in condizioni sempre più critiche e non più sostenibili.
Dettagli sulla situazione nel carcere di Avellino
Ecco alcune informazioni utili riguardo alla recente aggressione e alle condizioni lavorative nel carcere di Avellino.
- Incidenti recenti: L'episodio di aggressione è solo l'ultimo di una serie di eventi violenti all'interno della struttura.
- Condizioni di lavoro: Gli agenti operano in un contesto di carenza di personale e condizioni climatiche difficili.
- Emergenza idrica: Il carcere sta affrontando una crisi idrica che aggrava ulteriormente le difficoltà quotidiane.
- Richiesta di intervento: Il sindacato UIL FP chiede un intervento urgente per migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro.




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