Il calcio italiano piange Evaristo Beccalossi. Il fantasista bresciano, tra i giocatori più amati della storia dell’Inter, è venuto a mancare nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio 2026 presso la clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato dal gennaio 2025 a seguito di un malore. Aveva 69 anni.
Una carriera da protagonista in nerazzurro
Nato a Brescia il 12 maggio 1956, Beccalossi arriva all’Inter nel 1978 e diventa uno dei simboli del club meneghino tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Sotto la guida tecnica di Eugenio Bersellini, contribuisce in modo determinante alla conquista dello scudetto 1979-80 e della Coppa Italia 1981-82. In nerazzurro colleziona complessivamente 216 presenze tra campionato e coppe europee, realizzando 37 reti, tra cui una memorabile doppietta nel derby del 28 ottobre 1979.
Il talento, l’ironia e i momenti iconici
Soprannominato affettuosamente “il Becca”, era celebre per la sua fantasia, il dribbling ubriacante e l’uso sapiente del colpo di tacco. La sua figura è entrata nell’immaginario collettivo del calcio italiano anche grazie a un episodio paradossale: i due rigori sbagliati in sette minuti nella sfida di Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava nel 1982, immortalati nel celebre monologo del comico Paolo Rossi e trasformati nel tempo in una storia di culto tra i tifosi.
Dopo l’Inter, il legame con il calcio non si spezza
Nel 1984 lascia Milano per vestire la maglia della Sampdoria, prima di concludere la carriera agonistica nel 1991 dopo esperienze con Monza, Barletta e Pordenone. Negli anni successivi rimane una presenza costante nel mondo del pallone, ricoprendo il ruolo di opinionista televisivo e dirigente sportivo, fino all’incarico di capo delegazione delle selezioni giovanili della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Figura autentica e popolare, Beccalossi lascia un ricordo indelebile nella memoria dei tifosi interisti e nella storia del calcio italiano. Avrebbe compiuto settant’anni tra pochi giorni.
In breve
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