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Fatture false per conto del clan Sarno: scarcerato Ilario Trojer

La Cassazione aveva già rilevato criticità nel quadro indiziario a carico dell’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Esposito. Resta in piedi l’impianto accusatorio sul "sistema" di riciclaggio e fatture false collegato ai Sarno.

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Napoli– Non regge il quadro indiziario a carico di Ilario Trojer, coinvolto nella maxi-inchiesta che, nel maggio 2025, aveva svelato un presunto asse criminale dedito al riciclaggio e alle frodi fiscali tra la Campania e la Toscana.

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo, revocando la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto da circa otto mesi.

I giudici della Libertà hanno accolto integralmente le argomentazioni difensive dell’avvocato Vincenzo Esposito del Foro di Nola, sancendo l’assenza di gravità indiziaria. Una decisione che arriva a valle di un iter giudiziario complesso: già la Corte di Cassazione, pronunciandosi sull’ordinanza del giugno 2025, aveva annullato il provvedimento cautelare rilevando significative lacune negli elementi portati dall’accusa a fondamento della misura restrittiva.

L’inchiesta e il “sistema” delle cartiere

Trojer era finito nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze con l’accusa di partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio.

Un ingranaggio che, secondo la Guardia di Finanza, ruotava attorno alla figura di Ciro Sermone e che vedeva coinvolti esponenti di spicco legati allo storico clan Sarno di Ponticelli.

L’indagine aveva scoperchiato un meccanismo sofisticato: una rete di società “cartiere” utilizzate per ripulire denaro sporco e trasferire contanti tra Prato e Napoli, garantendo una redditività illecita stimata oltre il 30%. Nel blitz della scorsa primavera erano finiti in manette, oltre a Sermone (accusato anche di associazione mafiosa), i fratelli Ciro, Pasquale e Vincenzo Sarno e, soprattutto, Antonio Sarno, figlio del fondatore del clan ed ex boss pentito Ciro, detto “‘o sindaco”.

I ruoli contestati

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ora indebolita per la posizione di Trojer ma ancora in piedi per gli altri indagati, l’organizzazione aveva compiti ben definiti. Sermone e Sarno avrebbero gestito il reclutamento delle società fittizie; Franco Artrui avrebbe agito come broker in terra toscana, mentre l’imprenditore pratese Giuseppe Della Corte, alias “Lupo”, avrebbe sfruttato il circuito per generare fondi neri. Un affare da milioni di euro, culminato nel sequestro preventivo di beni per circa un milione.

Con la pronuncia del Riesame, Trojer torna in libertà senza vincoli. Il procedimento penale prosegue, ma il doppio vaglio di legittimità e merito segna un punto a favore della difesa, ridimensionando, almeno per la sua posizione, la portata delle accuse formulate dalla Dda.

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Fonte REDAZIONE

Commenti (2)

Non capisco come sia possibile che un uomo con accuse cosi gravi possa essere liberato senza conseguenze. La legge deve essere applicata in modo giusto per tutti, non solo per alcuni.

La decisione del tribunale mi sembra un po’ strana perche ci sono molte accuse contro Trojer. Spero che la verità venga a galla e che la giustizia faccia il suo corso in modo corretto e equo.

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