Inchiesta sulla morte dell’operaio di Gragnano nel cantiere della metro di Napoli

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Gragnano. E’ ancora al vaglio degli inquirenti la dinamica dell’incidente sul lavoro che ha provocato la morte di Luigi Manfuso, l’operaio cinquantanovenne originario di Gragnano, ritrovato nel fossato della banchina dei treni nel cantiere della Stazione Tribunale, sulla tratta Centro Direzionale – Capodichino, della linea 1 della Metropolitana di Napoli.

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Sono stati alcuni suoi colleghi che, preoccupati per l’assenza di Manfuso, lo hanno trovato e trasportato in ospedale dove i sanitari ne hanno constatato il decesso. Una parte del cantiere dove e’ avvenuta la tragedia e’ stata posta sotto sequestro dagli inquirenti. “L’Amministrazione comunale partecipa commossa al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi di lavoro di Luigi Manfuso, morto mentre era sul posto di lavoro in un cantiere della Metropolitana”.

Così in una nota di palazzo San Giacomo in cui si legge che l’operaio di Gragnano, sposato e padre di due figli, “è l’ennesima vittima di una morte ingiusta ed assurda, in una giornata che registra un altro tragico incidente sul lavoro in Toscana, e che ripropone l’assoluta urgenza di una legislazione sul lavoro sempre più incentrata sulla tutela e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”. Dal 1 gennaio ad oggi sono 43 i morti sul lavoro in Campania.

A tenere il tragico computo e’ la Fillea Cgil Campania. A Napoli, dall’inizio dell’anno, sono state 14 le vittime sul lavoro, segue Caserta (11), Salerno (10), Avellino (7) e Benevento (1). Tra i settori piu’ colpiti l’edilizia con 14 decessi, seguito dall’agricoltura (14).

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