Coronavirus: i supermercati di Napoli in forte stress da clienti

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“Non siamo un parco pubblico o un luogo di ritrovo per chi non riesce a stare chiuso in casa”. Si sfoga cosi’ Umberto Kappler, direttore del supermercato Todis di via Bernini, in zona Vomero, a Napoli. Mentre gestisce una fila di circa 20 persone, chiarisce la sua posizione: “da lunedi’ abbiamo anticipato la chiusura alle 19 e siamo chiusi domenica per una sanificazione straordinaria degli ambienti, ma bisogna ridurre ulteriormente gli orari perche’ i dipendenti, nonostante abbiano tutte le protezioni, vivono una situazione di forte stress”. E’ ancora piu’ drastico Ferdinando, responsabile ortofrutta Conad, per il quale bisognerebbe imporre a tutti di fare una sola spesa alla settimana e controllare che questo accada. “Noi chiudiamo alle 20 in settimana e alle 14 la domenica – spiega – ma non basta. Io per fortuna non servo i clienti, ma comunque siamo molto preoccupati perche’ trascorriamo giornate intere in un ambiente chiuso, nel quale entrano centinaia di persone”. Al Carrefour h24 di via Morghen preferiscono non esprimersi sulla questione, ma all’ingresso da qualche giorno e’ affisso un cartello per informare che, fino al 29 marzo, l’orario in settimana e’ 8,30-19, mentre la domenica si chiude alle 15.

Contro una forte riduzione degli orari si schiera invece la catena Flor do cafe’, che ha comunque anticipato di un’ora la chiusura settimanale, dalle 21 alle 20. “La situazione da noi e’ tranquilla – racconta il direttore vendite, Francesco Siciliano – gli ambienti vengono sanificati ogni giorno, tutti i dipendenti sono forniti di mascherine, guanti e gel igienizzante, stiamo montando barriere in plexiglass per proteggere maggiormente il personale, abbiamo aumentato il numero delle casse aperte per ridurre le file, forniamo guanti monouso ai clienti e lavoriamo molto online, con circa 300 consegne a domicilio al giorno”. Una strategia che pare stia pagando, anche dal punto di vista della serenita’ degli addetti. “Si sentono tutelati – sottolinea Siciliano – tanto che registriamo un 60-70% in meno di assenze per malattia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se dovessimo ridurre le ore di attivita’, avremmo un assalto da parte dei clienti e sarebbe peggio per tutti”. Nei principali supermercati non si registrano al momento particolari problemi di rifornimento, tranne per pochi prodotti, come farina, lievito e alcool disinfettante. Qualche punto vendita e’ andato in affanno nei giorni scorsi per effetto della corsa alle provviste, ma oggi gli scaffali sono tornati pieni. Chi e’ in fila si mostra impaziente per la lunga attesa e non nasconde la preoccupazione e il desiderio di voler fare al piu’ presto la spesa e tornare a casa. Quasi tutti indossano la mascherina, mantengono la distanza di oltre un metro e non hanno molta voglia di parlare, neanche tra di loro. Anna confessa di andare al supermercato ogni due giorni. “So che e’ un rischio – precisa – ma i punti vendita vicino casa non consegnano a domicilio e io non posso portare pesi eccessivi”. C’e’ anche chi, come Gianni, prova a sfruttare al meglio l’attesa. “Faccio un po’ di telefonate di lavoro, mando mail e rispondo ai messaggi. Ai tempi dello smart working, anche la coda al supermercato puo’ essere utile”, dice sorridendo


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