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Scampia, zio e la nipote arrestati per spaccio

A Scampia un uomo  e sua nipote sono stati arrestati a Napoli per spaccio di stupefacenti. All’interno delle cosiddette Case dei puffi nel quartiere di Scampia, i carabinieri hanno sorpreso a spacciare il 52enne Nazim Dauti, domiciliato nel campo rom di via cupa Perillo e la 19enne Cristina Todorovic, entrambi già noti . Perquisendo i dintorni del luogo in cui stavano spacciando, inoltre, i militari hanno sequestrato 16 dosi di cocaina, una di crack, 28 di eroina e 2 di cobret, oltre a 190 euro in banconote e monete di vario taglio. I due sono in attesa del giudizio direttissimo.

Killer della cinese: il nome nei tabulati telefonici

L’identità del killer che tra il 30 e il 31 dicembre ha legato e ammazzato Lin Su Qing, la quarantanovenne cinese il cui cadavere è stato rinvenuto mercoledì sera in un appartamento di via Caravaggio, potrebbe essere svelata con dai tabulati telefonici e dai messaggi ricevuti dalla donna. In questa direzione e fin dall’inizio le indagini della Procura di Vallo della Lucania, coordinate dal procuratore capo Antonio Ricci e dal sostituto Paolo Itri.
Tra le varie ipotesi per risalire al movente di questo omicidio resta al vaglio degli inquirenti l’ipotesi di un gioco erotico finito male e di un possibile coinvolgimento della donna in un giro di prostituzione. Ma fino ad ora non sono stati trovati elementi che indichino che la quarantanovenne svolgesse questo tipo di attività, per cui l’ipotesi che l’omicidio sia avvenuto nell’ambito di un giro di prostituzione, resta soltanto una delle piste investigative.

Il killer rimane nell’ombra e al vaglio dei carabinieri della stazione di Agropoli, agli ordini del luogotenente Vincenzo Di Liberto, e dei militari del nucleo operativo della compagnia guidata dal capitano Francesco Manna, ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui si trova l’appartamento e altri dispositivi informatici in possesso della donna. Non sono stati trovati segni di effrazione e questo lascia supporre che la donna conoscesse il suo killer. Lin Su Qing risiedeva a Terzigno, un comune vesuviano, ma si trovava nel Cilento, ad Agropoli, da prima prima di Natale. Era da sola e sarebbe dovuta ripartire mercoledì 3 gennaio, proprio il giorno in cui, dopo aver bussato più volte alla porta dell’appartamento, utilizzato come attività di affittacamere, senza ottenere risposta, il proprietario ha deciso di entrare con la chiave di riserva e ha scoperto il cadavere nella camera da letto, in decomposizione.
Secondo il medico legale la morte era avvenuta almeno quattro giorni prima. La donna era distesa sul letto, aveva i polsi legati e il viso quasi completamente coperto con del nastro adesivo. Completamente nuda, presentava un segno in fronte, presumibilmente provocato da un pugno o da un corpo contundente. L’appartamento è stato subito posto sotto sequestro e chiuso in attesa dell’arrivo dei carabinieri della sezione scientifica che hanno acquisito numerosi elementi utili alle indagini.

Cesa, atti persecutori: divieto di avvicinamento per il sindaco

Al sindaco di Cesa in provincia di Caserta è stato notificato un divieto di avvicinamento nei confronti di un’altra persona. In seguito alle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord, ieri sera i carabinieri della stazione di Cesa  hanno dato esecuzione a un’ordinanza di divieto di avvicinamento per atti persecutori, perpetrati in concorso con un’altra persona, nei confronti di Vincenzo Guida, sindaco del comune casertano.
Il provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex moglie e notificato dai carabinieri al sindaco di Cesa,Enzo Guida, perché accusato di atti persecutori in concorso con altra persona. L’ordinanza e’ stata emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura. “Nei prossimi giorni saro’ interrogato dai magistrati e chiariro’ tutto” spiega dal canto suo il sindaco, che svolge la professione di avvocato penalista. La vicenda si trascina da oltre un anno, dopo che Guida si e’ separato dalla ex (luglio 2016); da allora e’ iniziata una battaglia legale che ha coinvolto i due figli minori della coppia, affidati alla madre ma sotto monitoraggio costante dei servizi sociali (prossima udienza nel prossimo febbraio). Il sindaco e’ stato accusato dalla ex moglie di aver organizzato, attraverso lettere anonime e post su facebook mediante falsi profili, una campagna diffamatoria contro di lei e il nuovo compagno, che peraltro e’ una conoscenza anche “politica” del sindaco, essendo come Guida nel direttivo cittadino del Pd. Varie le denunce presentate dalla donna circa i presunti comportamenti persecutori tenuti nei suoi confronti dal primo cittadino. Guida ha invece denunciato la ex moglie ma anche la madre e la sorella per commenti che lo riguardavano pubblicati su facebook e ritenuti diffamatori.

Sarno, truffa del crocifisso. Chiede soldi a nome del prete ma è un impostore

Un uomo si agirebbe per le strade del paese presentandosi alle persone come delegato del prete di una Chiesa del centro storico. In cambio di un crocifisso e di una futura benedizione alle case da parte del parroco chiederebbe soldi. Un escamotage che avrebbe permesso all’uomo dalla corporatura robusta di raggranellare una cospicua somma di denaro truffando la gente. Don Ciro Zarra, guida spirituale della Chiesa di San Sebastiano, ha preso le distanze dagli spiacevoli episodi sottolineando che non ha delegato nessuno per le offerte e mette in guardia sopratutto gli anziani affinchè siano informati della presenza di questo impostore; di non consegnargli denaro; e che sarà lui stesso a contattare i fedeli per le benedizioni.

Chef Resya, i profumi della cucina salutare per i nostri lettori

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Chef Resya da oggi preparerà per i lettori di Cronachedellacampania piatti con sapori e profumi genuini, utilizzando metodi di cottura assolutamente salutari.

Chef Resya, è questo lo pseudonimo di una ragazza napoletana di soli 30 anni con una grande passione per la cucina sana. Chef Resya parla perfettamente 3 lingue oltre all’italiano e al napoletano (che lei stessa sostiene essere una lingua e non un dialetto!!!), ha soggiornato per più di un anno a Shanghai in Cina, per circa 8 mesi a Logroño in Spagna, ed è stata varie volte per alcune settimane in Inghilterra, in Austria, in Romania, in Grecia dove ha potuto confrontarsi con altri cuochi della sua età e non, e ha potuto così venire a contatto con altri mondi gastronomici di cui ha potuto scoprire prodotti alimentari a noi sconosciuti e con grandi proprietà.

Nell’era del consumismo sfrenato e dello spreco, paradossalmente gli uomini e le donne dei nostri tempi decidono di ritornare a dare valore alle piccole cose, di fare un passo indietro verso l’autentico, il genuino; nel momento di massima evoluzione della tecnologia, decidono di ritornare al lavoro duro ma soddisfacente della terra, di apprezzarne i suoi frutti, i suoi prodotti salutari, le sue risorse naturali. Si riscoprono, sempre più, i piaceri della buona tavola, senza intendere fritti, salse varie e grassi, ma apprezzando i sapori unici della nostra Madre Terra che, senza risparmio, ci dona affinché noi possiamo servirli sulle nostre tavole senza artifizi senza distruggere la loro essenza ma accrescendone i loro benefici! È proprio ciò che fa Chef Resya.

Lo scopo della sua cucina è quello di portare in tavola sapori e profumi genuini, utilizzando metodi di cottura assolutamente salutari (a vapore, in umido, al forno, arrosto su pietra lavica o su ghisa) e proponendo piatti sani, semplici, veloci e per tutta la famiglia! Dopo le festività natalizie si sente parlare spesso di dieta o di corretta alimentazione; ma perché accostarsi a questa idea di cucina sempre e solo dopo essersi abbuffati durante le feste?! “bisognerebbe farne un’ideologia di vita” sostiene la nostra giovane chef. Una corretta alimentazione, di solito è costituita da: verdure a volontà, che siano crude o cotte, carni magre, carni bianche, pesce fresco e frutta di stagione non zuccherina! Spesso non si è contenti di stare a dieta, ma il benessere psico-fisico è importantissimo, e bisogna mangiare sano! Però, siccome anche l’occhio vuole la sua parte, si può comunque RENDERE APPETIBILE UNA TRISTE DIETA con un bell’impiattamento! Vi consigliamo di seguire Chef Resya sul nostro sito, su Instagram chef.resya , e mettendo mi piace alla pagina fb Chef Resya , per scoprire le varietà di abbinamenti che si possono fare con prodotti semplici e genuini, e come si può dare carattere ad alcuni ingredienti quando si è costretti ad utilizzare poco sale e poco olio!

Galletta di riso e mais con straccetti di bistecca di pollo alla brace in pietra lavica, su mixture di cavolo viola, verza e cavolo cappuccio

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:
1 cespo di cavolo viola
1 cespo di verza
1 cespo di cavolo cappuccio
1 carota
1 spicchietto d’aglio
½ cipolla
½ peperoncino
250 gr di petto di pollo
1 pizzico di sale e olio EVO a crudo
PREPARAZIONE:
Togliere le foglie esterne dei tre cespi e prenderne solo il cuore; tagliare le verdure alla filangè; tagliare la carota, l’aglio, la cipolla ed il peperoncino a cubetti finissimi in modo che si spengano in breve tempo, adagiarli in una padella calda e aggiungere un filo di acqua bollente in modo che non si attacchino al fondo; riversare le verdure nella padella e tapparle; non c’è bisogno di aggiungere acqua perché ne produrranno naturalmente; aggiungere un pizzico di sale e lasciare in cottura, a fuoco medio, per circa 15’; una volta cotte aggiungere un filo d’olio extra vergine d’oliva a crudo e mescolare. Riscaldare una padella di ghisa o accendere la brace in pietra lavica; battere il pollo tra due fogli di carta da forno con un batticarne e arrostirlo, aggiungere un pizzico di sale; una volta cotto tagliarlo a straccetti con delle forbici da cucina.
IMPIATTAMENTO:
1 piatto fondo bianco che esalti i colori degli ingredienti
2 gallette di riso e mais
Adagiare nel piatto una galletta di riso, su cui porre un generoso ciuffo delle verdure che avete cotto precedentemente in padella, ed in cima gli straccetti di pollo arrostito; servire a tavola con amore!

Bimbo nasce morto in clinica: aperta un’inchiesta

Bimbo nasce morto in clinica e la Procura di Salerno apre un’inchiesta.La tragedia vede come protagonisti una coppia di Campagna che attendeva il bimbo da nove mesi. E’ accaduto giovedì sera all’Istituto Clinico Mediterraneo di Agropoli (ex Clinica Malzoni) dove la mamma è stata portata in sala parto ed è stata sottoposta ad un cesareo. Purtroppo il piccolo è nato senza vita.

Cosa abbia provocato il decesso del bimbo e se sia avvenuto prima del parto, sarà possibile saperlo soltanto con l’esame autoptico che verrà eseguito martedì prossimo, all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dal medico legale Adamo Maiese. I genitori, come riporta Il Mattino, hanno sporto denuncia ai carabinieri di Agropoli perché vogliono avere chiarezza sulle cause del decesso. I militari della stazione locale si sono recati presso la struttura e hanno prelevato la cartella clinica che è stata posta sotto sequestro su disposizione della Procura di Vallo della Lucania. Il corpicino del bimbo è stato trasferito nell’obitorio dell’ospedale cilentano in attesa dell’autopsia. In queste ore, come da prassi, verranno notificati gli avvisi ai medici e al personale sanitario che hanno seguito la madre, nove persone, che avranno la possibilità di nominare propri periti di parte per assistere all’esame autoptico. Tra le ipotesi sul decesso non si può escludere un soffocamento provocato dall’attorcigliamento del cordone ombelicale. Solo un’ipotesi, tuttavia, che dovrà essere verificata insieme alle altre possibili cause che potrebbero spiegare la tragedia e che potranno essere accertate soltanto martedì quando verrà effettuata l’autopsia.

Uno choc anche per il personale del reparto di Ostretricia e Ginecologia della clinica agropolese in cui, ormai da decenni, ogni anno, nascono centinaia di bambini. A quanto sembra fino a quel momento non era accaduto nulla che potesse lasciare presagire la morte del piccolo. La notizia ha ovviamente sconvolto sia la comunità di Agropoli che quella di Campagna. Quanto accaduto riporta di attualità un argomento di cui si è parlato spesso ad Agropoli: in caso di necessità, i reparti di terapia intensiva neonatale più vicini si trovano a chilometri di distanza e non sono raggiungibili in tempi brevi.

Anziano ricoverato in casa di cura ruba panettone a un altro paziente e muore soffocato

Un anziano ospite di una casa di cura mangia un panettone rubato a un altro ospite e muore soffocato.

L’anziano, Valentino Gaudino, un cinquantaduenne originario di Nocera Inferiore, era in cura presso il centro Siria Servizi Sanitari di Siano a causa di problemi psicofisici. Gli era stata anche diagnosticata una disfagia, patologia per la quale gli era stata prescritta un’apposita cura farmacologica ed una dieta semi solida, proprio per evitare qualsiasi tipo di problema. L’anziano però giovedì mattina ha raggiunto gli armadietti, utilizzati dai pazienti per gli effetti personali, ed è riuscito a forzarne uno che era chiuso.

Quell’armadietto però non era il suo, ma era di un altro ospite. All’interno vi era un panettone. L’anziano lo ha preso e aperto in un battibaleno. E mentre sono accorsi infermieri e inservienti che nel frattempo si erano accorti della cosa Valentino Gaudino ha mangiato uno un grosso pezzo di quel panettone: Ma il boccone era troppo grande e gli ha ostruito le prime vie aeree. Nonostante il personale della struttura sanitaria  abbia messo in pratica tutte le manovre del caso permettendo di liberarlo e di consegnarlo al personale del 118, l’anziano è morto durante il trasporto presso la struttura ospedaliera di Mercato San Severino.

“Una vicenda che ci ha profondamente turbato e scosso, come ha raccontato a Il Mattino , il direttore sanitario del cento Gennaro Corrado. Che ha spiegato: “Il paziente, negli ultimi due mesi, aveva manifestato un miglioramento sostanziale, tale da permettergli di frequentare laboratori e spazi sociali così da integrarsi di più con gli altri ospiti della struttura.Per noi la notizia del decesso di Valentino è stata una doccia fredda. Siamo tutti basiti e addolorati”. Saranno, comunque, le indagini, avviate ieri mattina, dai carabinieri della locale stazione, coordinati dalla compagnia di via delle Puglie, agli ordini del maggiore Alessandro Cisternino, a dare risposte più precise, così come l’esame autoptico che potrebbe essere eseguito già nella giornata di lunedì prossimo. Infatti, per avere ulteriori chiarimenti sugli ultimi istanti di vita di Valentino Gaudino, il magistrato della procura di Nocera Inferiore ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia. Da prassi è stata, quindi, aperta un inchiesta a seguito della quale saranno inviati, come atto dovuto, avvisi di garanzia all’indirizzo di tutti quelli: tra medici, infermieri e personale sanitario, che sono intervenuti, a vario titolo, nel tentativo di salvare la vita alla vittima. Il cinquantaduenne di Nocera Inferiore sembra non avesse parenti, il familiare più vicino era una cugina che gli faceva anche da tutrice.

Caserta: Happy Theatre e la tre giorni dedicata al cioccolato

Un venerdì straordinario per Happy Theatre –Il Natale a Caserta, il cartellone unico di eventi natalizi realizzato dal Comune di Caserta insieme alla Regione Campania. Oggi si parte con “Chocolate Days – La Festa del Cioccolato”, in programma in piazza Gramsci e in viale Douhet e che andrà avanti fino al tardo pomeriggio di domenica 7 gennaio. “Chocolate Days”, evento giunto alla sua terza edizione, è stato organizzato in sinergia con il ‘Movimento turismo del cioccolato e delle eccellenze italiane’. Si è partiti stamattina alle 10 e alle 16 i presenti scopriranno come preparare il torrone artigianale grazie agli artisti di Dolci Capricci Siciliani. Alle 18 invece ci sarà una degustazione di cioccolato. Domani, giorno dell’Epifania, si inizia sempre alle 10 e alle 16 è previsto il laboratorio “Baby Chocolab: cioccolatini e tavolette” a cura della Pasticceria Caputo. Alle 18 invece la prova d’assaggio con la regina delle golosità: la crema spalmabile. Alle 19.30 Vincenzo Cappiello della omonima pasticceria delizierà i presenti con la ‘Glassa a specchio e cioccolato plastico’. Domenica 7 gennaio invece alle 16.30 scenderà in campo Aniello Di Caprio della Lombardi Pasticceri con le ‘Decorazioni delle torte al cioccolato’. A chiudere l’evento alle 18 Nando Melileo con “Chocolate Restaurant – Il Cioccolato, un’emozione in cucina”.
Altro evento da non perdere è il magnifico Presepe Vivente del ’700 napoletano della Vaccheria, organizzato dalla Pro Loco della Vaccheria. A partire da oggi e fino a domenica 7 gennaio (dalle 17 alle 20; domani 6 gennaio anche dalle 11 alle 13) sarà possibile visitare il bellissimo percorso in uno scenario unico, tra antiche tradizioni, abiti d’epoca e arti e mestieri del Settecento.
Alle ore 20 doppio appuntamento con la musica tradizionale di qualità: al Duomo di Caserta in scena “Le Corali della Città”, mentre nella Chiesa di San Lorenzo a Casolla Franco Mantovanelli terrà il suo spettacolo “Ecce Ancilla Domini – La Natività contemplando Maria”. Infine, alle 20,30 al Teatro Comunale “Parravano” una bellissima iniziativa di beneficenza organizzata dal Lions Club Caserta Host con la “Caserta Feelix Jazz Orchestra” diretta dal Maestro Pietro Condorelli. Nell’occasione ci sarà la raccolta fondi “Per il sorriso di un bambino”.

Movida violenta a Napoli, comitati civici in “marcia per la legalità”

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Movida  violenta e fracassona di Chiaia: una marcia per la legalità e per la visibilità.

Contro la movida violenta e fracassona sabato prossimo cittadini che aderiscono al Comitato per la quiete pubblica a Napoli, presieduto da Gennaro Esposito, protesteranno per l’ennesima volta. La movida fracassona ormai e’ diventato un cruccio non solo della zona di Chiaia, ma anche del quartiere Vomero e del centro storico cittadino, con episodi sempre piu’ sconcertanti, tra cui sparatorie e accoltellamenti, ma anche alcol ingerito da minori, droga e impossibilita’ per i residenti di sonni tranquilli. A far traboccare il vaso, la ‘goccia’ di una lettera di minacce, anonima, recapitata alla prima municipalita’, quella di Chiaia appunto, e destinata al presidente Francesco De Giovanni e all’assessore Fabio Chiosi, accusati di essere dei “bastardi di m…” perche’ distruggono le attivita’ di via Bisignano e delle zone limitrofe, apostrofati come “fetenti”, e ai quali viene detto chiaramente “pagherete caro tutto questo”. Una lettera per la quale e’ stata presentata una regolare denuncia alla polizia.

Il corteo partira’ da piazza Matteotti, di fronte la Questura di Napoli, passera’ poi davanti al municipio e alla prefettura, per poi snodarsi lungo l’area dei cosiddetti Baretti di via Chiaia e terminare a piazza dei Martiri. Non si tratta delle prime minacce subite da chi cerca, istituzioni o comitati civici, di riportare un po’ di ordine nella movida. Di recente contro la Movida fracassona anche ad alcuni residenti che protestavano in via Mattia Presto, strada residenziale stretta e tranquilla fino a quando si e’ aperto un locale prima come associazione culturale e poi come baretto. Nelle settimane precedenti le festivita’ natalizie il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, aveva messo a punto, dopo una serie di incontri con le parti coinvolte, una sorta di regolamento e emanato alcuni decreti per disciplinare la movida, provvedimenti contestati sia degli esercenti del Baretti che dai comitati, e che comunque non hanno fermato il chiasso e le aggressioni.

Villaricca, picchia mamma e nonno per i soldi della droga: arrestato

Un 26enne, di Villaricca, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri mentre stava tentando di farsi consegnare 50 euro dalla madre e dal nonno, minacciandoli di morte e alzando le mani su di loro.

Verosimilmente il denaro sarebbe servito per l’acquisto di droga. Le vittime si sono chiuse in una stanza nella loro abitazione di Villaricca e hanno chiamato il 112 e dopo poco i carabinieri, intervenuti in casa, hanno arrestato il 26enne. Il ragazzo nell’ultimo mese, a forza di minacce e percosse, aveva già estorto ai familiari 500 euro. Condotto in carcere dovrà rispondere di tentata estorsione, minacce e maltrattamenti in famiglia.

Per oro è stata la fine di un incubo. La storia andava avanti da tempo e l’latra sera nemmeno le lacrime dell’anziano nonno, riverso sul pavimento, disperato e implorante pietà lo hanno fermato. Anzi, con un bastone, forse sotto l’effetto di stupefacenti, ha continuato a picchiarlo chiedendo denaro. La madre, anche lei vittima della sua furia, nulla ha potuto per frenare la sua ira, e quando è rientrata in casa si è ritrovata dinanzi ad una scena purtroppo già vista decine di volte: il padre 78enne che piange disperato e il figlio di 26 anni che si accaniva con violenza contro di lui. Il giovane, a quel punto, oramai fuori si sé, ha lasciato l’anziano al suolo dolorante e ha cominciato a picchiare la madre, strattonandola e schiaffeggiandola. È stato questo l’episodio che ha convinto i due a denunciare e a liberarsi dall’oppressione di un figlio-nipote schiavo degli effetti degli stupefacenti.
I due a quel punto si sono decisi ad andare presso  la stazione dei carabinieri di Villaricca per denunciare le angherie e i maltrattamenti che subivano da tempo. I due hanno anche raccontato che prima delle festività natalizie il congiunto violento era riuscito ad ottenere almeno 500 euro tra pensione e tredicesima del povero nonno, l’unico a percepire reddito in casa, l’unico a dare sostentamento alla famiglia. La madre, che svolge lavori saltuari. I due però quando sono tornati a casa sono stai aggrediti e picchiati di nuovo. Il giovane violento li ha chiusi in una stanza senza telefoni e continuano a minacciarli. I due però sono riusciti a liberarsi , ad uscire dalla stanza e a chiamare i carabinieri. Quando i militari sono giunti in casa hanno assistito con i loro occhi a pesanti scene di violenza e hanno arrestato subito l’aggressore. I reati a lui contestati sono tentata estorsione, minacce e maltrattamenti in famiglia.

Ercolano, il piccolo Cristian aveva una polmonite

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Il piccolo Cristian Corso  aveva una polmonite bilaterale diffusa e per questo che andava ricoverato al primo accesso al pronto soccorso, il 28 dicembre scorso.

Il bimbo di tre anni di Ercolano, Cristian Corso ma residente con a famiglia in provincia di Brescia morto la scorsa settimana aveva anche un “quadro cardiaco di dubbia interpretazione, ansa duodenale ischemicva e linfonodi mesenterici ingranditi”. È questo il dato emerso dall’esame autoptico, eseguito ieri mattina, e comunicato in una breve nota diffusa nel pomeriggio di ieri dai legali della famiglia della vittima, Domenico Di Casola e Andrea Ciuonzo. Se da un lato il quadro clinico del piccolo Cristian non era certo dei migliori quando è arrivato all’ospedale Santobono la sera del 28 dicembre “Solo  l’esame istologico dei campioni di tessuto prelevati a vari organi (polmoni, cuore, intestino) potrà chiarire le cause che hanno provocato il decesso del piccolo Christian e il nesso di causa con omissioni assistenziali”, hanno spiegato i due legali della famiglia Corso.

Ciò significa che chi era di turno la sera del primo accesso del piccolo Cristian al Santobono ha  scambiato una polmonite per una banale influenza. Almeno questa è l’ipotesi fatta  dai consulenti nominati dalla famiglia del piccolo ovvero Giovanni Liguori, medico legale, il prof Roberto Paludetto, pediatra, e il dottor Saverio Terracciano. Per la morte del bambino due medici del Santobono sono indagati per omicidio colposo. L’inchiesta è condotta dai pm Cristina D’Amodio e Michele Caroppoli del pool dell’aggiunto Giuseppe Lucantonio. All’esame autoptico hanno partecipato anche i i tre periti nominati dalla Procura: Pasquale Monetti, Lucio Giordano e Gelsomina Mansueto.

Stamane intanto ad Ercolano  la citta’ di origine dei genitori nella quale sono tornati per le festivita’ natalizie. Il feretro arrivera’ alle 12.30 presso l’abitazione in via Caprile, 4 al parco Magnolia per giungere alla Chiesa del SS. Redentore in via Doglie dove alle 13.00 sara’ officiato il rito funebre. Lunedi’ invece alle 10, la salma giungera’ alla chiesa della Visitazione di Maria Vergine in Bagnolo Mella (Brescia) dove sara’ celebrata una messa mentre la tumulazione avverra’ nel cimitero locale. Li’, a Bagnolo Mella, da alcuni anni si e’ trasferita la famiglia del piccolo per motivi di lavoro.

 

Sparatoria ai Quartieri Spagnoli: il ferito potrebbe aver risposto al fuoco

Quartieri Spagnoli: sparatoria la notte scorsa. Un conflitto a fuoco violentissimo con una dozzina di colpi esplosi da due armi diverse.

E in quel conflitto nei vicoli dei Quartieri Spagnoli a fuoco è rimasto ferito Raffaele Vecci, 23 anni, pregiudicato, un curriculum criminale di tutto rispetto nonostante la sua giovane età : Un proiettile lo ha centrato all’addome. Il giovane è arrivato all’ospedale Vecchio Pellegrini, accompagnato da un amico che si è subito allontanato. Vecci ha dichiarato addirittura di non conoscerlo e di essere stato trasportato da una persona che si trovava lì per caso e lo ha visto sanguinante. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori la sparatoria sarebbe avvenuto in vico Luongo San Matteo proprio sotto l’abitazione di Vecci. ma quando gli esperti della scientifica sono arrivati sul posto non hanno trovato ne tracce ematiche ne bossoli. Eppure più di una persona ha sussurrato agli investigatori c’è c’è stato uno scontro a fuoco.

Probabilmente qualcuno prima dell’arrivo delle “guardie” ha fatto sparire i bossoli. Lo scontro sarebbe avvenuto tra  un gruppo degli Esposito ‘o pallino e i reduci dei Mariano leader storici degli affari criminali dei Quartieri Spagnoli. Il ferito comunque è stato sottoposto anche all’esame dello stube. Gli investigatori non eslcudono che possa essere stato proprio lui il vero obiettivo dell’agguato e che abbia anche risposto al fuoco. Vecci fu arrestato per la prima volta nel 2014 appena 18enne. Fu trovato in possesso un di un revolver calibro 6,35. Era un incensurato e il possesso di quel revolver Beretta di vecchissima fabbricazione, utilizzato durante la seconda guerra mondiale,  destò non poche perplessità. Gli investigatori naturalmente non credono alla sua versione dei fatti e stanno valutando le voci secondo le quali a fare fuoco sarebbe stato qualcuno che abita nei paraggi. Alcune persone tra cui il sospettato sono state interrogate e sottoposte all’esame dello stube. Gli investigatori temono che l’agguato dell’altra notte sia l’ennesima dimostrazione delle forti tensioni esistenti nei vicoli a ridosso di via Toledo.

 

Chiesto il processo per l’imprenditore Domenico Giustino: aiutò Luca Materazzo

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L’imprenditore napoletano Domenico Giustino,60 anni (solo omonimo dell’ex vicepresidente degli industriali) è indagato indagato per favoreggiamento e false dichiarazioni rese al pubblico ministero.

La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio di Domenico Giustino in una inchiesta parallela nata per scoprire coloro che hanno aiutato la latitanza di Luca Materazzo. Il giovane avvocato della Napoli bene, accusato di aver ucciso lo scorso anno con 40 coltellate, il fratello Vittorio., e arrestato due giorni fa a Siviglia dopo un anno di latitanza. Domenico Giustino comparirà dinanzi alla nona sezione del giudice monocratico Polizzi, il prossimo 23 maggio.

Ad incastrare, secondo l’accusa, l’imprenditore ci sarebbero una serie di intercettazioni telefoniche. I pm Luisanna Figliolia e Francesca De Renzis della Procura di Napoli sostengono che l’imprenditore abbia aiutato Luca Materazzo nella fuga. Il 14 giugno scorso Domenico Giustino viene invitato come teste dinanzi ai pm napoletani: è in quell’occasione che l’imprenditore nega di “aver parlato o di aver avuto contatti con le sorelle di Luca Materazzo, dopo il 10 dicembre del 2016, giorno in cui l’indagato si era dato alla fuga”.
Secondo la ricostruzione della Procura, e come si legge nel capo di imputazione, Giustino avrebbe anche negato di “aver avuto contatti con i difensori di Luca Materazzo tra il 10 e il 14 dicembre 2016; di aver riferito a Roberta Materazzo, sorella di Luca, di aver appreso che il giorno 14 dicembre del 2016 Luca Materazzo aveva avuto un contatto con i propri difensori di fiducia, di averlo trovato in buone condizioni di salute, e che aveva dormito gli ultimi giorni, prima di allontanarsi, a casa di V.G., l’amica che gli ha poi consegnato materialmente una somma di denaro, e che era andato via dall’abitazione di V.G. con «una valigia molto grande”.

Una ricostruzione molto dettagliata da parte della Procura di Napoli che però vengono ora respinte con determinazione dal diretto interessato. Difeso dai penalisti Luigi De Vita e Camillo Irace, Domenico Giustino sostiene che a giugno scorso, non ricordava con precisione chi avesse incontrato sette mesi prima, ovvero a dicembre del 2016, né quali fossero gli argomenti trattati con parenti e amici in quei giorni segnati dall’ansia per l’atroce delitto consumato in viale Maria Cristina di Savoia. Poi nella scorsa primavera la squadra mobile di napoli che conduce le indagini sequestra alcuni computer e da uno salta fuori la traccia investigativa che porterà alla cattura del latitante Luca Materazzo. Qualcuno infatti ha cercato su google lavoro all’estero, in particolare tra la Spagna e l’Inghilterra. Da quel momento in pi la macchina investigativa si è messa in moto fino ad arrivare alla cattura del latitante nel bar di Siviglia.

Avvocato cerca praticante ‘bella, single e con i tacchi a spillo’: è bufera

Un avvocato cerca collaboratrice bella, single e con i tacchi a spillo: ‘ma é solo provocazione’. E’ bufera su annuncio, poi rimosso, dal professionista casertano.

“Cerchiamo giovane avvocatessa, tra i requisiti richiesti la bella presenza e il vestimento elegante (tailleur, tacchi a spillo)” e l’essere “single”. Un breve annuncio di lavoro pubblicato qualche giorno fa sul portale bakeka.it da un 42enne avvocato casertano, Domenico Giannelli, peraltro gia’ rimosso, scatena la reazione del web, ed in particolare dell’associazione “Se non ora quando”, che segnala l’annuncio sulla sua pagina facebook suscitando i commenti sdegnati di molti utenti, molti dei quali sono avvocatesse. Tra velate accuse di sessismo e discriminazione, c’e’ chi parla di soliti stereotipi, chi resta “inorridita” e chi si dice contenta che sia stata pubblicato il nome dello studio legale. Ma l’avvocato casertano non ci sta, e spiega che “l’idea dell’annuncio e’ nata da una provocazione che volevo fare alla luce dal caso Bellomo che tra l’altro conosco. Volevo dimostrare provocatoriamente – prosegue Giannelli – che c’e’ gente disponibile a rispondere ad un annuncio del genere; di mail di risposta, infatti, me ne sono arrivate tante, ma io non vi ho mai dato seguito, e anzi ho rimosso l’annuncio. Di certo non pensavo che facesse cosi’ rumore. Certamente non vado a selezionare una collaboratrice sulla base dei vestiti ma della competenza”.
“Un annuncio del genere è vietato“, spiega a Wired, come riportato sulla pagina facebook di “se non ora quando”, l’avvocata Cathy La Torre, esperta di discriminazioni, “Ed è ancora più grave se a farlo è un avvocato”. Sebbene non esista nel codice deontologico degli avvocati una norma specifica sulle discriminazioni di genere, continua La Torre, “questo annuncio viola la legge che, come avvocati, siamo tenuti a rispettare e a far rispettare”. Tuttavia, tra gli organi interni degli Ordini degli avvocati c’è anche il Comitato Pari Opportunità. “A Bologna, che è il mio foro, c’è e una cosa del genere non sarebbe ammessa. Ma non tutti gli ordini lo hanno”.

Quello a cui è iscritto l’avvocato Giannelli, cioè l’ordine di Santa Maria Capua Vetere ce l’ha. Si legge sul sito che “il Comitato Pari Opportunità ha il compito di favorire l’accesso alla libera professione, alla formazione e alla qualificazione professionale delle donne, nonché rimuovere i comportamenti discriminatori ed ogni altro ostacolo che limiti di fatto l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nella professione forense, valorizzando nel contempo la differenza di genere”.

L’annuncio, fra l’altro, pone di fronte a una doppia discriminazione, fa notare l’avvocata La Torre: “lascia fuori del tutto gli uomini e prevede per le donne criteri del tutto arbitrari che ne escludono altre. Ad esempio una praticante o un’avvocata del suo foro, esclusa dalla selezione perché sposata, potrebbe presentare un esposto all’Ordine per chiedere dei provvedimenti disciplinari”.

 

Il 2017 è l’anno di molti avvistamenti UFO in Italia

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IL 2017 è stato un anno di molti avvistamenti UFO in Italia per il Centro ufologico Mediterraneo; molti ‘ufo’ o presunti tali sono stati avvistati in tutte le regioni italiane ma in particolar modo in Liguria.

Lo comunica il Centro ufologico tramite il suo presidente Nicola Carannante che ha pubblicato il meglio dei suoi ‘ufo files‘ dell’anno appena trascorso.
Ufo di tutti i tipi: dischi volanti, sfere, squadriglie, ufo luminosi e di vari colori, stazionari, velocissimi, a bassa o alta quota, piccoli e enormi. A segnalarli sono state le persone piu’ svariate e molti stranieri.

“Sembra che nel 2017  vi sia stato un salto di qualita’ negli oggetti avvistati”

ha detto Carrannante “Un dato molto significativo e’ costituito dai dischi volanti che, dopo anni di assenza, sembrano tornati, come dimostrato dagli ufo di di Lavagna, Civitavecchia (Roma) e Arco Felice (Napoli)”.

Alcune volte “gli ufo hanno volato anche in squadriglia dando origine allo spettacolare fenomeno delle flotillas come capitato in tutta Italia nell’appena trascorsa estate 2017, quando hanno volato sulla verticale di Roma durante un concerto di Ennio Morricone”.

Altre localita’ interessate da avvistamenti, alcuni dei quali ancora in fase di indagine, sono state tra le altre Savona, Paestum, Brescia, Trieste, Firenze, Napoli, San Benedetto del Tronto, Caserta, Ascoli Piceno e Vicenza.

Ercolano, domani i funerali del piccolo Cristian

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Morte del piccolo Cristian Corso, domani a Ercolano i funerali del piccolo di tre anni morto la scorsa settimana dopo un doppio ricovero al Santobono.

I funerali di Cristian,si svolgeranno domani, sabato 6 gennaio, ad Ercolano  la citta’ di origine dei genitori nella quale sono tornati per le festivita’ natalizie. Il feretro arrivera’ alle 12.30 presso l’abitazione in via Caprile, 4 al parco Magnolia per giungere alla Chiesa del SS. Redentore in via Doglie dove alle 13.00 sara’ officiato il rito funebre. Lunedi’ invece alle 10, la salma giungera’ alla chiesa della Visitazione di Maria Vergine in Bagnolo Mella (Brescia) dove sara’ celebrata una messa mentre la tumulazione avverra’ nel cimitero locale. Li’, a Bagnolo Mella, da alcuni anni si e’ trasferita la famiglia del piccolo per motivi di lavoro. Per la morte del bambino la Procura della Repubblica di Napoli ha emesso un avviso di garanzia nei confronti dei due medici, per l’ipotesi di omicidio colposo, come atto dovuto per consentire la nomina di propri consulenti di fiducia in occasione del conferimento dell’incarico per l’autopsia. Autopsia eseguita questa mattina all’ospedale Secondo Policlinico di Napoli al termine della quale gli avvocati della famiglia, Domenico Di Casola e Andrea Ciuonzo, hanno diffuso una nota.

L’inchiesta e’ condotta dal pm Federica D’Amodio e Michele Caroppoli e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Quando il bimbo venne visitato in ospedale il 28 dicembre scorso, in codice verde, i sanitari riscontrarono segni di infiammazione alle vie aeree, dolori addominali e diarrea. Dopo gli esami si ritenne di non disporre il ricovero: furono prescritti alcuni farmaci e un controllo medico dopo 24 ore, dopodiche’ fu dimesso. L’indomani mattina fu riportato in gravissime condizioni nello stesso ospedale dove mori’ poco dopo il ricovero.

La famiglia del piccolo, il papà Nando, ex calciatore dell’Ercolanese negli anni Novanta e attualmente dipendente delle Ferrovie dello Stato in provincia di Brescia, ha chiesto che si faccia chiarezza sulla morte del figlioletto

Napoli col Verona riparte la corsa scudetto

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Napoli col Verona riparte corsa scudetto: Sarri rilancia titolarissimi, Mertens vuole tornare al gol.

Il Napoli e’ a meta’ dell’opera. Saranno le prossime 19 giornate, quelle del girone di ritorno, a dire se Hamsik, Sarri, Mertens, Insigne e gli altri entreranno nella storia degli azzurri e della citta’. Domani parte infatti con la sfida al Verona al San Paolo, la seconda parte della stagione del Napoli che ha chiuso da campione d’inverno il girone d’andata ma e’ uscito da Champions League e martedi’ scorso anche dalla Coppa Italia ad opera dell’Atalanta, vittoriosa al San Paolo per 2-1. Maurizio Sarri riparte da dove tutto e’ cominciato, dal Verona battuto alla prima giornata con i gol di Milik e Ghoulam. Proprio i due che ormai da tempo guardano le partite degli azzurri dalla tribuna per i loro infortuni al ginocchio, ma che potrebbero diventare gli acquisti piu’ importanti per lo sprint primaverile di campionato ed Europa League.
Senza di loro, pero’, Maurizio Sarri ha un nuovo blocco di titolarissimi che domani affronteranno la squadra di Pecchia di fronte agli oltre quarantamila del San Paolo. Un blocco che torna in campo dopo lo sfortunato turn over di Coppa Italia e che riparte da Jorginho, ex del Verona e perno del gioco azzurro, con i polmoni di Allan a destra e la classe dal gol ritrovato di Marek Hamsik a sinistra. Ma il blocco che ha portato il Napoli a dominare il girone d’andata prevede anche la difesa migliore della serie A, quella con Hysaj, Koulibaly, Albiol e Mario Rui che ha subito solo 13 gol in 19 partite. Davanti il tridente Callejon-Mertens-Insigne, da cui il pubblico si aspetta spettacolo. Mertens ha ritrovato contro l’Atalanta la rete dopo un digiuno di circa un mese, e ora vuole riprendere l’inseguimento al trono dei bomber per ora detenuto da Mauro Icardi a quota 17 gol: il belga e’ invece fermo a dieci reti ma e’ pronto a ripartire di slancio.
Ma il sabato sara’ impegnativo anche per le forze dell’ordine che dovranno evitare contatti tra i tifosi azzurri e gli oltre duecento tifosi del Verona in arrivo. Ma in arrivo ci sono anche novita’ di mercato per il Napoli che da lunedi’ tentera’ di piazzare un colpo: l’ideale sarebbe il bolognese Verdi, che pero’ va convinto della possibilita’ di essere protagonista, altrimenti si virera’ su Inglese, gia’ azzurro ma in prestito al Chievo.

Cardarelli, troppi malati: il direttore richiama il personale

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Influenza, al Cardarelli di Napoli richiamato personale: troppi malati, il direttore generale firma disposizione valida fino a lunedì.

Grande afflusso al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli anche oggi: nella mattinata sono stati 111 gli accessi registrati. Numeri importanti che seguono quelli dei giorni scorsi. Per fronteggiare l’emergenza, i vertici del Cardarelli hanno richiamato in servizio personale infermieristico e operatori socio sanitari. La disposizione, firmata ieri dal direttore generale, Ciro Verdoliva, resta in vigore fino a lunedi’ 8, giorno in cui, in seguito ad una riunione tra i vertici, sara’ deciso se l’ordine di servizio potra’ essere soppresso, se andra’ mantenuto o se andra’ potenziato. A riferirlo lo stesso Verdoliva. “Per poter fronteggiare un carico maggiore di accessi al Pronto soccorso, all’Osservazione breve intensiva e nelle Aree di medicina – spiega – ho dovuto aumentare la forza lavoro, con particolare riferimento agli operatori infermieristici e a quelli socio sanitari”. Il manager spiega che “le sofferenze maggiori si registrano in area medica, mentre nelle chirurgie si lavora normalmente”. Secondo i numeri forniti, gia’ nella mattinata odierna sono stati 67 i pazienti giunti al pronto soccorso, passati ad oltre cento in poche ore. Allo stato attuale e’ stato necessario ricorrere a 16 barelle nel reparto di Medicina d’urgenza.

Numeri che seguono quelli toccati ieri, in cui si e’ arrivati alla quota di 250 accessi al pronto soccorso, di cui il 70 per cento e’ stato dimesso nell’arco della giornate. “Nel corso di queste giornate – ha detto Verdoliva – abbiamo registrato un afflusso importante anche di pazienti con patologie importanti che, pertanto, devono anche essere allettati nei reparti di degenza anche se la meta’ dei pazienti che arriva viene dimesso direttamente dal pronto soccorso. Ci troviamo a gestire una fase in cui alla straordinaria normalita’ del Cardarelli si aggiunge il particolare momento legato al freddo e al periodo influenzale”. Nella giornata di ieri l’incidenza delle barelle rispetto ai posti letto e’ stata pari all’1,12 per cento.

“E come per magia, sconfessando puntualmente i proclami del governatore di questa regione, al Cardarelli e’ tornata a materializzarsi l’emergenza barelle. E, con somma sorpresa, al presidente della giunta regionale siamo costretti a far notare che la carenza di unita’ nel nosocomio piu’ grande del Mezzogiorno e’ ancora tale da costringere il direttore generale a richiamare in servizio il personale medico e infermieristico”. Cosi’ il consigliere regionale M5S, Valeria Ciarambino. Il tutto a fronte della piu’ prevedibile di tutte le emergenze: l’influenza di stagione. Che non ha ancora raggiunto il suo picco, ma gia’ costringe il personale agli straordinari. Nella giornata di oggi siamo stati tempestati di messaggi di persone che hanno parenti ricoverati al Cardarelli e che non fanno che rimandarci descrizioni di scene da gironi danteschi, con operatori sanitari costretti a fare i conti non solo con carenza di barelle” ma sentire l’esponente dei M5S anche di altro materiale. “Il paradosso di tutta questa storia – sottolinea Ciarambino – e’ che la disposizione con la quale e’ stato richiamato in servizio il personale del Cardarelli e’ stata firmata dal dg Verdoliva, lo stesso manager che, appena tre mesi fa, si era affrettato ad annunciare che mai piu’ al Cardarelli avrebbero vissuto situazioni di emergenza come quella che si sta registrando proprio in queste ore”.

Morta Marina Ripa di Meana, aveva 77 anni

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È morta a Roma a 77 anni, Marina Ripa di Meana, nota nei salotti buoni romani, ma non solo, per la sua vita di eccessi.

Nata il 21 ottobre 1941 a Reggio Calabria, da oltre un quindicennio combatteva contro il cancro. Personaggio televisivo, stilista e scrittrice – mai banale e celebre per le sue provocazioni – è stata sposata con Alessandro Lante della Rovere prima e con Carlo Ripa di Meana poi. “Mia madre ha combattuto la malattia – dice la figlia Lucrezia  di Marina Ripa di Meana – come una guerriera e sara’ un grande esempio per me, per le mie figlie e per tutti noi. Mamma, mi mancherai!”. Cordoglio anche da parte della conduttrice Barbara D’Urso che ha scritto su Instagram: “Sei stata una leonessa, nella vita e nella tua guerra contro la malattia. Geniale, anticonformista, coraggiosa, hai sempre detto quello che pensavi. Ti abbiamo amata e ti ameremo per questo. Ciao Marina!”. Anche il segretario della Lega e candidato Premier Salvini ha voluto salutare Marina: “Buon viaggio a Marina Ripa di Meana, donna generosa, intelligente, coraggiosa e controcorrente”.

Napoli, lettera di minacce al presidente della Muncipalità

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Lettera di minacce al presidente della I Municipalità di Napoli, Francesco de Giovanni protagonista della battaglia per la legalità e controla movida violenta a Chiaia.

“Nella mattinata ci è stata recapitata, in Municipalità, una lettera anonima dal contenuto minaccioso. Ci si rinfaccia la nostra battaglia per la legalità nell’area dei baretti di Chiaia, lanciando una serie di epiteti”. A denunciare l’accaduto il presidente della Municipalità I Francesco de Giovanni e l’assessore agli Affari generali Fabio Chiosi, entrambi destinatari della lettera di minacce. “Il dato inquietante – spiegano i due esponenti della Municipalità – è che nella lettara si fa riferimento ai nostri indirizzi di casa ed ai nostri figli. Si fa riferimento al “disturbo” per le attività che deriverebbero dalla nostra attività di amministrazione del territorio ed al fatto che pagheremo caro ciò che stiamo facendo. Al di là dell’amarezza e dello sconcerto – continuano il presidente e l’assessore – questo episodio certamente non ci intimidisce ma ci rafforza sempre più nella convinzione che il mandato di un amministratore pubblico non può mai prescindere dall’impegno per la legalità. Nessuno si faccia illusioni. Questa lettera è per noi un invito ad andare avanti con sempre maggior determinazione. Stamane abbiamo sporto regolare denuncia presso il commissariato di Polizia di San Ferdinando consegnando l’originale della busta e della missiva, auspicando che i responsabili vengano individuati e puniti”, concludono de Giovanni e Chiosi.

Le minacce a De Giovanni  e Chiosi secondo gli investigatori sono collegate all’inchiesta nata dalla famosa sparatoria ai Baretti di Chaia del mese di novembre dello scorso anno. Per quella indagine c’erano molti minorenni ed erano anche armati. Era una quindicina. Sono stati identificati. Sono quelli che la notte del 19 novembre scorso dopo una furibonda rissa diedero vita anche alla famosa sparatoria con protagonista il 20enne Giuseppe Troncone , figlio del boss di Fuorigrotta e in cui rimasero feriti cinque giovanissimi tra uomini e donne. Sono stati identificati grazie al lavoro di incrocio di testimonianze e della presenza delle celle degli smartphone agganciati alla zona, oltre che dalla visione di alcuni filmati. Alcuni sono di San Giovanni a Teduccio, altri di Fuorigrotta, altri ancora del Pallonetto di Santa Lucia, qualcuno di Montecalvario. La loro posizione ora è al vaglio dei pm Antonella Fratello e Celeste Carrano della Procura di Napoli che stanno coordinando le indagini. Intanto stamane il Riesame decide sulla richiesta di scarcerazione presentata da Giuseppe Troncone che ha sempre negato di aver fatto fuoco.