Cronaca Napoli

Napoli, lettera di minacce al presidente della Muncipalità



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Lettera di minacce al presidente della I Municipalità di Napoli, Francesco de Giovanni protagonista della battaglia per la legalità e controla movida violenta a Chiaia.

“Nella mattinata ci è stata recapitata, in Municipalità, una lettera anonima dal contenuto minaccioso. Ci si rinfaccia la nostra battaglia per la legalità nell’area dei baretti di Chiaia, lanciando una serie di epiteti”. A denunciare l’accaduto il presidente della Municipalità I Francesco de Giovanni e l’assessore agli Affari generali Fabio Chiosi, entrambi destinatari della lettera di minacce. “Il dato inquietante – spiegano i due esponenti della Municipalità – è che nella lettara si fa riferimento ai nostri indirizzi di casa ed ai nostri figli. Si fa riferimento al “disturbo” per le attività che deriverebbero dalla nostra attività di amministrazione del territorio ed al fatto che pagheremo caro ciò che stiamo facendo. Al di là dell’amarezza e dello sconcerto – continuano il presidente e l’assessore – questo episodio certamente non ci intimidisce ma ci rafforza sempre più nella convinzione che il mandato di un amministratore pubblico non può mai prescindere dall’impegno per la legalità. Nessuno si faccia illusioni. Questa lettera è per noi un invito ad andare avanti con sempre maggior determinazione. Stamane abbiamo sporto regolare denuncia presso il commissariato di Polizia di San Ferdinando consegnando l’originale della busta e della missiva, auspicando che i responsabili vengano individuati e puniti”, concludono de Giovanni e Chiosi.

Le minacce a De Giovanni  e Chiosi secondo gli investigatori sono collegate all’inchiesta nata dalla famosa sparatoria ai Baretti di Chaia del mese di novembre dello scorso anno. Per quella indagine c’erano molti minorenni ed erano anche armati. Era una quindicina. Sono stati identificati. Sono quelli che la notte del 19 novembre scorso dopo una furibonda rissa diedero vita anche alla famosa sparatoria con protagonista il 20enne Giuseppe Troncone , figlio del boss di Fuorigrotta e in cui rimasero feriti cinque giovanissimi tra uomini e donne. Sono stati identificati grazie al lavoro di incrocio di testimonianze e della presenza delle celle degli smartphone agganciati alla zona, oltre che dalla visione di alcuni filmati. Alcuni sono di San Giovanni a Teduccio, altri di Fuorigrotta, altri ancora del Pallonetto di Santa Lucia, qualcuno di Montecalvario. La loro posizione ora è al vaglio dei pm Antonella Fratello e Celeste Carrano della Procura di Napoli che stanno coordinando le indagini. Intanto stamane il Riesame decide sulla richiesta di scarcerazione presentata da Giuseppe Troncone che ha sempre negato di aver fatto fuoco.

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