La corsa alla presidenza della Federcalcio entra nel vivo e prende forma un primo schieramento forte. Dall’assemblea della Lega Serie A, riunita a Milano, emerge infatti un orientamento netto: diciotto club su venti sono pronti a sostenere la candidatura di Giovanni Malagò.
Una convergenza ampia, quasi plebiscitaria, che lascia isolate soltanto Lazio e Verona, uniche società contrarie alla proposta. Il nome dell’ex presidente del Coni, forte di un lungo percorso dirigenziale e di un profilo internazionale consolidato, si candida così a diventare il punto di riferimento del calcio italiano in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno.
Il percorso però è ancora tutto da costruire. La scadenza per la presentazione ufficiale delle candidature è fissata al 13 maggio e, nel frattempo, si muovono anche altri protagonisti. Tra questi Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega nazionale dilettanti, che non nasconde le proprie ambizioni.
«Chiederò al consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società della Lega di A», ha dichiarato, indicando chiaramente la volontà di costruire una candidatura condivisa.
Abete punta a un confronto sui contenuti prima ancora che sui nomi: «Attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi prima nella logica di discussione dei contenuti per poi valutare quale è il punto di caduta dei nomi».
Lo scenario che si delinea è quello di una partita ancora aperta, dove la spinta della Serie A potrebbe non bastare da sola a determinare l’esito finale. Il sistema calcio italiano, diviso tra professionismo e dilettantismo, sarà chiamato a trovare un equilibrio che tenga insieme interessi e visioni diverse.
In breve
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Mi pare che la corsa alla presidenza sia un fatto importante ma non è tutto chiarò, laSerieA appare molto unita pero ci sono Lazio e Verona che no vogliono e questo rende il tutto incerti, Malagò e Abete han detto cose ma non si capisce come si decidono i nomi, il sistema dilettanti e profesionismo resta diviso.