Avvocato cerca praticante ‘bella, single e con i tacchi a spillo’: è bufera

Un avvocato cerca collaboratrice bella, single e con i tacchi a spillo: ‘ma é solo provocazione’. E’ bufera su annuncio, poi rimosso, dal professionista casertano.

“Cerchiamo giovane avvocatessa, tra i requisiti richiesti la bella presenza e il vestimento elegante (tailleur, tacchi a spillo)” e l’essere “single”. Un breve annuncio di lavoro pubblicato qualche giorno fa sul portale bakeka.it da un 42enne avvocato casertano, Domenico Giannelli, peraltro gia’ rimosso, scatena la reazione del web, ed in particolare dell’associazione “Se non ora quando”, che segnala l’annuncio sulla sua pagina facebook suscitando i commenti sdegnati di molti utenti, molti dei quali sono avvocatesse. Tra velate accuse di sessismo e discriminazione, c’e’ chi parla di soliti stereotipi, chi resta “inorridita” e chi si dice contenta che sia stata pubblicato il nome dello studio legale. Ma l’avvocato casertano non ci sta, e spiega che “l’idea dell’annuncio e’ nata da una provocazione che volevo fare alla luce dal caso Bellomo che tra l’altro conosco. Volevo dimostrare provocatoriamente – prosegue Giannelli – che c’e’ gente disponibile a rispondere ad un annuncio del genere; di mail di risposta, infatti, me ne sono arrivate tante, ma io non vi ho mai dato seguito, e anzi ho rimosso l’annuncio. Di certo non pensavo che facesse cosi’ rumore. Certamente non vado a selezionare una collaboratrice sulla base dei vestiti ma della competenza”.
“Un annuncio del genere è vietato“, spiega a Wired, come riportato sulla pagina facebook di “se non ora quando”, l’avvocata Cathy La Torre, esperta di discriminazioni, “Ed è ancora più grave se a farlo è un avvocato”. Sebbene non esista nel codice deontologico degli avvocati una norma specifica sulle discriminazioni di genere, continua La Torre, “questo annuncio viola la legge che, come avvocati, siamo tenuti a rispettare e a far rispettare”. Tuttavia, tra gli organi interni degli Ordini degli avvocati c’è anche il Comitato Pari Opportunità. “A Bologna, che è il mio foro, c’è e una cosa del genere non sarebbe ammessa. Ma non tutti gli ordini lo hanno”.

Quello a cui è iscritto l’avvocato Giannelli, cioè l’ordine di Santa Maria Capua Vetere ce l’ha. Si legge sul sito che “il Comitato Pari Opportunità ha il compito di favorire l’accesso alla libera professione, alla formazione e alla qualificazione professionale delle donne, nonché rimuovere i comportamenti discriminatori ed ogni altro ostacolo che limiti di fatto l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nella professione forense, valorizzando nel contempo la differenza di genere”.

L’annuncio, fra l’altro, pone di fronte a una doppia discriminazione, fa notare l’avvocata La Torre: “lascia fuori del tutto gli uomini e prevede per le donne criteri del tutto arbitrari che ne escludono altre. Ad esempio una praticante o un’avvocata del suo foro, esclusa dalla selezione perché sposata, potrebbe presentare un esposto all’Ordine per chiedere dei provvedimenti disciplinari”.

 

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