Fabrizio Corona torna a far parlare di se’ per una lite avvenuta la scorsa notte davanti a un locale del centro di Milano. In un video pubblicato in esclusiva dal sito “MilanoToday”, l’ex agente dei paparazzi inveisce contro un altro uomo di cui non si riesce a capire l’identita’ che si trova all’ingresso della discoteca, circondato da un capannello di persone che fa da muro. E’ l’ennesima intemperanza dell’ex fotografo dei vip, che si trova in una delicata posizione costantemente monitorata dalla magistratura di sorveglianza. Le immagini partono dal momento in cui Corona si sta allontanando dal luogo urlando “ti vengo a prendere a costo di tornare in galera”. Pochi secondi dopo attraversa la strada, raggiunge l’ingresso e continua a rivolgersi con toni violenti all’interlocutore dicendogli “devi chiedermi scusa in ginocchio, pezzo di m…”. In un passaggio sembra che sferri un calcio, sottolineato da un verso di sorpresa dei presenti. Il filmato si interrompe mentre l’azione e’ ancora in corso. Le forze dell’ordine, per quanto comunicato finora, non hanno ricevuto segnalazioni per l’episodio. Corona e’ in affidamento terapeutico dal 21 febbraio scorso, quando ha potuto lasciare il carcere di San Vittore. Si attende di capire se la lite avra’ ripercussioni sul suo percorso giudiziario e se comportera’ l’annullamento della misura.
Uccisero il cugino del pentito: 3 ordinanze per i Casalesi
Svolta nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe Quadrano, ucciso a 43 anni il 7 luglio 1996 a San Cipriano d’Aversa davanti a un bar in via Acquaro. I Carabinieri della compagnia di Casal di Principe hanno eseguito questa mattina una misura cautelare emessa dal gip di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di 3 persone, tutte già detenute, ritenute responsabili a vario titolo di omicidio, detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo aggravati dal metodo mafioso e commessi al fine di agevolare il clan dei Casalesi. L’indagine ha consentito di attribuire il ruolo di mandante dell’omicidio a Francesco Schiavone, detto Sandokan, boss dei Casalesi e a Francesco Schiavone detto Cicciariello. Quadrano era cugino dell’omonimo collaboratore di giustizia e proprio per questo sarebbe stato ucciso: le motivazioni dell’omicidio sono state infatti ricondotte dagli investigatori alla volontà del clan dei Casalesi di impedire la proliferazione di nuovi collaboratori di giustizia. All’esecuzione dell’omicidio, secondo la ricostruzione degli investigatori, prese parte tra gli altri anche Sebastiano Panaro che, alla guida di una Fiat Punto, avrebbe condotto il commando in via Acquaro, davanti al Bar Orientale, dove furono esplosi complessivamente 12 colpi calibro 9×21 all’indirizzo della vittima.
‘Boscoreale in marcia’, per dire no a camorra e violenza
Oltre duemila studenti delle scuole cittadine di ogni ordine e grado, divisi in due cortei, venerdi’ mattina sfileranno per le strade di Boscoreale “per dire NO alla Camorra, alla Violenza e alla Criminalita'”. Uno dei cortei muovera’ dal Piano Napoli Passanti, un quartiere che vive un forte disagio sociale e dove con piu’ forza vanno riaffermati i temi e i princi’pi di legalita’ e solidarieta’. Un quartiere, dove la scuola e’ un baluardo contro ogni forma di illegalita’ e di violenza. “Boscoreale in marcia” e’ stato fortemente voluto dall’assessore alla Legalita’ e Pubblica Istruzione, Valentina Mazzola, che ha messo al centro gli alunni che saranno i protagonisti assoluti della manifestazione che, a chiusura dei cortei, si terra’ presso l’area mercatale di via Passanti. L’evento, che si svolge a conclusione di un percorso di studi, incontri e attivita’ formative ed educative per la settimana della legalita’ svolto dagli alunni, e’ anche occasione per valorizzare l’impegno e partecipazione civile, per rafforzare i legami di solidarieta’ e per contribuire a costruire una societa’ fondata sui valori della legalita’ e della giustizia. Per l’occasione gli studenti proporranno, quale spunto di riflessione, alcune le letture sulla legalita’. E’ prevista la partecipazione dell’assessore regionale all’istruzione, Lucia Fortini, del vicesindaco della Citta’ Metropolitana di Napoli, Salvatore Pace, di Maria Luisa Iavarone, professore ordinario di pedagogia generale e sociale presso l’Universita’ degli Studi di Napoli Parthenope, e di Luigi Coppola, testimone di giustizia, presidente del movimento per la lotta alla criminalita’ organizzata. “Una marcia per rinnovare il nostro quotidiano e continuo impegno di contrasto a ogni forma di illegalita’ e di violenza – spiega il sindaco Giuseppe Balzano – Ringrazio i dirigenti scolastici e i docenti per il diuturno impegno che profondono per insegnare agli alunni a diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri, rispettosi della legalita’ contro ogni forma di violenza e sopraffazione dell’altro. I valori fondamentali di onesta’ e legalita’ – conclude il sindaco Balzano – accompagnano la nostra quotidiana azione amministrativa”.
Steward aggredito in curva: denunciati due tifosi del Benevento
Due tifosi del Benevento, di 47 e 26 anni, sono stati denunciati in stato di libertà per lesioni per aver aggredito uno steward all’ingresso dello stadio “Ciro Vigorito” ieri in occasione dell’incontro di Serie A Benevento-Hellas Verona disputato ieri pomeriggio e terminato 3-0 a favore dei sanniti. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri impegnati nel servizio di ordine pubblico predisposto e intervenuti sul posto, i due avrebbero aggredito con calci e pugni F.A., 29 anni, steward nel settore Curva Sud dello stadio, per favorire l’ingresso senza biglietto di una terza persona nel settore. Il 29enne ha riportato lesioni di lieve entità. I militari, con la collaborazione di personale della Questura di Benevento, hanno accompagnato gli aggressori in caserma per l’espletamento delle formalità di rito, al termine delle quali i due sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di lesione e proposti alle autorità competenti per l’irrogazione del Daspo.
Caso Skripal: americani via dalla Russia
I diplomatici americani espulsi dalla Russia per il caso Skripal hanno lasciato l’edificio che ospita la missione diplomatica Usa a Mosca. In seguito all’espulsione di 60 diplomatici russi dagli Usa, la Russia ha cacciato altrettanti diplomatici americani, a cui è stato ordinato di lasciare il Paese entro il 5 aprile, cioè entro oggi.Secondo la Tass, dei pullman sono arrivati davanti all’ambasciata americana verso le 4 del mattino (le 3 in Italia) e sono partiti attorno alle 7.
Brasile: l’ex presidente Lula verso il carcere
Il Tribunale Supremo Federale (Tsf) del Brasile ha respinto oggi la richiesta di habeas corpus presentata dall’ex presidente Lula Da Silva, che può quindi adesso essere incarcerato per scontare la pena a 12 anni che gli è stata inflitta per corruzione e riciclaggio. Come previsto dagli osservatori, la decisione è stata presa con una maggioranza risicata: 6 voti contro 5.
Formalmente è stato il parere della presidente del Tsf, Carmen Lucia – l’ultima a votare – a segnare la sconfitta della cautelare richiesta da Lula, ma è stato il voto negativo di un’altra magistrata – Rosa Weber – che ha spento l’entusiasmo dei simpatizzanti dell’ex presidente durante lo svolgimento della lunga udienza, durata più di dieci ore.
Pd: Martina vuole fare il segretario ma la guerra interna resta
Maurizio Martina si candida alla segreteria del Partito democratico. Lo fa alla vigilia delle consultazioni al Quirinale e in vista dell’assemblea, convocata il 21 aprile, che sancirà ufficialmente l’addio di Renzi.
Al Colle il reggente Dem con Graziano Delrio, Andrea Marcucci e Matteo Orfini terrà ferma la linea del Pd all’opposizione, ma “non sull’Aventino”.
E in assemblea proverà a chiudere le settimane del travaglio post-sconfitta per provare a “rilanciare”. Ma la pace interna è ancora lontana.
E Matteo Renzi, che nelle ore delle consultazioni sarà a Roma, tiene alta la guardia, perché la disponibilità di Martina ad “ascoltare le indicazioni di Mattarella” non diventi un varco per un governo col M5s.
Walter Veltroni smentisce che sia in preparazione un “appello” di intellettuali per chiedere al Pd di fare il governo. Ma i renziani non si fidano.
E, sebbene non escludano di convergere su Martina, lavorano a un candidato segretario alternativo: il nome è Lorenzo Guerini, che però sembra restio. A preoccupare Veltroni è che qualcuno decida di “andare oltre il Pd”.
Il killer confessa: ha ucciso per gelosia
Sono stati sottoposti a fermo i due sospettati per l’agguato nella sala slot a Caravaggio (Bergamo) in cui sono morti un uomo e una donna: Carlo Novembrini, di 51 anni, e Maria Rosa Fortini, di 40, coppia residente a Sergnano (Cremona). Uno dei fermati, fratello dell’uomo ucciso, ha confessato il delitto dopo un lungo interrogatorio in caserma a Treviglio (Bergamo). Nella tarda serata di ieri una Panda bianca sulla quale si erano allontanati insieme dopo l’esecuzione è stata intercettata dai carabinieri: al volante c’era il fratello di Novembrini, con un’altra sorella (che lo avrebbe atteso in auto mentre andava a uccidere il parente). Dopo l’interrogatorio e la confessione è scattato il fermo d’indiziato di delitto. Secondo indiscrezioni il movente sarebbe la gelosia: il killer riteneva che il fratello avesse avuto in passato una breve relazione con l’ex moglie.
Due morti a Catanzaro: stavano appiccando fuoco estorsivo
Due persone sono morte in un incendio di natura dolosa sviluppatosi la scorsa notte in un pub, il “Tonninas”, di Catanzaro Lido, il quartiere marino del capoluogo calabrese. Secondo quanto è emerso dai primi accertamenti dei vigili del fuoco, non è escluso che i due morti – trovati semi carbonizzati – siano le stesse persone che stavano appiccando l’incendio al locale, presumibilmente per finalità estorsive. All’interno è stata trovata una notevole quantità di liquido infiammabile. La presenza di benzina in grande quantità rafforza negli investigatori l’ipotesi che l’incendio in quello che era uno dei locali più frequentati dalla movida del quartiere marino di Catanzaro sia di natura dolosa. Su quanto é accaduto indaga la Squadra mobile, che sta cercando di identificare le due vittime. Negli ambienti investigativi non c’é alcuna conferma ufficiale, al momento, che i due morti siano le stesse persone che stavano mettendo in atto l’attentato incendiario, anche se l’ipotesi appare altamente verosimile.
Gragnano, truffa sessuale ai danni di un imprenditore: due coppie a processo
Gragnano. Una truffa avvenuta in più fasi mirata ad incassare oltre 100mila euro ai danni di un imprenditore di Gragnano. Prima una donna ha raccontato di essere rimasta incinta e avrebbe chiesto denaro sostenendo di essere parente ad un boss della camorra. Poi un finto carabiniere ha impaurito l’imprenditore, sostenendo che avrebbe dovuto pagare delle multe per evitare l’arresto. Una vera e propria storia fantascientifica per riuscire a farsi consegnare ingenti cifre dall’imprenditore che, dopo alcuni mesi, ha sborsato almeno 50mila euro. A processo per estorsione e truffa ci sono quattro persone. Si tratta di Aniello Rea 50enne, Antonietta Rosanova, 47enne. Entrambi residenti nella città della pasta. Poi ci sono la 46enne Raffaella Annunziata, Tommaso Squillante 63enne, entrambi residenti a Sarno. Gli arresti per loro scattarono tre anni fa a chiusura dell’inchiesta. Intanto alcune telefonate anonime nei giorni scorsi avevano fatto ottenere la scorta dei carabinieri della stazione di Gragnano che hanno accompagnato il teste nell’aula di tribunale di Torre Annunziata. Lì il 55enne ha raccontato una versione dei fatti nuova e diversa dalla denuncia. Infatti è spuntata anche una falsa parente di un camorrista rimasta incinta dopo un rapporto con lui. “ Meglio che abortisce, il boss non deve saperlo” gli consigliava uno dei truffatori. La vittima ha poi confessato di aver pagato per fare sesso con due donne, confermato le visite di un uomo in divisa, il finto carabiniere, che gli ricordava di non aver denunciato alcuni camorristi e che doveva pagare multe da 30mila euro per evitare la galera. Questa storia folle sarebbe costata alla vittima oltre 50mila euro ma la somma totale si aggirava intorno ai 110 mila euro.
Falsi incidenti per ottenere i risarcimenti: 4 medici interdetti e 30 indagati
Divieto di esercitare la professione medica per due indagati e divieto di dimora nella provincia di Caserta per altri due e 30 persone indagate. E’ il bilancio di una indagine dei carabinieri di Macerata Campania che hanno eseguito misure emesse dal gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito di una inchiesta su un’ associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di compagnie assicurative. I reati contestati a vario titolo ai quattro indagati sono simulazione di reato, falsa testimonianza, falsa perizia, fraudolento danneggiamento di beni assicurativi e mutilazione fraudolenta della propria persona nonche’ corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e falsita’ ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.
L’indagine diretta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed esperita dai Carabinieri della predetta Stazione, si è svolta tra i mesi di ottobre 2016 – maggio 2017 attraverso attività tecniche d’intercettazione telefonica ed audiovisiva, corroborate da attività dinamiche e di riscontro documentale, dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti, il tutto a seguito del sequestro, presso uno studio legale di Sessa Aurunca (CE), di nr. 37 fascicoli relativi a richieste di risarcimento danni per sinistri stradali.
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare l’operatività, nella provincia casertana, di un sodalizio delinquenziale diretto alla realizzazione di truffe in danno di più compagnie assicurative. L’associazione si avvaleva di un collaudato ed allarmante modus operandi basato sulla prospettazione di fittizi sinistri stradali con lesioni personali alle “parti coinvolte”.
l’associazione operava tramite varie figure, tra cui:
In particolare secondo la prospettazione operata da questa Procura ed integralmente condivisa dal gip l’associazione operava tramite varie figure, tra cui:
diversi stabili referenti che impartivano direttive e raccoglievano la documentazione necessaria per avviare le pratiche di risarcimento per il tramite di studi legali,
gli organizzatori dei falsi sinistri stradali che individuavano e reclutavano le parti da inserire, di volta in volta, nelle fittizie attestazioni di incidente ;
“medici compiacenti ‘”(in numero di 4), tra cui uno in servizio presso l’Ospedale di Marcianise, che, in cambio di somme di danaro variabili tra i 160 e i 170 euro, redigevano e rilasciavano, uno di questi esclusivamente durante l’orario di servizio, fittizi certificati medici di pronto soccorso, spesso a favore di soggetti che non hanno mai effettuato accesso presso le strutture di pronto soccorso, o consulenze sanitarie attestanti la diagnosi e la prognosi da porre a fondamento delle istanze risarcitone;
“legali patrocinatori'”, ovvero professionisti legali (in numero di due) che, nella piena consapevolezza della natura dolosa delle istanze risarcitorie, hanno adito la via giurisdizionale per persuadere le compagini assicurative della “legittimità” delle pretese. In alcuni casi, per rafforzare il convincimento del perito o funzionario assicurativo di turno, la documentazione prodotta veniva consolidata ed integrata attraverso consulenze (ecografie e lastre radiografiche) redatte all’uopo da sanitari e tecnici compiacenti.
lesioni riportate dalle “parti coinvolte” e documentate nei referti medici. Complessivamente sono stati accertati nr. 15 sinistri mai verificatisi per un giro d’affari di circa 800.000,00 euro.
Oltre ai destinatari della misura cautelare, risultano indagate ulteriori 30 persone.
Poggiomarino. Con arma e munizioni nel furgone: arrestato commerciante 46enne
Poggiomarino. I carabinieri della stazione di Poggiomarino hanno arrestato il 46enne A.P. noto commerciante del posto per detenzione illegale di munizioni ed arma da fuoco clandestina. A seguito di perquisizione domiciliare i militari dell’Arma gli hanno sequestrato una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa che era tenuta nascosta nell’abitacolo del suo furgone insieme a munizioni di vario genere. L’uomo è stato arrestato ed è attualmente è in regime di detenzione domiciliare.
Crolla il muro di contenimento durante i lavori: morti due operai
Due operai sono morti ed uno e’ rimasto ferito in un incidente sul lavoro avvenuto a Crotone. I tre, dipendenti di una ditta incaricata dei lavori di ristrutturazione della strada che conduce a Capocolonna, sarebbero stati travolti dal crollo di un muro di contenimento. Due operai, un italiano ed un cittadino ucraino, sono morti mentre il terzo e’ rimasto ferito ed e’ stato portato nell’ospedale di Crotone.
La banda di rapinatori della Piana del Sele regalava cellulari ai figli minorenni che facevano da palo
Eboli. Sgominata la banda di rapinatori della Piana del Sele. Per più di un anno e mezzo sono stati sotto osservazione dai carabinieri di Eboli. Dalle indagini è emerso addirittura che i membri della banda portavano con se i figli che facevano da palo durante l’attività illecita. I militati sono riusciti a raccogliere elementi utili per incastrare ciascun componente. Gli indagati sono undici e per sei di loro sussiste anche il vincolo associativo. I provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati notificati ieri a Cristian De Lisa, Margherita Iula, Carmine Gaiangos, Nicola Aula. Sono finiti agli arresti domiciliari invece Vito Saldi, Tania Postiglione, Giuseppe Marotta e Damiano D’Amato, divieto di dimora nel comune di Eboli per Vito Maiale e Massimiliano Marotta. Risultano essere tutti responsabili, a vario titolo, di rapine a mano armata, furti aggravati, furti in abitazione, porto e detenzione di armi e munizioni, ricettazione. Attività commerciali, centri scommesse, abitazioni, auto, i colpi sono stati messi a segno tutti ad Eboli e Capaccio e qualcuno anche a Battipaglia. Gli indagati hanno tutti un’età compresa tra i 28 e i 40 anni e sono legati tra loro da vincoli di parentela. Durante le indagini sono stati raccolti elementi utili per imputare al gruppo cinque rapine a mano armata ai danni di commercianti tra Eboli e Battipaglia tra il dicembre 2016 e gennaio 2017, quattro tentati furti all’interno di attività commerciali, tre furti in abitazioni a Eboli, due furti di auto e più di 10 furti di beni custoditi all’interno di auto in sosta.
Tutta San Gennarello ai funerali di Luigi, il parroco: ‘Anche io sono senza parole’
Si è svolto con mota sobrietà il funerale di Luigi Cangianiello, il ventsettenne di San Gennarello (frazione di Ottaviano), morto in seguito a un incidente stradale a Pomigliano. La chiesa di San Gennaro era gremitissima, tantissima gente anche nella piazza attigua fin dalle 14.00, quando la salma è arrivata ad Ottaviano. Una folla ha salutato per l’ultima volta il ragazzo, titolare insieme alla famiglia di un supermercato, conosciuto da tutti e stimato per la sua disponibilità e dolcezza. Un atteggiamento molto composto: silenzio e propensione all’ascolto della messa, alla quale hanno assistito in prima fila Aldo ed Antonella, genitori di Luigi e la sorella Genny.
Il sindaco Luca Capasso, che ha proclamato il lutto cittadino, ha tenuto un brevissimo discorso prima dell’inizio della funzione religiosa: “Non è facile trovare le parole in circostanze del genere. L’unica cosa che possiamo fare è stringerci intorno alla famiglia, fare sentire la nostra vicinanza”. Don Raffaele Rianna, invece, nella sua omelia ha affrontato molti argomenti e ha ammesso: “Anche io sono senza parole, è difficile trovare quelle giuste per consolare i familiari e gli amici di Luigi perché l’unica parola possibile è quella di Dio. Nel Vangelo ci viene indicato un percorso di speranza, noi dobbiamo seguirlo insieme alla famiglia di Luigi ed avere fiducia. Sappiamo che non è semplice, ma siamo chiamati a farlo”.
Senza nominarlo esplicitamente, Don Raffaele ha fatto un passaggio su Petro Parashuk, il ventottenne ucraino che, ubriaco e drogato, ha travolto con la sua auto quella di Luigi, Giovanni Coppola e Francesco Ambrosio: “Non importa la sua nazionalità. È una persona che ha scelto di stare dalla parte della morte”. Il parroco si è anche rivolto a Luigi: “Veglia sulla tua famiglia e su Giovanni (attualmente in coma farmacologico): deve salvarsi, deve vivere anche per te”.
“L’amore può essere crocifisso, ma non può morire” – conclude il parroco.
Ieri il pm Anna Musso della procura di Nola ha chiesto la convalida dell’arresto dell’ucraino: nella sua richiesta al gip, il magistrato fa riferimento ai valori alcolemici e alla cocaina assunta dall’uomo, ma anche alle prime testimonianze raccolte la notte stessa dell’incidente dai carabinieri di Pomigliano. I militari ascoltarono subito la versione dei fatti di Francesco Ambrosio, uscito quasi indenne dall’incidente.
Sarno, la Finanza scopre tre bar mascherati da enti no-profit
La Guardia di Finanza di Scafati ha eseguito ulteriori controlli nei confronti di enti non commerciali con scopi socio-culturali aventi sede nel Comune di Sarno. Gli interventi di polizia economico-finanziaria posti in essere hanno riguardato alcuni enti cd. “no profit” che utilizzavano forme giuridiche associative per mascherare attività che, invece, sono risultate vere e proprie attività commerciali, abilmente dissimulate al fine di beneficiare in maniera indebita di un regime tributario di favore previsto dall’ordinamento
fiscale. Le 3 “associazioni” individuate svolgevano a tutti gli effetti l’attività di bar con somministrazione di cibi e bevande anche ai soggetti non associati. In particolare, all’interno di uno dei bar, oltre a tutte le attrezzature necessarie per svolgere l’attività, è stato rinvenuto un intero scaffale su cui erano esposti i vari tipi di alimenti posti in vendita, compresa la pasta. Sono così scattate le conseguenti segnalazioni agli uffici comunali competenti che ora dovranno disporre la chiusura di queste associazioni “fake”.
Per tutte i falsi enti “no profit” sono scattati anche i controlli fiscali per sottoporre alla prevista tassazione i redditi e i volumi d’affari derivanti dalle attività commerciali in effetti esercitate. Con questa ulteriore operazione nello specifico settore da parte della Guardia di Finanza viene riproposto il rispetto delle corrette regole di competitività commerciale con i similari esercizi commerciali della zona, finora penalizzati dalla concorrenza sleale posta in essere dai falsi circoli che avrebbero dovuto operare “a numero chiuso”.
Migrante investito e ucciso da due auto pirata
Viene investito da due automobili un giovane extracomunitario mentre attraversa, al buio, la strada provinciale che da Acerra conduce a Maddaloni. Il giovane sarebbe stato colpito in pieno da una prima auto e poi da una seconda sopraggiunta dopo.
L’incidente è avvenuto lungo il tratto di strada compreso tra il bivio che conduce all’inceneritore e l’azienda conserviera La Doria. Le indagini sono condotte dagli agenti della Polstrada di Nola e quelli del commissariato di Polstato di Acerra. Dai primi rilievi sembra che il ragazzo sia sbucato improvvisamente da una siepe e che le due auto non siano state in grado di evitare l’impatto a causa dell’oscurità della strada. Un’arteria che già in passato ha fatto registrare numerosi incidenti proprio per l’assenza di illuminazione, la scarsa visibilità e la velocità sostenuta con cui la si percorre.
Data la violenza dell’impatto, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. La strada è stata chiusa al traffico per consentire a polizia e soccorritori di completare le indagini e l’intervento di rimozione del corpo.
Paolo Cresta con ‘Atto di fede’ al Caos Teatro di Villaricca.
Il Caos Teatro di Villaricca conferma la sua ostinata intenzione di andare alla ricerca costante della bellezza e ospitando, nell’ambito della rassegna “Oltre i margini”, Paolo Cresta con “Atto di fede”, in scena sabato 7 aprile alle ore 21.00 e domenica 8 aprile alle 20.00.
Tratto dal romanzo “Il resto della settimana” di Maurizio de Giovanni, lo spettacolo racconta la variegata umanità che abita quotidianamente il bar di Peppe, un minuscolo universo impregnato del costante profumo di caffè e di sfogliatelle, conficcato nel ventre di Napoli.
Nel bar di Peppe le persone chiacchierano, si sfogano, litigano per poi far sempre pace, condividendo il costante rituale di attesa dell’Evento che si consumerà la domenica pomeriggio: la partita del Napoli.
Con il suo raccontare coinvolgente e fisico Paolo Cresta è capace di trascinare lo spettatore in un affascinante e teneramente nostalgico viaggio nella complessa emotività di una città, la Napoli calcisticamente vincente degli anni ottanta, oramai lontana, che però mantiene dei sotterranei legami con l’attuale sogno di rivivere quegli straordinari momenti di indimenticata gloria.
Il Caos Teatro si trova in via Della Libertà, 412 C a Villaricca (di fronte il Liceo De Carlo)
Per maggiori informazioni: 081 199 73 853 – 328 45 66 017
www.caosteatro.com – info@caosteatro.com
Nico morto sul colpo dopo un volo di 70 metri. Il cugino:’Lasciato solo dagli amici’
L’autopsia ha confermato che Nico è morto sul colpo battendo violentemente la testa dopo un volo di 70 metri in quel vallone maledetto di Positano. Era andato per divertirsi con amici e amiche e invece vi ha trovato la morte il 20 enne di Chiaia, Nicola Marra. Il corpo dopo l’esame autoptico è stato riconsegnato alla famiglia che prepara i funerali. L’autopsia ha stabilito anche l’orario del decesso che dovrebbe essere avvenuto tra le 4,30 e le sei della mattina di Pasqua. La perizia medico legale ha stabilito anche che i segni ritrovati sul suo corpo sono compatibili con la caduta. Per conoscere invece lo stato alcolemico del ragazzo e capire se, oltre a bere abbia fatto anche uso di altre sostanze, la tossicologa Pascale Basilicata ha preso qualche giorno: il tempo necessario per analizzare il sangue prelevato. Rimane per il momento ancora aperta l’inchiesta con l’ipotesi di reato morte per conseguenza di altri delitto ma se l’esame tossicologico darà risultati negativi la procura si avvia a chiudere il caso e ad archiviarlo come incidente. Resteranno invece il dolore e l’amarezza dei genitori di Nico e le polemiche nei confronti di chi poteva evitare quella morte assurda e non lo ha fatto. Il ragazzo durante la serata nella discoteca Music on the rocks sulla spiaggia di Fornillo trascorsa la notte tra sabato e domenica insieme a due ragazze che erano arrivate con lui ed altri amici napoletani ha bevuto più del solito. E’ andato in stato confusionale, è uscito dal locale nervoso perché aveva perso il cellulare e non aveva trovato il biglietto per ritirare il cappotto. Si è incamminato sotto la pioggia e poi si è diretto verso le scale che portano al vecchio cimitero di Positano. Li è caduto nel vallone sottostante ed è morto. Il racconto di chi era con lui e non lo ha fermato in quelle condizioni hanno alimentato ieri le polemiche del padre Antonio. Oggi insiste sul mancato aiuto da parte degli amici un cugino di Nicola. Sul quotidiano Il Mattino, Simone Varriale spiega: “Era un puro di cuore, buono e generoso che non meritava assolutamente di morire da solo. C’è poco da dire, avevano tutti bevuto troppo. Lui è stato lasciato andare via da solo. E hanno anche tardato ad avvisare. Non voglio incolpare nessuno, Nicola è morto per una disgrazia. Ma quasi sicuramente si poteva fare di più per evitarla. Sinceramente è già stato detto tanto su mio cugino, e credo sia ora che questo triste evento venga dimenticato e lasciato al dolore dei familiari”.
Incendio doloso in un pub di Catanzaro: due morti
Due morti per un incendio quasi certamente doloso appiccato in un pub di Catanzaro lido. Sul posto questa notte sono intervenute squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro allertate da una pattuglia dei baschi verdi della Guardia di Finanza che, durante un turno di controllo del territorio, aveva notato del fumo fuoriuscire dal locale. Sul posto è arrivata in prima battuta la squadra del distaccamento di Sellia Marina e nell’immediato due squadre della sede Centrale con supporto di autobotte ed autoscala con il funzionario di guardia a coordinare le operazioni. Diverse ore di intervento e venticinque unità operative per domare l’incendio. Nel sopralluogo effettuato al termine delle operazioni di spegnimento, si sono poi trovati, all’interno del locale, i corpi privi dei vita di due giovani. Dai primi rilievi effettuati con strumenti in dotazione al nucleo NBCR si ipotizza l’utilizzo di liquidi acceleranti e dunque la natura dolosa del rogo, ma ulteriori accertamenti sono in atto. Sul posto guardia di finanza, polizia scientifica, magistrato e medico legale.



