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Camorra: nuova ordinanza per il boss Carlo Tommaselli e cinque suoi fedelissimi

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 6 soggetti (di cui 5 sono stati tradotti in carcere e uno ai domiciliari) ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, spaccio di stupefacenti e detenzione illegale nonché ricettazione di armi e munizioni.
Il provvedimento cautelare rappresenta l’esito di un’indagine coordinata dalla D.D.A. avviata nel giugno del 2013 per il rintraccio del latitante Carlo Tommaselli, capo dell’omonimo clan camorristico operante nei quartieri di Pianura e Soccavo e catturato la sera del 6 agosto 2014.
L’indagine ha consentito di ricostruire l’operatività del clan “Tommaselli” nell’area occidentale di Napoli ed ha permesso di raccogliere indizi di reità in relazione a:

– un sistema di smistamento al dettaglio di stupefacenti a Pianura e Soccavo;
– il possesso di armi da fuoco e munizionamento con il relativo sequestro di un fucile mitragliatore Kalashnikov e di un fucile semiautomatico oltre che di una pistola cal.9 trovata addosso al latitante;
– indagare la rete di fiancheggiatori del capo clan Carlo Tommaselli incaricati di coprirne la latitanza.
Le investigazioni hanno permesso, altresì, di acquisire elementi in relazione alla decisione del gruppo “Tommaselli” di contrapporsi in armi ai diversi cartelli criminali presenti all’epoca nelle zone di Pianura e Soccavo ed in particolare ai “Pesce” ed ai “Vigilia”.
Gli arrestati sono stati ristretti nelle carceri di Napoli-Secondigliano, Livorno e Novara in attesa degli interrogatori di garanzia.

Elenco Arrestati

1. TOMMASELLI Carlo, 56enne di via Evangelista Torricelli, già noto;

2. TOMMASELLI Filippo (figlio), 32enne di via Evangelista Torricelli;

3. CALCAGNO Enrico, 33enne residente a Campo nell’Elba (LI);

4. MEGALI Antonio, 34enne di in via Catone, già noto;

5. MINICHINI Francesco, 48enne di via Catone, già noto, allo stato libero;

6. QUARANTA Pasquale, 53enne di via Romolo e Remo, già noto.

Ctp bus sempre fermi nei depositi, la Faisa Confail a de Magistris: ‘Dopo le promesse, i fatti dove sono?’

È stato firmato nella giornata di ieri da Cgil, Cisl, Uli, Ugl e Orsa un accordo in Anm in merito al servizio natalizio dei giorni del 25, la notte del 31 dicembre ed il 1 gennaio, un accordo che vede impegnate tutte le categorie della stessa azienda escludendo dallo stesso gli operatori di esercizio, gli stessi operatori che quotidianamente dimostrano senso di responsabilità ed attitudine al lavoro.
La Faisa Confail Campania non ha firmato questo accordo, dichiara la responsabile sindacale Simona Serretiello della Faisa Confail, ritenendolo discriminatorio e mortificante per gli operatori d”esercizio. Con una nota inviata a tutti gli organi di competenza la Faisa Confail ha minacciato di negare collaborazioni future all’azienda.
“In Ctp invece regna il silenzio, un silenzio preoccupante-dichiara Domenico Monaco, della segreteria regionale Faisa Confail Campania- visto che ormai sono 15 giorni che i bus sono fermi nei depositi, per la mancata manutenzione degli stessi perché le ditte  hanno il contratto scaduto. Aspettiamo ancora dopo mesi questo famoso parere dell’avvocatura esterna in merito alle indicizzazioni e/o ricapitalizzazione, forse si aspetta l’avvocato che dia parere negativo visto che in precedenza sono stati dati pareri positivi da altri studi legali, oltre a quello già positivo della stessa avvocatura della città metropolitana.
Non si capisce – continua Monaco- come l’argomento di oggi possa essere focalizzato al rinnovo delle deleghe sindacali in vista del nuovo anno, trascurando il futuro dell’azienda che naviga ancora nell’eterna insicurezza e sulla continuità e garanzia dei livelli occupazionali, non capiamo come sia possibile promettere avanzamenti di carriera in una società che non ha nemmeno la garanzia certa delle retribuzioni future, ma cosa ancora più grave è come sia stato possibile una interruzione così drastica e improvvisa da parte della società partecipata che detiene il 40% delle azioni di Ctp ed oggi messa in liquidazione.
Le domande da farsi sono tante, ma una tra le tante è quella che ci porta a pensare che, cambiati gli scenari aziendali dove vede il sindaco De Magistris deciso e convinto nel voler salvare questa azienda e l’amministratore delegato che non molla di un centimetro stiano cambiando gli scenari politici di quelle persone che fino a pochi mesi fa erano parte integrante di questa azienda? Ci sono dirigenti strapagati messi ai vertici aziendali da amici degli amici, che, invece di dimostrare di avere gli attributi, continuano a stare in sordina mentre si rischia nuovamente di finire nel baratro.
Caro sindaco di Napoli- dice Monaco-le ricordo che ha fatto promesse ai lavoratori, garantendo continuità e soprattutto di ridare la dignità alle circa 750 unità compreso l’indotto che fanno parte di questa azienda storica. Basta con i proclami, si spera in un colpo risolutivo e definitivo da parte sua e metta in sicurezza queste famiglie – conclude Monaco e si ricordi che tra qualche giorno ci avviciniamo al Natale, e che sia Natale per tutti!”.

La Suprema Corte del Brasile ordina l’arresto di Cesare Battisti: ‘pericolo di fuga’

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Il Supremo tribunale federale (Stf) del Brasile ha ordinato l’arresto di Cesare Battisti, “per evitare il pericolo di fuga in vista di un’eventuale estradizione”. L’ordine di arresto, emesso dal giudice Luiz Fux su richiesta su richiesta della Procuratrice Generale, Raquel Dodge, e’ immediatamente esecutivo. Il 63enne ex leader dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi, vive in Brasile dal 2010, da quando l’ex presidente Inacio Lula da Silva, nell’ultimo giorno del suo mandato, gli concesse la residenza permanente. Ma il nuovo presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, che ieri ha ricevuto l’ambasciatore italiano, ha piu’ volte annunciato, prima e dopo la sua vittoria elettorale, che avrebbe estradato l’ex terrorista. Secondo quanto riferito dai media brasiliani, i legali di Battisti presenteranno ricorso contro la decisione.

Napoli, stesa a Barra nel regno degli Aprea: si apre un nuovo fronte della faida della zona Est?

Napoli. Gli uomini della Squadra mobile di napoli stanno indagando per risalire agli autori dell’ennesima stesa di camorra che c’è stata al corso Sirena dove i soliti pistoleri in sella a moto di grossa cilindrata hanno esploso sette colpi di pistola calibro 9 nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato. La stesa, per l’insolito orario pomeridiano, ha provocato tanta paura in zona visto che c’era gente per strada. C’è stato un fuggi fuggi generale con gente che ha cercato riparo dietro le auto o nei negozi già aperti. La zona dove è avvenuta la sparatoria è sotto l’influenza del clan Aprea e tre notti fa nella stessa zona c’era stata un’altra sparatoria ma questa volta rivolta verso le serrande di un negozio di elettronica. Gli investigatori stanno cercando di decifrare il messaggio e soprattutto capire da dove viene. Gli Aprea negli ultimi mesi erano rimasti lontani dalle guerre di camorra che si sono sviluppate nell’area Est in maniera particolare a San Giovanni a Teduccio e a Ponticelli con la discesa in campo dei Mazzarella-D’Amico da una parte e i Rinaldi-Reale dall’altra alleati con i Formicola-Silenzio. Ora il coinvolgimento di Barra nella faida apre scenari criminali e investigativi nuovi che le forze dell’ordine stanno cercando di decifrare.

Anastasio vince la finale tutta ‘napoletana’ di XFactor 2018

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Sognava una folla saltare all’unisono fino a spaccare i marmi, fino a crepare gli affreschi. Il desiderio di Anastasio è diventato realtà: è lui il vincitore di ‘X Factor 12’. In un talent che storicamente premia il bel canto e nel quale le cover la fanno da padrone, un paroliere straordinario senza particolari doti canore asfalta la concorrenza andando dritto per la sua strada.Puntata dopo puntata, riscrivendo grandi classici italiani e stranieri, è riuscito ad avvicinare al rap generazioni che non se ne erano mai interessate. E il fiume di parole di Anastasio fa da contraltare al silenzio assordante dell’inizio della puntata. Un minuto dedicato alla tragedia di Corinaldo. Maestranze, giudici e concorrenti immobili mentre scorrono i nomi delle sei vittime della Lanterna Azzurra: Emma, Daniele, Benedetta, Mattia, Asia ed Eleonora.Perché ci sono fatti che lasciano senza parole.Poi, al via la gara. I primi ad abbandonare sono i Bowland, dopo la manche dei duetti con l’ospite Marco Mengoni. Il loro addio alla gara dà la conferma della caratteristica principale di questa edizione del talent: è il rap a dettare il ritmo. Ognuno dei tre finalisti porta una sua personale versione del mondo hip hop. Dal virtuosismo nel flow di Naomi all’energia di Luna passando per le rime di Anastasio. Ma già dall’opening si capisce da che parte tira il vento. Mentre i concorrenti intonano ‘Heroes’ di David Bowie, l’ovazione del pubblico parte appena Anastasio intona le strofe scritte per l’occasione.E la solfa non cambia neppure nei ‘best of’. E’ sempre il rapper-cantautore campano a commuovere, travolgere e incantare il pubblico con le sue versioni di ‘Se piovesse il tuo nome’, ‘Generale’ e ‘Another brick in the wall’. Contro ogni pronostico, alla finalissima a colpi di inediti con lui arriva Naomi, che insieme a Fedez è riuscita a ribaltare il suo percorso nella trasmissione. Cede il passo Luna, nonostante le continue esibizioni da star internazionale con i suoi soli 16 anni. Negli inediti, però, non c’è gara fra i due talenti campani. Le potenti immagini di ‘La fine del mondo’ schiacciano la bella voce della cantante napoletana in ‘Like the rain’. Il brano di Anastasio non ha niente da invidiare a quelle degli ospiti della serata, da Marco Mengoni a Ghali, passando per i Thegiornalisti per finire con i Muse. E, per quanto lo spettacolo sia straordinario, a rimanere è la potenza delle parole del paroliere di Sorrento: sognava i led e i riflettori alla Cappella Sistina e ha visto il giudizio universale sgretolarsi e cadere in coriandoli sopra la folla danzante di vandali del Forum di Assago. Di certo resterà nella storia come il primo rapper vincitore di ‘X Factor’, incoronato disco d’oro con il suo singolo.

Scelta di partecipare al talent coincisa con quella di cambiare il suo nome d’arte “Nasta” a favore del suo cognome, commentando così la sua decisione, perché “Anastasio è il mio cognome, ed io vorrei essere semplicemente me stesso. La sincerità paga e io francamente non ho voglia di costruirmi un personaggio. Nasta era figo, Anastasio sono io”. Marco Anastasio ha 21 anni (classe ’97) e viene da Meta di Sorrento, dove vive con la sua famiglia.Diplomato presso l’Istituto Agrario di Portici, discende da una famiglia di avvocati civilisti che inizia con il nonno Salvatore e continua tuttora con il padre Teodoro, il cui fratello Ernesto è giudice penale presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Si considera un tipo molto pigro, ma non lo reputa un difetto, bensì un pregio di cui va fiero.Anastasio aveva fatto conoscere il suo stile al pubblico italiano già prima di X Factor 2018, attraverso il suo canale YouTube, dove sono raccolti i suoi primi singoli e videoclip, grazie ai quali ha conquistato una marea di visualizzazioni e condivisioni. Tra i più “cliccati” una versione di Generale di Francesco De Gregori.Della vita privata di Anastasio invece non si sa molto, anche se dal suo profilo Instagram (qui il suo profilo) si può capire qualcosa di più. Fidanzato? Pare di no.

Europa League: ecco tutte le squadre qualificate ai sedicesimi

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Con l’eliminazione del Milan da parte dell’Olympiacos, sono tre le squadre italiane ai sedicesimi di finale dell’Europa League: la Lazio, che era gia’ sicura della qualificazione prima dell’ultima giornata, Inter e Napoli, entrambe ‘retrocesse’ dalla Champions League. Queste le altre squadre qualificate ai sedicesimi: Bayer Leverkusen, Salisburgo, Zenit, Dinamo Zagabria, Arsenal, Betis Siviglia, Villarreal, Eintracht Francoforte, Genk, Siviglia, Dinamo Kiev e Chelsea (in prima fascia con Inter, Napoli, Benfica e Valencia provenienti dalla Champions); Lazio, Bate Borisov, Celtic Glasgow, Fenerbahce, Krasnodar, Malmoe, Olympiacos, Rapid Vienna, Rennes, Sporting, Slavia Praga, Zurigo (in seconda fascia con Bruges, Galatasaray, Shakhtar Donetsk e Viktoria Pilsen provenienti dalla Champions), I sorteggi si terranno lunedi’ prossimo a Nyon (Svizzera). Gli incontri del prossimo turno sono in programma il 14 e il 21 febbraio prossimi.

Camorra, il pentito: ‘Il boss Tommaselli mi propose di uccidere il figlio di Sorianiello, ma io rifiutai’. I VERBALI

Napoli. E’ stato il pentito Pasquale Pesce, uno dei primi collaboratori di giustizia di Pianura e Soccavo a spiegare agli investigatori la nascita del clan Sorianiello e la rottura con i Vigilia. Le sue dichiarazioni sono contenute nelle 694 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Chiara Bardi su richiesta del pm Francesco De Falco della Dda di Napoli che ieri ha portato in carcere 31 persone tra  i vertici liberi delle due cosche entrato in contrasto negli ultimi anni.”…Simone Sorianiello, figlio di Alfredo o’ biondo, l’ho conosciuto dopo la morte del fratello. Il padre era affiliato al clan comandato da VIGILIA Alfredo detto o’ nir. Dopo la morte del fratello di Simone, inizio’ a costituirsi il clan Sorianiello come gruppo autonomo. Simone aveva una piazza di spaccio nel rione 99′ prima gestita dal fratello ucciso, insieme al padre e allo zio Giuseppe, cognato di Alfredo o’ bìondo…Nell’anno 2012, dopo un po’ di tempo dalla mia scarcerazione, mi unii al Tommaselli Carlo detto o’ nasone contro i Soccavesi e precisamente contro Vigilia Alfredo detto o’ nir e Alfredo Sorianiello detto o’ biondo.In quel periodo i Vigilia e i Sorianiello stavano insieme, ma comandava Vigilia Alfredo o’ nir. Nacque un contrasto perché l”abitazione di PARISI Gennaro, in quel momento detenuto, era stata ”espropriata” dai Sorianiello che vi gestivano una piazza di spaccio di erba, alla quale partecipava anche Sorianiello Fortunato, Tommaselli Carlo si lamento’ di questo affronto e mando’ varie imbasciate a Sorianiello Alfredo affinchè restituissero la casa. Tommaselli Carlo mi propose di uccidere Soraniello Fortunato, ma io mi rifiutai dicendo che tutto sommato era un giovane estraneo al sistema nel senso che gestiva solo Io spaccio. . ……………… (omissis) ……………… In seguito io ed il Tommaselli incontrammo a Soccavo direttamente VIGILIA Alfredo, in quel periodo latitante, e in questa occasione il Vigilia promise che il Parisi avrebbe riavuto la casa perché era giusto cosi’. La casa fu effettivamente lasciata dai Sorianiello. Tuttavia dopo un po’ il Tommaselli venne a sapere che i Sorianiello avevano sfondato una parete creando una porta dall’interno del palazzo dei Sorianiello e avevano ripreso a fare la piazza di spaccio.Dopo questo periodo inizio’ il contrasto con i MELE sicchè ruppi i rapporti con il Tommaselli Carlo in quanto questi era latitante e quindi si defilo’ dal conflitto per andarsene a Soccavo ……………….. (omissis) ……………… Una volta arrestato Vigilia Alfredo detto o’ nir e dopo la morte del figlio Pasquale, che aveva preso il comando, fu l’altro figlio Alfredo Junior a reggere il clan Vigilia. Nel periodo dell’agguato a Sorianiello Alfredo vi fu il tentativo di Vigilia Alfredo di fare un’alleanza tra noi Marfella Pesce, i Puccinelli già alleati con i Pummarola (ho avuto a che fare con Bemardo Ciro e Giuseppe) e il clan della 44′ ossia i Borotalco (Cutolo ndr). Una volta arrestato il Vigilia Alfredo ero preoccupato che il Tommaselli avesse potuto coinvolgere il figlio Alfredo Junior nell’omicidio di Sorianiello Fortunato. Gli mandai delle imbasciate in carcere tramite Schino Massimiliano, ma il Vigilia mì mando’ uno scritto rassicurrandomi che il figlio non era coinvolto e che gli avrebbe detto dì allontanare il Tommasem da Soccavo. Da quel momento ì Vigilia si misero contro Tommaselli e lo cacciarono effettivamente da Soccavo. Intanto i Sorianìello erano diventati un gruppo autonomo, ma sempre alleati con i Vìgilia…”.

(nella foto il boss Carlo Tommaselli e la vittima Fortunato ‘Foffy’ Sorianiello)

Per i 200 anni di Caserta capoluogo un cartellone di eventi per celebrare Caserta, il suo territorio e la sua comunità

Il bicentenario di Caserta Capoluogo con la città che proprio il 15 dicembre 1818 diventò capoluogo di provincia (il capoluogo precedentemente era Capua). E allora appuntamento il 15 dicembre con i festeggiamenti per “ricordarci di indossare nuovamente il vestito da capoluogo – ha detto l’assessore alla Cultura Tiziana Petrillo – ed essere un traino per il resto della Provincia”. E nel corso delle celebrazioni sono previsti momenti per ricordare la storia della città, a cura dell’istituto Storia Patria con la guida di Alberto Zaza d’Aulisio, tra cui l’inno della città scritto dal Maestro Francesco Marchesiello. “Sarà l’occasione per rinnovare l’amore per Caserta e scrivere una nuova pagina di questa città – conclude Petrillo – C’è già una manifestazione d’interesse per programmare una serie di iniziative per i prossimi mesi fino all’anniversario del prossimo anno”.

Gustavo Gentile

V edizione di ‘Jazz e Baccalà’ al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, con Simona Bencini

La rassegna che unisce, ormai da qualche anno, musica ed enogastronomia arriva con nuovo grande appuntamento e un omaggio a Stevie Wonder. Prosegue la premiata rassegna campana “Jazz & Baccalà” al teatro Summarte di Somma Vesuviana (via Roma, 15) per un inedito omaggio al grande Stevie Wonder. Domani, venerdì 14 dicembre, a partire dalle ore 21, saranno protagonisti dell’evento la storica voce dei Dirotta su Cuba e il cantante e pianista pugliese di fama internazionale “Proprio in onore di questa rassegna abbiamo preparato un progetto ex novo – racconta la cantante fiorentina che debuttò con i Dirotta su Cuba a Pozzuoli -. Con Mario la collaborazione è pluriennale però il resto della formazione, composta da grandi musicisti locali, e il repertorio scelto rendono quest’esperienza completamente nuova e ancora più stimolante. Stevie Wonder non è un caso: oltre ad essere un idolo e un riferimento a tutti gli effetti per entrambi, rappresenta un esperimento mai fatto in chiave jazz”. L’ospite speciale della serata sarà Daniele Scannapieco, storico sassofonista di Mario Biondi e a completare la sezione ritmica il duo formato da Giuseppe Venezia (basso) ed Elio Coppola (batteria), già al servizio di diversi artisti di fama internazionale come Enrico Rava, Peter Martin, Peter Bernstein con concerti sia in Italia che in America. Come nelle passate edizioni, i concerti saranno preceduti dalla degustazione di una cena a base di baccalà, specialità locale.

Marianna Iorio deputata del M5S invia una relazione al ministro dei beni culturali sul ponte di Ercole

Una relazione al ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli riguardo la questione del ponte di Ercole di Caserta, la struttura che ormai da mesi è al centro di polemiche dovute ai continui incidenti e danni per il passaggio di camion e furgoni troppo alti per transitare al suo interno. A chiedere l’intervento del ministro è la parlamentare casertana del Movimento 5 Stelle Marianna Iorio, dopo l’ultimo caso di domenica 9 dicembre, quando un furgone è transitato sotto il ponte distruggendo completamente la struttura metallica messa a protezione e sostegno del ponte stesso.

Gustavo Gentile

Napoli, la municipalità dice no al centro migranti a Secondigliano

Il Consiglio comunale approva la delibera per il Centro di accoglienza per 22 richiedenti asilo a Secondigliano, la Municipalita’ insorge: “Faremo subito un referendum popolare per dire no”. Cosi’ in una nota Maurizio Moschetti, presidente della VII Municipalita’, che esprime il proprio dissenso contro la decisione del Comune di realizzare il centro in un bene confiscato alla camorra in via Vittorio Emanuele. “Dopo l’ipotesi di cui si era parlato nelle scorse settimane, abbiamo inviato altre tre note all’assessore al welfare Roberta Gaeta, che non ci ha mai presi in considerazione – dice Moschetti – Oggi veniamo a conoscenza del fatto che il Consiglio comunale ha votato la delibera che contiene questo progetto”. “Siamo esterrefatti di quanto accaduto – continua il presidente della Municipalita’ – sempre mortificando le periferie e siamo pronti a organizzare subito un referendum popolare, per dare voce direttamente ai cittadini perche’ siamo tutti stanchi di quanto stiamo subendo da parte dell’Amministrazione centrale. Faccio riferimento principalmente alle due vicende, quella dell’ecodistretto a San Pietro a Patierno e questo ennesimo ‘regalo’ che e’ il Centro di accoglienza nel centro storico di Secondigliano. Non si tratta di essere razzisti – conclude Moschetti – ma il quartiere ha bisogno di altro. Il progetto porterebbe ad un ulteriore depauperamento del nostro territorio, gia’ caratterizzato da fenomeni di diffusa poverta’ e bassi livelli occupazionali. Insediare un centro per migranti in un contesto segnato da un forte degrado economico e sociale, significherebbe amplificare lo stato di difficolta’ in cui versa il quartiere”.

‘Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell’antica Cina’, la mostra allestita al MANN per la prima volta in Europa

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita, per la prima volta in Europa, nella mostra “Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell’antica Cina” (14 dicembre – 11 marzo 2019) ben 130 testimonianze della cultura Shu. Nel’immenso salone della Meridiana, opere in bronzo, oro, giada e terracotta, dal secondo millennio a.C. fino all’epoca Han (II secolo d.C.) raccontano il percorso di un popolo destinato a sparire e l’enigma delle maschere di bronzo più sofisticate dell’archeologia di tutti i tempi. “Questa importante esposizione, che chiude idealmente l’anno del turismo Europa-Cina e rientra tra le attivita’ promosse nell’ambito del Forum Culturale Italia-Cina del Mibac – spiega il direttore del Mann Paolo Giulierini, che domani inaugurerà la mostra insieme a una delegazione cinese – conferma il sempre piùsolido legame tra il museo e il paese del Dragone per la promozione del patrimonio culturale italiano ma anche di quello cinese in Italia”. Gli oggetti esposti a Napoli includono grandi statue e vasi rituali di bronzo, elementi decorativi in oro, preziosi reperti in giada, le celebri maschere con gli occhi sporgenti e ingigantiti, statuette in terracotta e delicati recipienti di lacca. La mostra realizzata sotto la guida dell’Ufficio provinciale della Cultura del Sichuan, raccoglie pezzi dai principali musei databili dal 1600 a.C. (Dinastia Shang) al 220 d.C. (Dinastia Han). L’allestimento, con suggestivi effetti riflesso, è curato dagli architetti Gaetano Di Gesu e Susanna Ferrini. Ricostruzioni digitali, foto, video dello scavo aiutano il pubblico a comprendere il contesto di rinvenimento dei reperti e lo sviluppo di questa antica civiltà cinese così lontana dalla cultura della Cina classica.

Il killer di Strasburgo ucciso dalla polizia in un blitz

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La caccia all’uomo e’ durata 48 ore. Poi, a qualche centinaia di metri dal luogo in cui fece perdere le sue tracce dopo aver fatto strage al mercato di Natale, Cherif Chekatt e’ stato localizzato e ‘neutralizzato’. La fuga del terrorista e’ finita a rue Lazaret, dove i passanti, dietro le transenne, applaudono questa sera – a piu’ riprese e lungamente – i poliziotti impegnati nel blitz decisivo. Secondo alcune fonti della polizia, il blitz che ha messo fine alla fuga del killer e’ scattato in serata, ma quando il terrorista si e’ visto perduto ha fatto fuoco per primo contro un’auto della polizia. La reazione della BST, la Brigata specializzata sul terreno, e’ stata immediata e la folle fuga di Cherif Chekatt, 29 anni, si e’ conclusa. Due giorni dopo la strage al mercato di Natale di Strasburgo, come una belva ferita, Chekatt era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto accompagnare dal taxi e aveva fatto poi perdere le sue tracce. Era il “suo” quartiere, la zona che conosceva palmo a palmo, e dove – dicono alcune fonti ai media francesi presenti sul posto – potrebbe aver goduto di appoggi in queste ore. C’e’ anche l’ipotesi che l’avviso di ricerca di testimoni lanciato ieri dalla polizia abbia portato i suoi frutti 24 ore piu’ tardi: gia’ nel pomeriggio la “pista tedesca” era tramontata e diversi blitz era stati lanciati nella citta’. Tutto era infatti concentrato da ore su Strasburgo e, in particolare, nella zona di Neudorf, dove probabilmente Chekatt ha cercato di farsi curare la profonda ferita al braccio provocata dai proiettili del fucile d’assalto in dotazione alla polizia che aveva reagito al suo attacco al mercato. Il bilancio ufficiale dei morti e’ di 3 persone, Kamal, l’afghano colpito con il bambino in braccio mentre passeggiava fra i banchi del mercatino, e’ deceduto dopo alcune ore di morte cerebrale. Intanto, il tassista costretto ad accompagnare Chekatt durante la sua fuga ha rivelato che il terrorista – che lo ha risparmiato in quanto musulmano – gli aveva confidato di aver ucciso per “vendicare i fratelli in Siria”. Lotta contro la morte Antonio Migalizzi, il reporter italiano colpito alla testa, mantenuto in coma farmacologico dai medici che parlano delle prossime 48 ore come ‘decisive’. Fra i dati in mano agli inquirenti, la testimonianza del tassista costretto a trasportarlo a Neudorf, dove Chekatt aveva fatto perdere le tracce. Il terrorista aveva detto al conducente di aver ucciso per “vendicare i nostri fratelli morti in Siria”. Il tassista, musulmano con vari oggetti di ispirazione islamica nell’abitacolo, ritiene di essere stato risparmiato proprio per la sua religione. Sempre in giornata, un amico stretto di Chekatt, che lo aveva anche ospitato la notte precedente l’attentato, era stato posto in stato di fermo ed e’ interrogato in queste ore. E’ il quinto fermato dopo il padre, la madre e due fratelli del latitante. A Parigi, la polizia ha perquisito la casa in cui una delle sorelle abita con il marito, nel centralissimo boulevard Raspail. Strasburgo, nel pomeriggio, ha reso omaggio nella cattedrale strapiena di fedeli e cittadini e turisti alle vittime dell’attentato. Un momento intenso, durante il quale il vescovo Luc Ravel ha sottolineato che la violenza terrorista “ha colpito tutti, ha colpito la nostra capitale di Natale, Strasburgo”, aggiungendo pero’ che “ad essere ferita e’ stata anche l’Alsazia, la Francia, l’Europa e tutta l’umanita'”. Continuano ad emergere particolari sui profili delle vittime. Anupong Suebsamarn, turista thailandese di 45 anni ucciso martedi’ sera da Chekatt, era in visita a Strasburgo con la moglie Naiyana. Erano arrivati il giorno prima, cambiando i loro programmi: il piano iniziale era, ovviamente, di visitare Parigi ma le manifestazioni dei gilet gialli li avevano spaventati ed avevano ripiegato su Strasburgo.

Paleomare, la mostra di fossili e design della Mineral Art Gallery, a Città della Scienza

Sarà inaugurata a Città della Scienza, venerdì 21 dicembre, “Paleomare”, mostra di fossili e design della Mineral Art Gallery. Un raccordo evolutivo tra il mare attuale e il mare del Paleozoico, in cui materia, forma e colore del passato sono messi in relazione con il presente, ricorrendo al tramite della fossilizzazione come fotografia del tempo e traccia indissolubile dell’evoluzione. L’esposizione raccoglierà una collezione di fossili paleozoici, mesozoici e quaternari di origine marina, animali piccoli e giganti vissuti nel passato, grazie ai quali la storia del pianeta ha preso forma. Il leit motiv della mostra è una passeggiata lungo la spirale del tempo, attraverso dei fossili identificativi delle ere da raccontare, permettendo ai visitatori di percorrere un viaggio nel ‘tempo’ di quattro miliardi e mezzo di anni. “Paleomare” auspica a stimolare nel pubblico curiosità e attrazione nei confronti di una nuova corrente già in voga in varie parti del mondo, e di cui Mag si fa promotore in Italia, esaltando la bellezza e la rarità dei fossili al pari dell’importanza scientifica per la cronostratigrafia. La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2019.

Al Nostos Teatro di Aversa, ‘Come inventare i sentimenti’: un talk musicale di e con Danjlo

Secondo appuntamento della rassegna “Approdi 2018/2019” con lo spettacolo “Come inventare i sentimenti”, un talk ideato da Danjlo (musicista, compositore, sound designer) che sfrutta la musica e il sound design per capire da vicino come siamo fatti. Domenica 16 dicembre al Nostos Teatro, alle ore 19, “Come inventare i sentimenti” metterà la cucina, la musica e l’amore sullo stesso piano analitico.
“Teorico quanto basta, il talk si propone di riconoscere e dominare i mostri di qualsiasi processo creativo,camminando sull’unico vero filo che li tiene uniti: il bisogno di attenzioni. C’è la musica e quel metodo tutto a dedicato a quest’arte per imparare a riconoscere i sentimenti, spiegarne la natura, arrivare a scoprire le vere cause dell’amore o dell’ansia, le basi acustiche delle nostre paure, i motivi delle nostre malinconie. Ma c’è anche il silenzio, componente fondamentale della grande sfera del Suono e della visione emotiva. Non c’è bisogno di conoscere la musica per partecipare, il talk è per chiunque sia pronto ad emozionarsi.” – parola di Danjlo.
Prossimo appuntamento al Nostos Teatro: “Moonshine Vol. 3 – Distillazione clandestina di parole e note”, domenica 6 gennaio ore 20.

Camorra imprenditrice a Castellammare, Carolei a Vitale: ‘Don Adolfo è peggio della famiglia! Dobbiamo solo fare i bravi’. LE INTERCETTAZIONI

“Tu sei della famiglia, ma don Adolfo è peggio della famiglia!”: Michele Carolei, fratello di Paoluccio, non ha dubbi sull’importanza e la considerazione che l’imprenditore Adolfo Greco ha nell’ambito della ‘famiglia’, intesa come organizzazione criminale. L’attestato di stima è più che un attestato e viene espresso in un momento critico per Greco, quando Gaetano Vitale, ‘o mariuolo, invia un messaggio intimidatorio all’imprenditore attraverso i suoi dipendenti. L’imbasciata viene recapitata a don Adolfo che allerta Michele Carolei, fratello di Paolo, per chiedere di intervenire. E Carolei si mette a disposizione, non solo. Nella scelta tra l’imprenditore e Vitale, uomo vicino al clan D’Alessandro, Michele Carolei sceglie Greco. In una delle intercettazioni captate nell’ufficio del ‘re del latte’, il fratello di Paoluccio spiega a don Adolfo cosa ha detto al suo sodale Gaetano Vitale, il ras del quartiere del Gesù: “Ho detto stammi a sentire, te lo dico perché ti conosco, tu sei della famiglia come dite voi, don Adolfo è peggio della famiglia! Dobbiamo fare solo i bravi! Disse ‘no ma non esiste proprio’. Allora mo solo il piacere di parlarci perché le parole che dice don Adolfo e quelle saranno!”. Carolei invita Vitale a ‘calmarsi’ e a parlare con Adolfo Greco, preannunciandogli che tra i due chi deve fare il ‘bravo’ è Vitale, in quanto la parola dell’imprenditore vale molto di più. Il Gip nell’ordinanza che ha portato in carcere Greco, insieme ad esponenti del clan D’Alessandro, Afeltra e Cesarano, sottolinea proprio questa circostanza: l’importanza che don Adolfo ha nell’ambito dell’organizzazione criminale dei D’Alessandro, tanto che Carolei non ha dubbi su chi parteggiare nella contesa tra l’imprenditore e Vitale, nonostante quest’ultimo abbia un ruolo non da poco nel clan. “Con le succitate affermazioni Carolei Michele attribuiva a Greco una valenza assoluta nel panorama criminale stabiese, finanche ad indicarlo quale portatore di interessi tali da porsi in posizione superiore rispetto a qualsivoglia prerogativa del clan – scrive il gip esaminando le intercettazioni ambientali -. Tale scenario giustificava Carolei Michele a rivolgere a Vitale una “filippica” dal significato inequivocabile: ‘Dobbiamo fare solo i bravi!'”.
Nella contesa tra Greco e Vitale, sarebbe stato quest’ultimo a ‘soccombere’, secondo Carolei, don Adolfo avrebbe dettato le regole e ‘o mariuolo doveva sottostare.
Michele Carolei si sente investito di un ruolo importante e la sua parola, sia con Adolfo Greco che con Gaetano Vitale vale quanto quella del fratello Paoluccio, attualmente in carcere. “Michele è Paolo!” ribadisce Carolei a Greco durante quella conversazione, pur affermando una sua autonoma posizione. Secondo il Gip, Greco gode di assoluto rispetto negli ambienti delinquenziali stabiesi, lo confermano le parole del suo interlocutore quando invita l’imprenditore a fissare un appuntamento con Gaetano Vitale per chiarire la situazione della ‘bussata’ e a decidere il giorno e l’ora. “Ditemi quando devo venire” chiede Michele Carolei a Greco e poi conclude: “Allora non avete capito, lo dovete decidere voi mica lo devono decidere loro! Mercoledì, giovedì ditemi?”. Greco, infine, decide quando convocare i Vitale e Michele, come se parlasse con uno del suo gruppo, dice a Greco: “…dobbiamo fare in modo di fare quello che diciamo noi”. E l’imprenditore risponde: “…sicuramente, sicuramente!”.

4. continua

Voleva ‘onorare’ Santa Lucia a modo suo: sparando. Arrestato 62enne di Torre del Greco. IL VIDEO

Voleva rendere onore a Santa Lucia, ma a modo suo. Cosi’ durante la Messa e’ uscito al fuori dalla chiesa, ha impugnato una pistola e ha fatto fuoco due volte. Scene di panico, anche se si e’ scoperto che la pistola era a salve, solo che in quel momento nessuno poteva saperlo. Erano le 8 di questa mattina, in piazza Santa Croce a Torre Del Greco, alle falde del Vesuvio, quando un uomo ha esploso i colpi in aria. E’ uscito dalla Basilica, ha preso dalla cintola dei pantaloni l’arma e l’ha puntata in aria, per poi rientrare in chiesa. Non contento, ha ripetuto il gesto quando la celebrazione in onore della santa era terminata. I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, subito intervenuti sul posto in seguito alla segnalazione di fedeli e passanti, hanno identificato e raggiunto poco dopo nella sua abitazione l’uomo, Tommaso Sannino, un 62enne, che e’ stato arrestato perche’ ritenuto responsabile di esplosioni pericolose e di resistenza a pubblico ufficiale. Quando i militari sono arrivati a casa sua, ha infatti opposto resistenza con qualche spintone e lanciato minacce. La sua abitazione e’ stata perquisita ma della semiautomatica non e’ stata trovata alcuna traccia mentre sul suo letto c’era una scatola contenente 3 colpi a salve per pistola semiautomatica dello stesso tipo dei due trovati e sequestrati dai carabinieri sulla scalinata della Basilica.

Anziani maltrattati in una casa di riposo, due arresti, i Nas irrompono in ospizio-lager

Lasciati per giorni con le piaghe da decubito, sedati per tenerli calmi, oppure abbandonati a se stessi anche se incapaci di deambulare, nutriti male e poco, lavati ancora meno. Erano trattati cosi’ gli anziani ospiti della casa di riposo “La Collina” di Mondaino, dove in mattinata hanno fatto irruzione i carabinieri del Nas di Bologna che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, su richiesta del sostituto procuratore, Paolo Gengarelli. Due le persone arrestate: Maria Luisa Bulli 57 anni, proprietaria della casa di riposo, accompagnata dai militari in carcere a Forli’ e l’infermiere Riccardo Bruno 56 anni originario di Foggia, finito ai domiciliari. Indagati e colpiti da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, anche cinque dipendenti; una 48enne di origine bulgara, un 33enne di Pesaro, un 27enne di Napoli, una 38enne albanese e un infermiere 52enne di origine senegalese. Per tutti, i reati contestati sono maltrattamento e abbandono di incapaci. Chi ha partecipato al blitz dell’operazione, denominata “la collina degli orrori”, ha raccontato che ancor prima di entrare nella struttura si sentiva un forte olezzo di escrementi umani. Gli anziani presenti erano 36, due sono stati ricoverati in Ospedale perche’ debilitati. Degrado, condizioni igieniche precarie, cattiva organizzazione del personale sostituito spesso perche’ non pagato, hanno portato anche al sequestro preventivo della struttura. L’indagine e’ partita a giugno da una segnalazione dell’Ausl alla quale si e’ aggiunta la testimonianza della figlia di un anziano ricoverato. I militari hanno appurato che almeno 50 anziani ospitati in struttura nell’ultimo anno e mezzo hanno dovuto far ricorso al Pronto Soccorso per lesioni causate da cadute accidentali. “E’ sulla persona di Maria Luisa Bulli che ricade l’ideazione, la programmazione e l’attuazione della condotta delittuosa – scrive nell’ordinanza il gip Cantarini – colei che ha fondato e dirige la casa di riposo”. Il carcere si giustifica non solo dalla condotta delittuosa “che si protrae da anni – si legge – ma anche e soprattutto in considerazione della sua pervicacia criminale, dimostrata nell’avere intrapreso tale condotta nonostante nel 2010, abbia subito una condanna in Appello per analoghi reati”. La struttura di Mondaino all’epoca della prima indagine era intesta alla madre della Bulli, ma furono indagati lei e il fratello. In Corte d’Assise a Rimini, a processo per la morte di una paziente, conseguente a maltrattamento, la Bulli fu condannata a 14 anni di reclusione. Pena che in Appello fu ridotta a 2 anni e 9 mesi. I giudici bolognesi abbassarono la pena per Bulli perche’ la morte di un’anziana ospite, alla quale la donna tappo’ il naso per farle aprire la bocca e costringerla a mangiare, fu giudicato un omicidio colposo. Infine stando al gip la consapevolezza della condotto criminosa e’ data dal fatto che la in queste ultime settimane lei e il fratello stavano tentando in tutti i modi di vendere la casa di cura. Negli ultimi mesi erano infatti arrivate diffide dal Comune di Mondaino e dall’Ausl.

La storia che commuove: Sirine vuole le olimpiadi e si appella a Mattarella

E’ un talento della boxe italiana, ma non puo’ combattere con i colori della nazionale perche’ non ha la cittadinanza, nonostante viva e risieda in Italia da 17 anni. Sirine Charaabi, di origine tunisina, ha 19 anni, residente con genitori e sorelle a San Prisco, in provincia di Caserta, ha i numeri della campionessa ma non puo’ dimostrarlo, perche senza cittadinanza non puo’ prender parte con la nazionale a tornei ufficiali, come gli europei, i mondiali, ed e’ costretta a mettere da parte il suo “sogno”, i giochi olimpici. Nel maggio 2017 Sirine, appena maggiorenne, ha fatto richiesta di cittadinanza al Ministero dell’Interno, allegando anche una lettera della Federazione Italiana pugilato che la considera “atleta di interesse nazionale”; avrebbe i titoli essendo residente da piu’ di dieci anni in Italia, ma da oltre diciotto mesi Sirine ancora attende, sospesa come il suo sogno. Cresciuta e allevata nella storica Tifata Boxe del maestro Giuseppe Perugino, qualche giorno fa la 19enne ha visto sfumare il suo primo vero obiettivo, quello di diventare campionessa italiana; ai campionati di Pescara e’ infatti arrivata seconda in un match, spiega, in cui “l’arbitro non ha visto la gomitata rifilatami dall’avversaria”. Un episodio che peraltro ha fatto molto discutere perche’ il match e’ stato trasmesso in tv. Sirine ha gia’ combattuto con la nazionale, ma in match amichevoli; il suo vero cruccio e’ dunque quella cittadinanza, che le aprirebbe porte importanti, ma “che sembra non voler arrivare”. “Certe volte penso che non interessi a nessuno la mia richiesta” dice con un pizzico di rassegnazione. Sirine ha scritto al presidente Mattarella, chiedendo che le conferisca la “cittadinanza per meriti sportivi”. Lo scorso anno, quando la politica parlava di ius soli, “il giorno dopo il mio 18esimo compleanno – racconta – fui invitata dal Pd alla Camera per parlare della mia vicenda personale. Pensavo che la mia situazione potesse finalmente sbloccarsi, feci domanda al Ministero, ma poi tutto sembra essersi fermato. C’e’ tanta gente da meno tempo di me in Italia che ha avuto la cittadinanza, persone che conosco e che della lingua italiana sanno davvero poche parole. Penso di meritarla, ma credo che forse e’ una questione di fortuna, visto che ho i titoli per poter diventare cittadina e non lo sono ancora”. Cirine si e’ diplomata quest’anno; “dopo il diploma volevo concentrarmi un anno sulla boxe, che e’ la mia grande passione, per poi iscrivermi all’universita’; ma attendo, e spero di essere riconosciuta presto per cio’ che sento di essere”.

I brogli elettorali della camorra: la Esposito ed i fratelli davanti al giudice

Sono stati fissati per venerdì mattina gli interrogatori dell’ex consigliere comunale di Maddaloni, Teresa Esposito, della mamma Carmela Di Caprio e dei fratelli Eduardo e Giovanni, finiti agli arresti domiciliari mercoledì mattina nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Napoli per corruzione elettorale aggravata dall’articolo 7. I quattro indagati sono tutti imparentati con il boss Antonio Esposito.
Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile di Caserta che ha condotto le indagini alle ultime elezioni amministrative di Maddaloni ci sarebbero stati episodi di corruzione elettorale, sia attraverso il pagamento di soldi in cambio dei voti per l’aspirante consigliera della lista ‘OrientiAmo’ a supporto del candidato sindaco Andrea De Filippo, sia con promesse di lavoro e cresime. Ma il fatto più inquietante che emerge dall’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia è il controllo del voto attraverso una nuova strategia criminale del “Falso Candidato”. Non più solo le foto della scheda elettorale, o la sottrazione illecita dal seggio di una sola scheda, sventata con la numerazione delle stesse, che è stata la causa di tanti disagi e ritardi e nelle ultime elezioni, ma l’indicazione di un nome fasullo da aggiungere a quello veramente in lista.

Gustavo Gentile

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