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Universita’ Federico II di Napoli, passi da gigante per l’intelligenza artificiale

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Il Politecnico di Bari e l’Universita’ Federico II di Napoli sono le prime universita’ a partecipare al progetto pilota di Microsoft e Conferenza dei rettori delle universita’ italiane (Crui) che punta a formare e certificare 100 nuovi ‘data scientist’ in Italia entro l’anno accademico 2018-2019. Il progetto, evidenzia il Politecnico di Bari in una nota, prevede l’avvio di laboratori dedicati a Intelligenza artificiale e Big data, con l’obiettivo di offrire agli studenti universitari competenze digitali avanzate e prepararli ad affrontare i lavori del futuro. I nuovi corsi, che avranno durata di sei mesi, si svolgeranno in maniera integrata con lezioni frontali, moduli online ed esercitazioni pratiche. A chiusura dell’esperienza i partecipanti potranno sostenere alcuni esami del percorso di certificazione Microsoft data science. “Oggi – commenta il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio – il mercato del lavoro e’ pronto ad assorbire un numero sempre crescente di giovani che abbiano gli ‘skill’ (abilita’, ndr) necessari alla trasformazione digitale delle nostre imprese”. “Si stima che entro il 2020 – aggiunge Francesco Del Sole, direttore divisione Education di Microsoft Italia – saranno creati nel nostro Paese 135.000 nuovi posti di lavoro solo nell’Ict, con posizioni come quella del data scientist, ad esempio, che al momento non riescono ad essere coperte”.

Salvini, scontro sul presepe con Famiglia Cristiana: “Siete comunisti”

Non c’è Natale che non porti con sè un vento di polemiche sul Presepe. E con la stretta sull’accoglienza dei migranti trasformata in legge dal Dl Sicurezza, non passa giorno in cui il mondo cattolico non ricordi, a una certa parte politica, quanto incoerente sia sventolare il Vangelo e agire in modo del tutto contrario. L’argomento spiana un nuovo terreno di scontro tra Famiglia Cristiana e il vicepremier Matteo Salvini. L’arcivescovo di Campobasso, monsignor Bregantini, dalle colonne del settimanale cattolico non fa sconti al leader del Carroccio, pur non nominandolo direttamente: “Non si può invitare a fare il presepe e non accogliere negli Sprar una coppia vera di giovani sposi che ha avuto un bimbo qualche mese fa e che ora è per strada. Non si può venerare il Crocifisso senza aver solidarietà con i Crocifissi della storia”, scrive.L’intervento dell’arcivescovo chiude un approfondimento della rivista sul significato del Presepe in cui si racconta la storia di Yousef e Faith, genitori di una bimba di sei mesi e in attesa di un altro figlio, espulsi dal Centro di accoglienza di Crotone e gettati su una strada, a causa, scrive il monsignore, del decreto sicurezza. In aiuto della famiglia sono intervenuti la Caritas e la Croce Rossa, che hanno offerto una sistemazione provvisoria, fino a che una coppia ha messo a disposizione una casa sfitta.Il Decreto sicurezza non è retroattivo e “non caccia i bambini dai centri di accoglienza”, replica Salvini difendendo con le unghie il suo provvedimento. “Sono impegnato, da ministro e da padre, a difendere i veri profughi e le persone più fragili (a partire dai bimbi) e allontanare delinquenti e clandestini”, spiega, etichettando il pezzo di Famiglia Cristiana come “l’ennesima menzogna”. Il ministro dell’Interno ricorda la copertina che la rivista gli ha dedicato in passato, dal titolo ‘Vade retro Salvini’, e lamenta “attacchi e bugie degne di un giornale politico di ultrasinistra, non di un settimanale cattolico”.Tanto si sono inaspriti gli animi negli ultimi giorni, che persino tra i vicoli di San Gregorio Armeno a Napoli, famosi da sempre per la solidarietà dei cittadini verso i bisognosi, nelle strade dove è nato il caffè sospeso per chi non se lo può permettere, tra pastori, Madonne, Bambinelli e personaggi dell’attualità è spuntata la statuetta di Adolf Hitler nell’atto del saluto romano. Il presepe significa “semplicità evangelica, povertà, umiltà”, ricorda il presidente dei vescovi italiani, Gualtiero Bassetti, sulle pagine dell’Osservatore Romano: “Le odierne dispute sul presepe – scrive – stridono alle orecchie di chi è puro di cuore e risultano enormemente distanti dalla commozione e dal giubilo raccontati da Tommaso da Celano. Bisogna allora avvicinarsi al Natale lasciando da parte asprezze, maldicenze, divisioni. Ed è questa la dolcezza della vita, che è nata in una stalla di Betlemme e che ogni anno rinasce nei nostri cuori”. Qualche giorno fa, Luca Favarin, prete di strada di Padova, ha lanciato su Facebook la provocazione più grande per un sacerdote: “Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni” ha scritto, spiegando che non si possono usare i simboli cristiani per fare battaglie ideologiche. “Credo che un Natale senza presepio sia più coerente con questa pagina volgare e infame della storia del nostro Paese”.

Maradona è sempre il numero uno, anche nelle aste

Maradona e’ stato il campione assoluto dell’asta di Football Memorabilia svoltasi in modalita’ internet live sul sito di astebolaffi.it. La rara maglia numero 9 indossata dal Pibe de Oro in Pisa-Napoli, nel campionato ’90-’91, e’ salita fino a 15mila euro, dopo un’accesa competizione. Lascia l’Italia per il Regno Unito, insieme alla 10 della stagione ’86-’87, venduta a 8.125 euro. Centinaia i partecipanti all’asta che da tutto il mondo si sono contesi i lotti piu’ importanti, tra cui il primo contratto da calciatore professionista di Giampiero Boniperti alla Juventus. Se l’e’ aggiudicato a 6.000 euro un imprenditore torinese, non di fede bianconera. “Sono molto soddisfatto per i risultati dell’asta in generale e per quello del contratto di Boniperti in particolare – commenta l’ad di Aste Bolaffi, Filippo Bolaffi – Da tifoso juventino mi rimane un po’ di amaro in bocca per il fatto che questo pezzo non potra’ fare bella mostra di se’ allo Juventus Museum”.

Coppa Italia, ecco il programma degli ottavi

La Lega di Serie A ha definito gli orari e la programmazione degli ottavi di finale di Coppa Italia che si disputeranno in gara unica tra sabato 12 e lunedì 14 gennaio. Ad aprire le danze Lazio e Novara che scenderanno in campo sabato 12 gennaio 2019 alle 15. Nella stessa giornata anche Sampdoria-Milan (ore 18) e Bologna-Juventus (ore 20.45). Altri tre incontri domenica 13 gennaio: Torino-Fiorentina (ore 15), Inter-Benevento (ore 18) e Napoli-Sassuolo (ore 20.45). Infine, lunedì 14 gennaio, in campo Cagliari-Atalanta (ore 17.30) e Roma-Entella (ore 21).

Angoscia ad Ischia: due studentesse di 15 anni scomparse da stamattina. Ricerche in tutta la Campania

Ischia.Due ragazze di 15 anni si sono allontanate da casa da questa mattina ed ora sono ricercate dai carabinieri. A denunciarne la scomparsa i rispettivi genitori: le figlie sono uscite di casa per andare a scuola ma non si sono presentate in classe, e non hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni. I Carabinieri hanno avviato ricerche anche in terraferma, seguendo per ora la pista dell’allontanamento volontario. Dalle prime verifiche dei militari, coordinati dal capitano Angelo Mitrione, e’ emerso che le ragazze hanno spento i cellulari e portato con se’ i documenti personali. Le due sono compagne di classe al liceo, che frequentano con buon profitto.

Sant’Anastasia: Premio nazionale di poesia, sabato la cerimonia in sala consiliare

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Un appuntamento pre-natalizio con la poesia e con la cultura è quello in programma sabato 15 dicembre alle ore 10:00 nell’Aula Consiliare per la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia Città di Sant’Anastasia.
L’evento giunto alla sedicesima edizione, patrocinato dall’Amministrazione, è organizzato dall’Associazione “IncontrArci – Circolo Letterario Anastasiano” di Giuseppe Vetromile, con la preziosa collaborazione di Operatori e Associazioni Culturali del territorio.
Il programma della cerimonia prevede, dopo i saluti del sindaco Lello Abete, dell’ass.re alla cultura Carmen Aprea e della Presidente dell’Associazione IncontrArci Mariangela Spadaro, la presentazione della Giuria, composta da: Anna Bruno, Carlo Di Legge, Francesco Filia, Melania Panico, Raffaele Urraro e Vanina Zaccaria.
A seguire Giuseppe Vetromile presenterà gli ospiti, i poeti premiati ed i vincitori dell’edizione 2018: Francesco Terracciano di Napoli, primo premio; Alessia Iuliano di Termoli, secondo premio, e Davide Rocco Colacrai di Arezzo, terzo premio. Il primo premio per la sezione Giovani Autori sarà conferito a Giuseppe Marrone di Massa Lubrense. Il premio per la migliore poesia di un autore del territorio andrà a Giovanni Perri, di Napoli, mentre Giuseppe Andrea Liberti di San Giorgio a Cremano riceverà il premio per la migliore poesia ispirata all’ambiente e territorio vesuviano.
Sarà poi consegnato alla poetessa Stefania Di Lino di Roma il Premio Speciale “Memorial Natale Porritiello”, offerto dalla famiglia per ricordare il compianto poeta e imprenditore anastasiano. Saranno, inoltre, consegnati Premi Speciali offerti: da Anna Bruno (Presidente del Premio Scriptura e dell’Associazione “l’Aurora Cultura”) rispettivamente ad Alessandro Izzi di Gaeta e ad Antonio Di Lorenzo di Casagiove (Ce); da Annamaria Pianese e Mario Volpe (Associazione “I colori della poesia”) a Ksenja Laginja di Roma; da Vanina Zaccaria (Fondazione Lermontov) alla giovane Allegra De Falco di Nola; da Vittoria Caso (Associazione “Clarae Musae”) a Michele Piccolo di Sant’Anastasia; da Gennaro Guaccio (Associazione “I Ponti dell’Arte”) al giovane Alfonso Petrellese di Casoria. La giuria del concorso ha poi attribuito un premio per la Poesia Visiva (Fotografia) all’artista Giada Cecco di Torre Annunziata, offerto dall’Associazione Culturale Arte e Saperi di San Giorgio del Sannio (Presidente Rita Pacilio), e un Premio Speciale per l’Accademia Aeronautica Militare di Pozzuoli.
Al termine della cerimonia saranno consegnati attestati di merito ad alcuni autori del territorio.
“E’ un premio alla poesia ed agli autori che accogliamo nella nostra cittadina con grande piacere per un evento molto atteso – dice il sindaco Lello Abete – perché è ormai consolidato e noto in ambito nazionale”.

Universiadi: Basile, faremo campagna promozionale globale

“I vertici della Fisu ci hanno chiesto di avviare una attivita’ promozionale dell’evento a livello internazionale, che possa portare beneficio alle Universiadi ma anche alla citta’ di NAPOLI e alla Campania. Ci stiamo preparando con una serie di campagne promozionali”. Lo ha detto all’ANSA Gianluca Basile, commissario per le Universiadi NAPOLI 2019, al termine della riunione del comitato ristretto della Fisu con gli organizzatori dei giochi universitari in programma la prossima estate. “Nella riunione – ha spiegato Basile – abbiamo anche avviato gli approfondimenti sulla produzione televisiva dell’evento. Avvieremo a breve un piano di promozione e comunicazione a livello globale, non solo in Italia. Nella riunione abbiamo anche affrontato il tema della cerimonia di apertura e di chiusura della manifestazione, che abbiamo cominciato a preparare”. Al comitato ristretto di oggi hanno partecipato anche i rappresentanti di Chengdu, citta’ della provincia cinese di Sichuan che ospitera’ l’edizione 2021 delle Universiadi.

Napoli: la giunta stanzia 14 milioni per riqualificazione e adeguamento funzionale dello Stadio San Paolo

La giunta comunale di Napoli ha approvato, su proposta dell’assessore allo Sport Ciro Borriello, il progetto di restyling dello stadio San Paolo che prevede la sostituzione dei sediolini con nuove sedute adeguate agli standard della Uefa e il ripristino e risanamento delle gradinate. L’intervento fa parte del piu’ ampio progetto di riqualificazione e adeguamento funzionale dello stadio San Paolo, in parte gia’ avviato con il rifacimento della pista di atletica, il potenziamento dell’impianto di illuminazione e la riqualificazione dei servizi igienici. L’intervento, frutto di una proficua collaborazione tra amministrazione comunale e struttura commissariale dell’Aru (Agenzia Regionale per le Universiadi), ha un valore complessivo di circa 14 milioni di euro ed e’ finanziato nell’ambito dell’evento Universiadi. Il progetto, redatto da architetti e ingegneri dell’amministrazione comunale, prevede una capienza di circa 55 mila posti, con tipologie di sedute piu’ confortevoli e diverse a seconda dei settori, colorazioni di diverse gradazioni di azzurro, in gran parte ribaltabili (tip-up). Prevede inoltre un’ottimizzazione dell’accessibilita’ e delle vie di esodo e un incremento dei posti per persone con difficolta’ motorie. Il progetto ha avuto, tra gli altri, il parere favorevole della commissione nazionale del Coni, con particolare riferimento alla visibilita’ delle manifestazioni calcistiche. L’esecuzione dei lavori avverra’ per settori o parti di essi in modo da non interferire con le manifestazioni sportive.

Spazzatura invece della bottiglie di plastica: incredulità della Pro Loco di Maddaloni

La pro loco di Maddaloni come tutti gli anni per allestire l’albero di Natale chiede delle bottiglie di plastica. Quest’anno si è ritrovata con dei cumuli di spazzatura. Stupido scherzo o un’azione consapevole?
L’assessore Salvatore Liccardo, con l’intento di contribuire al completamento dell’ormai famoso albero di Natale di bottiglie di plastica, si era gentilmente offerto di fornire alla pro loco un quantitativo di bottiglie in plastica, derivanti dalla raccolta differenziata dei cittadini. L’appuntamento per lo scarico era previsto per questa mattina alle ore 6.00 alle spalle del monumento ai caduti, ma, non sappiamo perché, né tantomeno dipeso da chi, i volontari pro loco, all’ora prestabilita, si sono visti recapitare un carico di raccolta differenziata contenente, oltre alle bottiglie in questione, plastica di ogni genere, bottiglioni di detersivi, latte di pomodori. Una volta constatata la natura dei rifiuti e l’impossibilità di mettervi mano, i volontari hanno immediatamente avvisato l’assessore che ha provveduto, in poche ore, al ritiro del carico.

Gustavo Gentile

Si pente uno dei pusher del clan Belforte: rinviato il processo ‘Unrra Casas’

Spaccio di droga nel casertano. I 41 imputati arrestati nell’ambito dell’operazione ”Unrra Casas” rischiano grosso. Uno degli indagati ha iniziato a collaborare. Depositati in aula due verbali. I carabinieri, nel corso delle indagini sono riusciti ad individuare, per la prima volta, l’esistenza di un accordo tra i due clan operanti nel comune di Marcianise, clan Belforte, detto dei ‘Mazzacane’, e clan Piccolo-Letizia detto dei ‘Quaqquaroni’, storicamente nemici e la cui rivalità ha prodotto tra la fine degli anni ’90 e metà degli anni 2000 svariate decine di omicidi.
Nell’udienza di questa mattina davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli Anna Imparato il pm della Dda ha annunciato che uno degli indagati Giuseppe Grillo ha iniziato a collaborare con la giustizia, depositando contestualmente anche due verbali di dichiarazioni che sono stati già messi nero su bianco. Gli avvocati difensori, a questo punto, hanno chiesto i termini a difesa e l’udienza è stata rinviata a febbraio.
Un colpo di scena importante che potrebbe cambiare anche gli scenari dei riti alternativi. Nel corso dell’ultima udienza, infatti, aveva chiesto di essere processati con l’abbreviato Salvatore Allegretta, Amedeo Belvisto, Aniello Bruno, Pasquale Buttone, Antonio Di Fuccia, Generoso Di Sivo, Filippo Lasco, Pasquale Lasco, Alessandro Mandarino, Francesco Martone, Andrea Nocera, Francesco Piccirillo, Giovanni Pontillo, Pasquale Regino, Fabio Romano, Rosario Valenti, Marco Viciglione, Nicola Viciglione, Alessandro Zampella. Avevano chiesto il patteggiamento Gennaro Barca, Francesco Stellato, Caterina e Nunzia De Matteis.
Avevano scelto il rito ordinario, invece, Andrea Bizzarro, 36 anni di Marcianise; Giulio Ciano, 43 anni di Marcianise; Simmaco Coppola, 27 anni di Marcianise; Raffaele Corvino; 39 anni di Marcianise; Enrico De Biase; 40 anni di Marcianise; Francesco De Matteis, 41 anni di Marcianise; Nicola Di Giovanni, 61 anni di Marcianise; Iniane El Kahf, 27 anni di Torino; Giglio Onelio Francini, 37 anni residente a Rivalta di Torino; Giuseppe Grillo, 36 anni di Marcianise; Maria Giuseppa Lasco, 54 anni di Marcianise; Primo Letizia, 34 anni di Marcianise; Antonio Marasco, 30 anni di Torino; Francesco Persico, 36 anni di Marcianise; Tommaso Ragazzino, 32 anni di Marcianise; Gregorio Raucci, 26 anni di Marcianise; Tommaso Smeragliuolo, 34 anni di Marcianise; Raffaele Tartaglione, 30 anni; Carmine Zarrillo, 24 anni di Marcianise.

Lo spettacolo canoro di Angela Ruggiero per i pazienti dell’Hospice di Solofra

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“Magie di Natale”, al Pain Control Center Hospice di Solofra lo spettacolo canoro di Angela Ruggiero e dei suoi allievi dell’Irpinia Art Music Academy, in collaborazione con la Kyo Music Web Radio e l’etichetta discografica di Tony Capozzi. Angela Ruggiero, affermata cantante e docente, vocal coach e talent scout, nonché presidente dell’Irpinia Art Music Academy, ritorna a regalare emozioni ai degenti e ai familiari ospiti del centro residenziale per le cure palliative e la terapia del dolore dell’Asl Avellino. L’iniziativa, organizzata e promossa da Consorzio Italia, la cooperativa sociale che gestisce i servizi sanitari dell’Hospice, si svolgerà venerdì 14 dicembre 2018, alle ore 16.00, presso la struttura sanitaria solofrana che fornisce cure e assistenza a pazienti affetti da malattie progressive o in fase avanzata. “Magie del Natale” sarà uno spettacolo vocale e musicale che spazierà dai classici brani natalizi ai successi di ogni tempo della musica italiana e internazionale. E sarà l’ennesimo appuntamento artistico e ricreativo rivolto a chi sta affrontando in prima persona la dura esperienza della malattia, con l’obiettivo di vivere in unione e in allegria le atmosfere del periodo natalizio, in un clima di condivisione e di affetto che da sempre lega tra loro i degenti, i familiari, l’equipe medica dell’Asl Avellino e tutto il personale della cooperativa.

‘Totò con i 4’ di Ciro Borrelli e Domenico Livigni, alla Libreria Raffaello di Napoli

“Totò con i quatto” di Ciro Borrelli e Domenico Livigni è il primo volume della collana dedicata al Cinema, e secondo (il precedente ha per titolo: “È accaduto a Twin Peaks” di Antonio Tedesco, per Kairòs Edizioni) della linea SERIE ORO ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci, in collaborazione stavolta con la casa editrice Apeiron. Con le introduzioni di Borrelli, Mauro Macario, Andrea Jelardi e Ennio Bìspuri, il libro (pp. 284, euro 15), corredato di foto inedite appartenenti alla collezione privata di Livigni, ci racconta il personaggio Totò in un modo nuovo e avvincente. Il volume sarà presentato mercoledì 19 dicembre 2018 alle ore 18.00 alla Libreria Raffaello in via Kerbaker 35 a Napoli. Ne discuteranno con gli autori, Giuseppina Scognamiglio, Lucio Allocca, Giulio Adinolfi, tra le letture e la recitazione di Umberto Del Prete. Modera Andrea Jelardi. Chi non conosce Totò? A chi non è nota la travolgente bravura e la vulcanica comicità? Ma il vero principe de Curtis, non quello scanzonato e scoppiettante del set, bensì quello solitario e scontroso della dimensione privata, quanti possono dire di conoscerlo? E, soprattutto, è possibile ricostruire la reale immagine dell’artista, spogliata delle finzioni imposte dal mestiere? Ci hanno provato Ciro Borrelli e Domenico Livigni, entrambi napoletani per origine e per passione. Come? Con uno studio accurato, condito con una bella manciata di fantasia. Sì, perché qui Totò emerge dai ricordi di quattro suoi amici e colleghi. Borrelli ne scrive attraverso un’intervista a Peppino De Filippo, rilasciata a conclusione di uno spettacolo teatrale, ma anche mediante un colloquio tra Nino Taranto e un bambino, nello scenario del Bosco di Capodimonte a Napoli. Nella stessa direzione si muove Livigni, ma in modo diverso: a lui il compito di immergere il lettore in una commossa rievocazione del principe ad opera di Macario, còlto nel momento in cui riceve la notizia della scomparsa dell’amico, ma anche di emozionarlo attraverso le parole di Aldo Fabrizi, i cui ricordi riaffiorano nitidi in occasione di una passeggiata romana. Il titolo del libro si ispira al film che i cinque artisti girarono insieme nel 1963, diretti da Steno, Totò contro i 4. In questa appassionata rievocazione del poliedrico Totò, gli autori, Borrelli e Livigni, ci calano in commoventi elucubrazioni scaturite dalla frequentazione dell’artista napoletano con i quattro colleghi-amici, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Nino Taranto ed Erminio Macario, attraverso racconti e ricordi che tracciano un quadro di arte e di vita dei cinque personaggi preso da un’angolazione nuova che si lascia leggere con agevolezza.

Napoli: alla ricerca di un poker per dimenticare Liverpool

Cagliari, Spal, Inter, Bologna. Dimenticata l’Europa e la sconfitta di Liverpool il Napoli si rituffa in apnea nel campionato e comincia il poker di partite che lo porteranno alla fine del 2018 e del girone d’andata, quello del primo bilancio stagionale, come anticipato dal tecnico azzurro Ancelotti. L’allenatore ha ritrovato oggi la squadra a Castel Voturno per verificare lo stato fisico e cominciare a pianificare la trasferta di Caglari, dove sara’ possibile vedere nuovamente un ampio turn over rispetto alla gara di Champions League. Qualche cambio potrebbe esserci in difesa, visto che Albiol e Mario Rui hanno speso moltissime energie in Inghilterra e potrebbero avere un turno di riposo. A sinistra si candida Faouzi Ghoulam che e’ tornato ormai ai livelli pre-infortunio e vuole ricominciare ad essere un punto di riferimento nella rinnovata catena di sinistra insieme a Fabian Ruiz e Zielinski. Ma le scelte di formazione saranno fatte nei prossimi due giorni. L’obiettivo e’ il successo, su un campo difficile e con pochi tifosi al seguito visto che la trasferta e’ vietata ai supporter che non hanno la tessera del tifoso: a incoraggiare Mertens e compagni c’e’ il rotondo 5-0 dello scorso campionato, quando in Sardegna gli azzurri andarono a farsi una vacanza fuori stagione del gol a cui si iscrissero Callejon, Hamsik, Mertens, Insigne e Mario Rui. L’obiettivo resta quello di riavvicinarsi alla Juventus per ripartire all’inizio del 2019 con un lungo inseguimento che lasci ancora aperte le porte della corsa al titolo. Intanto il Napoli guarda anche al futuro e ai rinnovi tra cui quello di Piotr Zielinski: la trattativa con gli agenti del polacco e’ pero’ rallentata dall’entita’ della clausola rescissoria che il Napoli vorrebbe imporre oltre i 100 milioni.

Spara colpi di pistola a salve tra i fedeli davanti alla chiesa per ‘festeggiare’ Santa Lucia: arrestato 62enne

Torre del Greco. verso le 08.00 di stamattina, in piazza santa croce, subito dopo la messa in onore di Santa Lucia, un individuo sulla sessantina è uscito sulla scalinata della basilica “Santa Croce” e dopo avere estratto da sotto il cappotto una semiautomatica ha sparato per 2 volte. Subito dopo, rimessa l’arma nella cintola dei pantaloni, è rientrato in chiesa per uscirne di nuovo alcuni minuti dopo e ripetere la stessa scena.
La seconda volta, dopo altri due spari, ha riposto l’arma tra gli indumenti ed è andato via.
i carabinieri della compagnia di Torre del Greco, subito intervenuti sul posto a seguito di segnalazione di fedeli e passanti, hanno identificato e raggiunto poco dopo nella sua abitazione il soggetto, risultato essere Tommaso Sannino, un 62enne del luogo che è stato arrestato perché ritenuto responsabile di esplosioni pericolose e di resistenza a pubblico ufficiale. Infatti quando i militari sono arrivati a casa sua ha loro opposto resistenza con qualche spintone e proferendo minacce. La sua abitazione è stata perquisita. della semiautomatica non è stata trovata alcuna traccia mentre sul suo letto c’era una scatola contenente 3 colpi a salve per pistola semiautomatica dello stesso tipo dei 2 trovati e sequestrati dai carabinieri sulla scalinata della basilica. Ora è in attesa di giudizio direttissimo.

Morte annegate nel Sarno dopo un incidente stradale a Pompei: tre condanne

Pompei. Mamma e figlia annegarono nel fiume Sarno dopo un incidente stradale: a 5 anni di distanza dalla tragedia arriva il verdetto di primo grado nel processo. Il giudice Maria Laura Ciollaro del Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a un anno e 4 mesi di carcere il maresciallo della guardia di finanza, che la mattina del 21 novembre del 2013, intorno alle ore 7 alla guida della sua Fiat Grande Punto, si scontrò con la Panda che trasportava le due donne. A due anni e due mesi a testa invece sono stati condannati i due titolari della ditta “SACO”, incaricata di effettuare la manutenzione stradale lungo l’arteria che costeggia il fiume: Accusati a vario titolo di omicidio e omissione d’atti d’ufficio, perchè ritenute responsabili della morte di Nunzia Cascone, di 51 anni, e di sua figlia Anna Ruggirello, appena 20enne. Le vittime, il 21 novembre 2013, furono inghiottite dalle acque del fiume Sarno, dopo un tamponamento avvenuto in via Ripuaria. La tragedia avvenne quando le due auto si scontrarono. Nunzia Cascone stava accompagnando la figlia alla stazione ferroviaria; doveva prendere un treno per andare all’università. Anna, 20 anni, frequentava infatti un corso alla facoltà di ingegneria gestionale. Il marito della donna, dipendente dell’agenzia delle entrate di Castellammare di Stabia, non vedendo rientrare la moglie, si allarmò telefonando al cugino. Entrambi ripercorsero il tragitto abitualmente seguito da Nunzia Cascone per accompagnare sua figlia alla stazione. Dopo pochi minuti, notando il trambusto in strada, i due capirono che nell’incidente erano rimaste coinvolte proprio Nunzia e Anna. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la Punto guidata dal maresciallo tamponò quel giorno la vettura con a bordo mamma e figlia. Dopo l’impatto, la Panda sulla quale viaggiavano Nunzia Cascone e Anna Ruggirello,  andò a sbattere contro un parapetto di ferro, per metà divelto, precipitando poi nel fiume Sarno. Anna, 20 anni, morì annegata all’interno dell’auto. Il corpo della madre, invece, fu ritrovato in Sardegna il 5 marzo 2014, dopo un lungo viaggio e trasportato dalla corrente. Soltanto l’esame del Dna consentì di stabilire che, quello, era il corpo mutilato di Nunzia Cascone.

 

Mondragone, massacro al bar: 18 anni per Augusto La Torre, ergastolo per Francesco Tiberio

Una mattanza all’esterno del bar “Centro” di Pescopagano, tra Mondragone e Castel Volturno, nella quale morirono cinque persone: tre tanzaniani, un iraniano e un padre di sei figli, Alfonso Romano, capitato per caso nel locale. Oltre ai 5 morti durante il raid venne ferito anche un ragazzo, all’epoca 14enne, che da quel momento è rimasto paralizzato
Era la vigilia della festa della Liberazione del 1990 quando i sicari del clan La Torre di Mondragone scesero in strada compiendo una vera e propria carneficina. Per questo motivo, a distanza di 28 anni dal raid, il pubblico ministero della Dda Lalia Morra ha invocato 18 anni per Augusto La Torre, difeso dall’avvocato Rosanna Mazzeo, e l’ergastolo per Francesco Tiberio La Torre, difeso dagli avvocati Carlo De Stavola ed Elisabetta Carfora. Il processo, che si sta celebrando con rito abbreviato dinanzi al gip Caputo di Napoli, è stato rinviato a febbraio.

Sabato il ministro Costa a Castellammare, si parlerà del Sarno

Sabato 15 dicembre alle ore 13,15 al multisala del Cinema Montil a Castellammare di Stabia in via Bonito 10, conferenza stampa del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Saranno presenti insieme alle Deputate del territorio Teresa Manzo e Carmen di Lauro, altri rappresentanti di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle. Presenti inoltre, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, Luigi Cirillo e Vincenzo Viglione ed i portavoce comunali M5S delle province di Salerno e di Napoli. La conferenza stampa si terra’ a conclusione di un tour che partira’ da Montoro e si concludera’ a Castellammare di Stabia. “Il sostegno del Governo certificato dalla presenza del Ministro Costa che ha risposto tempestivamente al nostro invito, rinnova in tutti noi, cittadini e esponenti delle istituzioni, l’impegno a collaborare per fare di questo disastro soltanto un brutto ricordo” hanno scritto in una nota i parlamentari e i consiglieri regionali.

Marotta: da oggi è interista, subito a caccia di grandi acquisti

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Dopo oltre 15 anni a far la spola tra Genova e Torino, Beppe Marotta torna nella ‘sua’ Lombardia. Da oggi parte ufficialmente l’avventura in nerazzurro del dirigente protagonista del ciclo juventino: il CdA dell’Inter ha ratificato la sua nomina ad amministratore delegato sport. Marotta sarà responsabile dell’intera area sportiva all’interno del modello societario adottato dalla società milanese, quello con doppio amministratore delegato, e lavorerà a fianco di Alessandro Antonello, da oggi amministratore delegato corporate e responsabile di tutte le attività aziendali. “Da oggi farò parte della grande Inter. Per me è motivo di grande orgoglio, ricoprirò una carica importante”, le prime parole in nerazzurro di Marotta. “Un’esperienza sicuramente importante per la mia vita professionale e piena di grande responsabilità. Ma questo assolutamente non mi spaventa. Si inizia un nuovo percorso e deve essere vincente”. E’ lui l’uomo scelto da Steven Zhang per avviare un ciclo che riporti l’Inter in vetta al campionato e, possibilmente, ai piani alti in Europa. Il numero uno nerazzurro parla di “cambiamento importante per il club, in linea con il nostro obiettivo di diventare una società vincente e un’azienda di successo. Beppe è uno dei migliori dirigenti in ambito calcistico e ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi”. Nonostante trovi un ambiente ancora scosso per l’uscita dalla Champions, e si accinga a lavorare per una squadra che in campionato già dista 14 lunghezze dalla Juventus, Marotta ha speso parole di ottimismo e che suonano da scossa: “Ho incontrato la proprietà e ho capito che c’è tanta voglia di regalare a tutti i tifosi grandi successi. C’è tanta fiducia nel management, sta a noi ripagarli. I punti a disposizione sono ancora tanti e tutti i traguardi sono raggiungibili. Già da sabato con l’Udinese bisogna ripartire”. Il neo ad ha tuttavia messo in chiaro: “Non sono il medico venuto a curare il malato”. E ha difeso Spalletti, che in queste ore i tifosi hanno fatto salire sul banco degli imputati: “E’ un ottimo allenatore, bisogna farlo lavorare tranquillamente e tocca a noi supportarlo in tutte le sue attività”. Il nuovo amministratore delegato dell’Inter riprende a Milano il filo di una carriera iniziata da giovanissimo, nel 1976, a soli 19 anni, a Varese, la squadra della sua città natale, come responsabile del settore giovanile prima e direttore sportivo poi. Dieci anni più tardi passa al Monza, dove rimane per tre anni, e successivamente al Como e al Ravenna. E’ però al Venezia, sotto la gestione Zamparini, che Marotta inizia a farsi conoscere ad alti livelli, in un sodalizio con Walter Novellino che portò i lagunari fino alla massima serie. Con l’addio di Zamparini, migrato al sole di Palermo, fa le valigie anche il dirigente lombardo, che torna a lavorare nella sua regione, all’Atalanta, in qualità di direttore generale. Nelle due stagioni vissute a Bergamo arriva in entrambi i campionati il record di punti per l’epoca in Serie A.La svolta arriva a Genova, nei primi anni 2000. Chiamato per riorganizzare il club, retrocesso in Serie B, Marotta, nuovamente con Novellino dopo l’avventura a Venezia, centra subito la promozione e in meno di dieci anni porta la società blucerchiata fino alle porte della Champions League, raggiungendo il quarto posto nel 2010. Merito di una gestione oculata e di alcuni operazioni di mercato rivelatesi poi un affare, come il ritorno di Cassano in Italia dal Real Madrid e l’acquisto di Giampaolo Pazzini, reduce da annate difficili a Firenze. L’ottimo lavoro svolto in Liguria gli vale la chiamata ‘irrinunciabile’ della Juventus, ancora in fase di riassestamento nell’estate del 2010 dopo il terremoto Calciopoli. Proprio a Torino Marotta tassello dopo tassello mette insieme i pilastri della corazzata che da lì a qualche anno aprirà un ciclo tuttora vincente, cambiando sempre pelle ma mai obiettivo. Come l’acquisto ‘in saldo’ nel mercato di gennaio di Barzagli, una delle colonne della Vecchia Signora presente ancora oggi in rosa, fino all’arrivo a parametro zero di Pirlo dal Milan e a quello dal Bayer Leverkusen di Arturo Vidal. I due andranno a comporre, insieme a Paul Pogba, prelevato in scadenza dal Manchester United una stagione più tardi (e poi venduto alla cifra record di oltre 100 milioni di euro nel 2016 per una maxi plusvalenza) uno dei centrocampi più forti della storia bianconera. Senza dimenticare le operazioni più onerose della storia recente della Juve: l’acquisizione di Higuain dal Napoli per 90 milioni di euro – nella sessione estiva coincisa con la partenza di Pogba – e quella, quest’estate, di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 105 milioni. Che hanno proiettato la società torinese in un’altra dimensione, anche grazie al lavoro di Marotta. Ora, una nuova sfida: rilanciare l’Inter e provare a battere quella società che lui stesso ha contribuito a far tornare grande.

Apre la mostra ‘Pompei e gli Etruschi’

Soltanto poche settimane fa la scoperta di una breve iscrizione a carboncino sulla parete di una casa in corso di scavo per la sistemazione delle aree perimetrali di alcune strade ha acceso un dibattito serrato tra gli addetti ai lavori, storici e archeologi. La questione riguardava nientepopòdimeno che la data esatta dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. che veniva così a spostare di qualche mese, da Agosto in avanti, la data della morte della città antica sotto le ceneri fumanti del Vesuvio. Non si è ancora completamente spenta l’eco del dibattito che un’altra – e più importante notizia – è stata data stamani in conferenza stampa dal Direttore del Parco archeologico pompeiano. Pompei sarebbe stata fondata intorno all’anno 600 a.C. L’occasione è stata data dalla presentazione in anteprima alla Stampa della mostra “Pompei e gli Etruschi”, allestita nel braccio settentrionale della Palestra Grande degli scavi di Pompei. La mostra si ricollega idealmente a quella riguardante Pompei e l’Egitto, tenutasi nel 2016 e all’altra riguardante Pompei e la Grecia nel 2017.
La mostra è stata presentata dal direttore generale Massimo Osanna, soprintendente della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, da Stèphan Verger, directeur d’ètudes à l’Ècole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, curatori della mostra. E’ intervenuto Paolo Giulierini, direttore del Mann, poi Anna Imponente direttore del Polo Museale della Campania, e infine Marta Ragozzino, direttore del Polo Museale Regionale della Basilicata.
Il tema tratta la dibattuta e impaniata questione dell’ “Etruria campana” e dei rapporti e le “connessioni” – per dirla con Osanna – tra le èlite aristocratiche campane e quelle etrusche e greche o anche provenienti da altre regioni centro meridionali. Al centro di tali contaminazioni di culture e lingue tra il mille e il cinquecento circa vi fu la Campania e, quindi, Pompei. Una mostra interessante, realizzata in spazi adattati nella stessa Palestra grande, che fanno rimpiangere la assenza di un Museo Archeologico Pompeiano, il M.A.P, vagheggiato e atteso dalla Città moderna. Della Città antica però la Mostra tralascia di illustrare le radici “indigene”, forse sarrastre, comunque campane fin dalla protostoria. Da tali radici feconde si era già generata una protourbanizzazione nell’altstadt costituitosi sull’altopiano lavico generato da eruzioni effusive della vicina bocca vulcanica di Fossa di Valle.
Questo primitivo nucleo insediativo arcaico era anche servito da un acquedotto poi reutilizzato come parte del canale Conte di Sarno circa due millenni dopo da Domenico Fontana. In tempi di Revisionismo storico anche questo sarebbe un argomento da affrontare senza preconcetti. Alla mostra pompeiana, promossa dal Parco Archeologico di intesa con Electa, si è comunque registrata la fattiva collaborazione del Museo archeologico nazionale di Napoli, che ha prestato alcuni propri “pezzi” etruschi e quella del Polo museale della Campania. Da queste colonne auspichiamo un sicuro successo alla iniziativa.

Federico L. I. Federico

Napoli, funicolari: ancora una fumata nera per le corse notturne, e domani altri stop

Napoli. A dieci giorni dal Natale la trattativa per il prolungamento degli orari nelle ore post-serali e notturne del trasporto pubblico su ferro appare ancora lontana dal concludersi, mentre l’ufficio stampa dell’ANM, l’azienda napoletana mobilità, dirama un comunicato con il quale si annuncia uno sciopero del trasporto pubblico locale per domani, venerdì 14 dicembre, di 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00, limitatamente alle quattro funicolari partenopee. A intervenire ancora una volta sulla vicenda è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del trasporto pubblico: “Per il prolungamento a Napoli degli orari di funzionamento dei mezzi di trasporto su ferro – ricorda Capodanno – è stata promossa una petizione on-line che ha già raccolto oltre 3.000 firme, adesioni che continuano a crescere, a testimonianza dell’esasperazione dei cittadini che da quasi un anno e mezzo, esattamente dal luglio 2017, sono stati privati della possibilità di utilizzare alcuni mezzi di trasporto pubblico su ferro anche nelle ore post serali e notturne, dal momento che l’ultima corsa viene effettuata alle ore 22”. Da qui anche la proposta di organizzare a breve, in accordo anche con altre realtà associative, un flash mob di protesta. “Sarà un’occasione formidabile per i cittadini-spiega Capodanno- per far arrivare la propria voce nelle stanze del palazzo. Per questo non bisognerà mancare all’appuntamento laddove è auspicabile una partecipare in massa dei circa 60.000 viaggiatori che mediamente, nei giorni feriali, utilizzano i quattro impianti a fune presenti nel capoluogo partenopeo, gestiti dall’ANM, azienda napoletana mobilità. Va sottolineatoche la chiusura anticipata del trasporto su ferro a Napoli incide negativamente non solo sulla qualità della vita, costringendo molte persone a fare a meno di un servizio essenziale nelle ore post serali e nelle prime ore notturne, ma ha delle notevoli ricadute negative su tantissime attività commerciali e imprenditoriali, con conseguenze anche sul piano occupazionale, coinvolgendo teatri, cinema, ritrovi, discoteche, ristoranti, bar, per citarne alcune. Penalizzati gli stessi lavoratori notturni, privati a fine turno di un mezzo di trasporto pubblico per tornare nelle proprie abitazioni “. Negatività che si ripercuotono anche sul settore del turismo, privando i turisti, ospiti a Napoli, della possibilità di potersi spostare agevolmente, utilizzando funicolari e metropolitane, da un luogo a un altro della Città, nelle ore post serali, dalle 22:00 in poi. Anche qui le ricadute sul settore alberghiero potrebbero far sentire il loro effetto negativo . “Lancio dunque un pubblico appello per la massima mobilitazione e per la conseguente buona riuscita di questa prima manifestazione – aggiunge Capodanno -, alla quale seguiranno altre allo studio, laddove non ci fossero risposte operative, tese ad accogliere le giuste istanze dei cittadini, da parte dell’ANM “. Capodanno al riguardo conferma le richieste, peraltro già contenute nella petizione on-line, con il ripristino immediato degli orari vigenti prima dell’entrata in vigore dell’orario estivo dell’anno scorso, prolungando dunque il funzionamento della linea 1 della metropolitana e delle funicolari Centrale e di Chiaia, dalle 6:30 alle 0:30, per tutta la settimana, ad eccezione del venerdì e del sabato, quando il funzionamento dovrà essere protratto fino alle due di notte.

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