Torre Annunziata – Prosegue senza sosta l’impegno delle istituzioni per il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno e la tutela della risorsa mare. In data 11 maggio 2026, nell’ambito di un piano d’azione sistematico coordinato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, è scattato il sequestro preventivo di un cantiere navale di circa 15.000 metri quadrati.
L’operazione è stata condotta in sinergia dai militari del NOE dei Carabinieri di Napoli e dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Stabia, con il supporto tecnico specialistico dell’ARPA Campania.
Il blitz e le criticità rilevate
L’ispezione ha interessato il complesso della “Izzo Mare Srl”, dove sono state riscontrate attività di cantieristica e rimessaggio condotte, secondo quanto emerso dagli accertamenti, in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali.
In particolare, l’attenzione degli inquirenti si è focalizzata sulla gestione delle acque di dilavamento e sulle emissioni in atmosfera. Dalle verifiche è emerso che:
Gestione acque: In una prima area, le acque meteoriche defluivano direttamente verso il mare senza sistemi di regimentazione; in una seconda zona, confluivano in vasche non conformi.
Attività produttive: All’interno di un corpo di fabbrica venivano effettuate lavorazioni di falegnameria, incollaggio e trattamento di resine senza i prescritti titoli autorizzativi (A.U.A.).
Gestione rifiuti: È stato inoltre contestato il deposito incontrollato di rifiuti speciali.
Obiettivo: prevenzione e sostenibilità
Il provvedimento di sequestro si è reso necessario per interrompere le irregolarità riscontrate e prevenire potenziali impatti negativi sull’ecosistema costiero. L’intervento non è un caso isolato, ma rappresenta un tassello fondamentale di una strategia più ampia volta a garantire che le attività produttive del territorio operino nel pieno rispetto delle normative vigenti e della sostenibilità ambientale.
Una strategia di sistema per il fiume Sarno
L’azione si inquadra nel Protocollo d’intesa siglato a fine 2025 tra le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, insieme alle autorità regionali e alle forze di polizia. L’obiettivo comune è ambizioso quanto necessario: mappare e rimuovere ogni causa di inquinamento che interessi il fiume Sarno e i suoi affluenti, restituendo ai cittadini e al turismo una risorsa naturale preziosa e pulita.
L’attività di monitoraggio lungo il tratto costiero della penisola sorrentina continuerà nei prossimi mesi con la medesima capillarità, a conferma della massima attenzione delle autorità verso la legalità ambientale.






Importante che si tuteli il mare e il fiume Sarno, però sulcampo servirebbero controlli continui e più risorse; la strategia di sistema è buona ma pare che manchi coordinamento e che le sanzioni non siano sempre ap plicate correttamente, dicono così.
Mi sembra un intervento giusto ma ci vuole trasparenza; i cittadinidovrebbero essere informati meglio e le autoritàdovevano controllare prima. Non capisco però come possano esserci autorizzazionii mancande e perché le lavorazioni di resine venivano fatte senza titoli, resto perplessa.
Ho letto con attenzione l’articolo e capisco la necessità del sequestro, però mi pare che ci siano stata anche delle imprecisioni nell’accertamento; le acquemeteoriche defluivono senza controllo e i rifiutispeciali sembrano abbandonati, ma non so se tutto sia definitivo.