Un’importante decisione ha segnato il procedimento giudiziario relativo agli appalti sospettati di essere pilotati al Centro di ricerche Aerospaziali (Cira) di Capua, in provincia di Caserta.
Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Rosetta Stravino, ha accolto le eccezioni preliminari sollevate dalle difese, dichiarando inutilizzabili le intercettazioni telefoniche chiave per l’accusa e decretando l’assoluzione degli undici imputati.
Tra i assolti figura l’imprenditore Sergio Orsi, già noto per legami con il clan dei Casalesi, insieme a familiari, dipendenti del Cira, un ex assessore e altri imprenditori. Le intercettazioni, disposte nell’ambito di un’altra indagine, non erano accompagnate dai decreti autorizzativi necessari per essere utilizzate nel processo sugli appalti. La strategia difensiva, supportata anche da pronunce favorevoli del tribunale del Riesame e della Corte di Cassazione, ha così neutralizzato le prove principali dell’accusa.
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ipotizzava che Orsi avesse corrotto dipendenti del Cira per pilotare l’assegnazione di appalti a sue aziende o a quelle da lui indicate. Tuttavia, senza la possibilità di utilizzare le intercettazioni, il processo non è potuto entrare nel merito delle accuse, con la sentenza di assoluzione che segue un precedente caso simile conclusosi sempre per inutilizzabilità delle intercettazioni.





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