Il prossimo 3 giugno al festival CinemAmbiente di Torino, presso il Cinema Massimo alle ore 17.45, sarà presentato ‘Averno’, un docufilm realizzato dal regista aostano Filippo Maria Pontiggia. Il film, con montaggio di Giulia Epifani e fotografia di Mara Godino, si concentra su un territorio ricco di fascino e mistero: i Campi Flegrei, situati a nord di Napoli.
Pozzuoli, cuore del cratere del più grande vulcano d’Europa, viene raccontata come una terra vivente che respira, si solleva e si abbassa, sospesa tra la vita e l’aldilà. Pontiggia descrive la zona come un luogo dove un’energia dormiente, pronta a risvegliarsi, diventa metafora di un magma sociale e politico sull’orlo dell’esplosione.
Il docufilm invita a riflettere sull’incertezza del futuro e sulla fragilità umana di fronte all’eternità, mostrando gli abitanti come spettri di calore in un paesaggio in continuo movimento, in cui terra, acqua e vapori narrano il ciclo infinito della vita. ‘Averno’ promette così di essere un viaggio intenso e poetico all’interno di un territorio unico al mondo, tra natura, storia e attualità.






Concordo in parte con quanto scritto sopra,ma penso che la fotografia sia forte e spesso la regia cerca di trasmette un ritmo lento ma persistente; alcune scene sembrano ripetute e si perde il filo narrativo, quindi non tutto è chiaro ma l’atmosfera resta molto suggestiva e stranamente inquieta.
Il film mi pare un discorso neutro,sopratutto suPozzuoli: la terra sembra vivente ma allo stesso tempo i personaggisono poco definiti e la voce narrante si perde in immagini che non sempre si collega al concetto; pero rimane un senso di attesa e mistero, come se il territorio parlassse ma non sempre si capisce cosa vuole dirci.