L’emergenza idrica che nelle ultime ore ha interessato le isole del Golfo di Napoli è approdata sul tavolo della Prefettura. Nella mattinata di oggi il prefetto Michele di Bari ha convocato una riunione urgente al Palazzo del Governo per fare il punto sulla situazione determinata dall’interruzione dell’alimentazione elettrica alla centrale di sollevamento idrico di Mugnano, impianto strategico per la distribuzione dell’acqua verso Ischia e Procida.
Al vertice hanno preso parte rappresentanti della Regione Campania, del Comune di Marano di Napoli, di Enel e-distribuzione, dei Vigili del Fuoco e dell’Asl Napoli 2 Nord.
Due guasti alla rete elettrica
Nel corso dell’incontro, i tecnici di Enel e-distribuzione hanno spiegato che il disservizio è stato causato da due distinti guasti all’impianto elettrico, che hanno compromesso il funzionamento della centrale di sollevamento di Marano di Napoli, determinando una drastica riduzione della portata idrica diretta alle isole.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, il primo guasto è in fase di risoluzione e dovrebbe essere eliminato nell’arco di circa un’ora e mezza. Per il secondo intervento, invece, i tempi stimati sono di circa quattro ore.
La Regione: “Distribuzione dell’acqua subito dopo il ripristino”
La Regione Campania ha rassicurato i presenti, spiegando che una volta ripristinata la piena alimentazione elettrica la distribuzione dell’acqua tornerà rapidamente ai livelli ordinari, consentendo di superare l’emergenza senza ulteriori criticità.
Ospedali sotto osservazione
Particolare attenzione è stata dedicata alla tenuta delle strutture sanitarie delle isole.
L’Asl Napoli 2 Nord ha comunicato che gli ospedali dell’isola d’Ischia dispongono di una riserva idrica sufficiente per circa dodici ore, mentre il presidio ospedaliero di Procida può contare su un’autonomia stimata di sette ore.
Pur considerando compatibili tali margini con i tempi previsti per la riparazione dei guasti, Prefettura, Regione Campania e Vigili del Fuoco hanno predisposto un piano di emergenza per garantire, se necessario, l’approvvigionamento idrico alternativo alle strutture sanitarie, così da assicurare la continuità dei servizi assistenziali fino al completo ritorno alla normalità.









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