Comune di Arzano sotto la lente della Corte dei conti

La Sezione regionale di controllo per la Campania ha approfondito lo stato dell'arte del piano decennale del Comune. Rilevando una massa passiva di quasi 14 milioni di euro, e criticità storiche sulla riscossione.

Arzano – I conti del Comune di Arzano restano sorvegliati speciali. La complessa e delicata partita del risanamento finanziario dell’ente locale campano è tornata al centro del dibattito istituzionale in occasione dell’adunanza pubblica della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Campania.

L’udienza ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto sull’effettiva tenuta del piano di riequilibrio finanziario pluriennale (PRFP) adottato dall’amministrazione, un percorso progettato sulla lunga distanza per traghettare il municipio fuori dalle secche del predissesto.

Le origini del percorso e la massa passiva

La vicenda affonda le sue radici nell’autunno del 2022, quando il Consiglio comunale di Arzano aveva deliberato l’adesione alla procedura prevista dall’articolo 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), lo strumento pensato dal legislatore per gli enti che registrano squilibri strutturali di bilancio tali da rischiare di provocare il dissesto finanziario. A quella prima fase è seguita, nel dicembre dello stesso anno, l’approvazione formale di un piano di durata decennale (2022-2031).

Al centro della pianificazione economico-finanziaria spicca una massa passiva complessiva quantificata in 13.867.045,98 euro. Questa imponente cifra non rappresenta una voce unica, ma è il risultato della somma di diversi fattori critici emersi nel corso degli anni:

I debiti fuori bilancio, stimati in oltre 4 milioni di euro (esattamente 4.086.694,59 euro) al netto delle coperture già previste e delle riduzioni concordate con i creditori.

L’adeguamento del Fondo rischi contenzioso, per una quota considerevole pari a 6.056.630,06 euro, calcolata sulla base di metodologie interne adottate dalla giunta.

Il disavanzo derivante dalla revisione straordinaria dei residui attivi e passivi ex articolo 243-bis del TUEL, quantificato in 3.723.721,33 euro.

A fronte di tali passività, l’ente ha scelto una durata di dieci anni (rispetto ai quindici massimi teoricamente consentiti dal rapporto con le spese correnti del Titolo I dell’ultimo rendiconto approvato), programmando un cronoprogramma di rientro scalato anno per anno fino al 2031.

Il giudizio del Ministero e il nodo della riscossione

Il cammino del piano non è tuttavia privo di ostacoli, come evidenziato dalla complessa istruttoria condotta dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali presso il Ministero dell’Interno. Nella relazione trasmessa alla Corte dei conti, l’organo ministeriale ha espresso un giudizio di compatibilità “parziale”, sottolineando come il piano appaia solo in parte in linea con i requisiti normativi e con le linee guida contabili.

Il vero tallone d’Achille per il Comune di Arzano, secondo quanto emerge dai rilievi istruttori, risiede nelle croniche difficoltà di riscossione delle entrate proprie. La Commissione ha evidenziato che una gestione più efficiente e regolare della riscossione delle imposte e delle tasse locali avrebbe potuto non solo prevenire il ricorso alla procedura di riequilibrio, ma costituisce oggi l’architrave imprescindibile su cui l’ente dovrebbe reggere l’intero percorso di risanamento. Senza un deciso incremento delle capacità di incasso, il rischio è che le previsioni di entrata rimangano sulla carta, compromettendo l’equilibrio dei flussi di cassa.

Le leve di risanamento e le prospettive future

Per invertire la rotta, l’amministrazione comunale ha puntato su un mix di interventi strutturali e di manovre fiscali. Tra le misure individuate nel piano figurano l’incremento dell’addizionale comunale IRPEF, un potenziamento delle attività di contrasto all’evasione tributaria, l’aumento dei proventi legati alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, la riscossione dei crediti vantati verso la società partecipata Artianum e una generale politica di contenimento e razionalizzazione della spesa corrente, unita alla riduzione dei margini di accantonamento non più necessari.

I dati storici e le evoluzioni registrate fino all’esercizio 2024 mostrano un ente che continua a muoversi in un perimetro di forte attenzione contabile, classificandosi come strutturalmente deficitario pur registrando lievi miglioramenti in alcuni parametri di bilancio.

Il monitoraggio costante da parte della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti servirà ora a verificare se le azioni correttive promesse dall’amministrazione comunale sapranno tradursi in fatti concreti, garantendo ad Arzano non un semplice rinvio dei problemi, ma una duratura e solida stabilità finanziaria per il futuro della comunità locale. Il controllo della magistratura contabile sarà semestrale.

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