Il trapianto sbagliato

Caso Domenico, la Procura di Napoli deposita gli atti: al via la discovery dell’indagine

L'avvocato della famiglia: "Un momento cruciale". Rinviato al 21 maggio l'interrogatorio per l'accusa di falso in cartella clinica.
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La Procura di Napoli ha disposto la discovery dell’intera documentazione relativa al procedimento penale sulla scomparsa di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore. La decisione dei magistrati permette ai sette indagati per omicidio colposo e alla famiglia del piccolo di esaminare tutti gli elementi raccolti dai Carabinieri del Nas.

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L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Il provvedimento si è reso necessario nell’ambito dell’incidente probatorio, iniziato lo scorso 3 marzo, per consentire ai periti nominati di avere una visione completa del fascicolo.

La documentazione desecretata

La notifica alle parti rappresenta un passaggio determinante per il prosieguo dell’iter giudiziario. “È un momento importante dell’inchiesta e per la famiglia Caliendo”, ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori del bambino.

La chiusura del segreto istruttorio su questi documenti permetterà l’analisi di elementi centrali per la ricostruzione dei fatti. Tra questi, spiccano i video relativi alle fasi del trapianto effettuato nella sala operatoria del Monaldi e i verbali delle sommarie informazioni testimoniali rilasciate dalle persone informate sui fatti.

I contorni della vicenda

L’inchiesta mira a fare piena luce sul delicato intervento cardiochirurgico a cui il piccolo paziente è stato sottoposto il 23 dicembre dello scorso anno. L’operazione non ha avuto l’esito sperato e il bambino è deceduto circa due mesi più tardi.

L’obiettivo degli accertamenti tecnici e delle valutazioni peritali è quello di verificare l’esatta dinamica clinica e accertare o escludere eventuali profili di responsabilità nella gestione sanitaria del paziente pediatrico, garantendo la massima trasparenza sull’accaduto.

Il filone sulle cartelle cliniche

Parallelamente all’indagine principale, procede anche il procedimento relativo a presunte irregolarità nella documentazione medica. Il reato di falso in cartella clinica è contestato al cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, Guido Oppido, e alla sua vice, Emma Bergonzoni.

L’interrogatorio davanti al Giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino, originariamente previsto a breve, è stato rinviato al 21 maggio. Si tratta di un ulteriore tassello di una complessa attività d’indagine che, nei prossimi giorni, potrebbe vedere i magistrati impegnati nell’ascolto di alcuni dei sette indagati.

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Commenti (1)

mi sembra una cosa importante che i documenti sianosono aperti ma restano ancora tante domande non chiar e i magistrat i dovran fare chiarezza, la famiglia ha bisogno di rispost e concrete, i periti deve vedere tutto per capirre le dinamiche cliniche e valutare eventuali responsabilitá

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