Arte e protesta

Napoli, su un terrazzo spunta murale contro overtourism e speculazione immobiliare





A Montesanto l’opera dello street artist Nino: «Le mani degli speculatori sulle case dei napoletani». Nel mirino affitti brevi e gentrificazione
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Un murale per denunciare una città che cambia volto troppo in fretta, spinta dal turismo e dalla speculazione immobiliare. A Napoli, nel quartiere Montesanto, lo street artist Stefano Cammarota, conosciuto come Nino, ha realizzato un’opera dal titolo eloquente: «Le rendite, le mani degli speculatori sulle case dei napoletani».

L’intervento artistico campeggia su un terrazzo panoramico dello Scugnizzo liberato, spazio sociale che ospita attività educative e ricreative autofinanziate per i giovani del quartiere. Un luogo simbolico, scelto non a caso per un’opera che si inserisce nel dibattito sempre più acceso sull’overtourism, la gentrificazione e la crescente difficoltà di accesso alla casa.

Nel murale due ragazzi sono raffigurati a bordo di un aereo in arrivo su Napoli, mentre ai lati si allungano mani che cercano di spalancare una porta, contrastate da altre che tentano di tenerla chiusa. Un’immagine potente che racconta la pressione degli interessi economici sul tessuto urbano e sociale della città.

L’opera si lega all’attività della rete Diritto all’abitare, che da tempo denuncia gli effetti della turistificazione incontrollata. «Nino Cammarota è uno street artist che ha sostenuto nel tempo le attività della campagna Resta Abitante nella denuncia degli effetti di una turistificazione non regolamentata sul diritto alla casa e sulla tutela dell’ambiente», si legge nella nota diffusa dalla rete.

Il nodo resta quello della trasformazione del mercato immobiliare, sempre più orientato verso gli affitti brevi. «La speculazione immobiliare sulla città si traduce nei fatti in una moltiplicazione negli ultimi anni del 600% degli sfratti esecutivi», denuncia ancora il comunicato, parlando di un segnale d’allarme che, secondo gli attivisti, non ha ancora ricevuto risposte adeguate.

Il murale diventa così non solo un’opera d’arte, ma un manifesto visivo che porta al centro della scena urbana una questione sempre più urgente: il diritto a restare in città, in equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della comunità residente.

In breve

Un murale per denunciare una città che cambia volto troppo in fretta, spinta dal turismo e dalla speculazione immobiliare.

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Commenti (1)

Mi pare un opera che prova a mostrà il cambiament, pero la discussione resta vaga molte cose non è chiar: i residenti non volevano partir,e ma le mani degl speculatori gia apron porte e palazz i. Certo ci vole piu dialoghi e documenti, e non solo murali.

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