Crescono dentro la camorra, imparano presto le sue regole e finiscono per riprodurle come un destino già scritto. È questo il quadro che emerge dall’operazione condotta questa mattina dalla Squadra mobile di Caserta, nell’ambito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul gruppo criminale attivo a Santa Maria Capua Vetere. In manette sono finiti tre minorenni, protagonisti, secondo gli inquirenti, di un percorso criminale iniziato in famiglia.
A spiegare il contesto è stata la procuratrice per i minorenni di Napoli, Patrizia Imperato, che durante la conferenza stampa ha parlato apertamente di “imprinting familiare”. Un’espressione che fotografa una realtà nota ma ancora drammaticamente attuale: i ragazzi arrestati non si sarebbero limitati a gravitare attorno all’ambiente criminale, ma partecipavano in modo diretto alle attività portate avanti dal nucleo familiare, assorbendone linguaggi, ruoli e comportamenti.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre giovani erano coinvolti nello spaccio di sostanze stupefacenti, muovendosi con disinvoltura tra droghe leggere e sostanze più pesanti come crack e ketamina. Un’attività che, per gli investigatori, dimostra non solo una precoce esposizione al crimine organizzato, ma anche una piena integrazione nelle dinamiche operative del gruppo. A loro carico viene contestato anche il porto di armi, elemento che rafforza il quadro di una criminalità giovanile sempre più strutturata e violenta.
L’inchiesta riporta al centro dell’attenzione il tema della trasmissione ereditaria della camorra, dove il contesto familiare diventa il primo luogo di addestramento criminale e l’alternativa alla legalità appare assente già in età adolescenziale. Un fenomeno che, come sottolineano dalla Procura minorile, pone interrogativi profondi non solo sul piano repressivo, ma anche su quello sociale ed educativo, in territori dove il clan continua a rappresentare un modello di appartenenza e di potere.
Maxi-furto da 8,5 milioni: sventato il colpo del secolo sui farmaci salvavita del gruppo Nefrocenter
Ercolano - Un piano studiato nei minimi dettagli, un bottino potenzialmente milionario e una corsa contro il tempo per evitare che farmaci vitali finissero nel "buco nero" del mercato clandestino. È stata battezzata come una delle più brillanti operazioni degli ultimi tempi quella condotta dai Carabinieri della Tenenza di Ercolano, coordinata dal pm Gennaro Damiano della…
Finto autotrasportatore e targa clonata per sottrarre medicinali destinati ad Alzheimer e sclerosi multipla. Recuperata l’intera refurtiva in un capannone a Casalnuovo: tre denunciati, indagini in corso su eventuali complici. Il colpo: quattro bancali spariti in poche ore Una truffa da film anni Ottanta, con un piano studiato nei dettagli e un bottino da capogiro.…
Nelle prime ore della mattinata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare presso l'Istituto Penale Minorile di Nisida, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli. L'ordinanza riguarda un minorenne italiano residente in provincia di Caserta, indagato ai…
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ preoccupante vedere come i minorenni siano coinvolti in attività criminali sin da giovani. Dovremmo riflettere sul ruolo delle famiglie e su come la società può intervenire per prevenire questi fenomeni così gravi e complessi.