Cinema italiano inl utto

È morta Fiorenza Marchegiani, fu Marta in ‘Ricomincio da tre’ di Troisi

Nel 1981 Massimo Troisi la volle in Ricomincio da tre: il suo personaggio, un’infermiera fiorentina emancipata e aspirante scrittrice, è al centro della storia sentimentale di Gaetano.

È morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani, attrice nata a Osimo nel 1953 e protagonista di una lunga carriera tra teatro, cinema e televisione. A ricordarla è stata anche la sindaca di Osimo Michela Glorio, che sui social ha espresso il cordoglio della comunità e ha sottolineato il legame dell’attrice con la sua città d’origine.

Marchegiani aveva mosso i primi passi a teatro allo Stabile di Genova, recitando in opere di Ostrovskij e Goldoni sotto la regia di Luigi Squarzina. Dopo alcune esperienze televisive con la Rai, nel 1981 arrivò l’incontro destinato a segnare la sua carriera: quello con Massimo Troisi e con il suo esordio cinematografico, Ricomincio da tre.

Marta, la donna che cambia la vita di Gaetano

Nel film Marchegiani interpreta Marta, un’infermiera conosciuta da Gaetano nel centro di igiene mentale di Firenze. È una donna moderna, autonoma, schietta, con la passione per la scrittura. Il rapporto con il giovane napoletano diventa rapidamente il cuore sentimentale del film.

La scelta di Marchegiani si rivela particolarmente felice perché Marta non viene costruita come la classica protagonista femminile della commedia. Non è semplicemente la ragazza di cui Gaetano si innamora: è una donna capace di tenere testa alla sua timidezza, alle sue esitazioni e soprattutto alla sua irresistibile tendenza a complicare ogni situazione.

È proprio attraverso Marta che Troisi porta sullo schermo una comicità fatta non soltanto di battute, ma di silenzi, esitazioni, incomprensioni e piccoli cortocircuiti sentimentali. Una comicità che, come è stato osservato anche dalla critica, nasce spesso più dagli sguardi e dai tempi delle conversazioni che dalla battuta in sé.

«Quando c’è l’amore c’è tutto». «No, chella è ‘a salute!»

Uno dei primi momenti memorabili del rapporto tra Marta e Gaetano è proprio il dialogo sull’amore.
Marta sostiene: «Quando c’è l’amore c’è tutto». Gaetano, con la sua logica spiazzante, ribatte che no, quella è la salute.

È una gag apparentemente semplice, ma dentro c’è già tutta la filosofia di Troisi: prendere una frase fatta, apparentemente inattaccabile, e smontarla con una risposta laterale, ingenua solo in apparenza.
La comicità nasce dal modo in cui Gaetano si sottrae alle convenzioni del linguaggio sentimentale. Marta parla dell’amore come sentimento assoluto; lui risponde riportando tutto alla concretezza della vita quotidiana.

La frase di Lello che Gaetano prova a spacciare per sua

Un’altra delle scene più gustose arriva quando Marta chiede a Gaetano perché abbia lasciato Napoli.
Gaetano tira fuori la celebre frase: «Chi parte sa da cosa fugge ma non sa cosa cerca». È una delle battute che Lello gli aveva appena regalato.

Marta lo guarda e gli fa notare che sta parlando con le frasi degli altri. Gaetano, invece di ammettere l’evidenza, prova a capire come lei possa conoscere Lello. Quando lei gli spiega che la frase è di Montaigne, lui resta spiazzato.
È uno dei meccanismi comici più tipici di Ricomincio da tre: Gaetano vorrebbe apparire più profondo di quanto non sia, ma viene continuamente smascherato dalla realtà.

E Marchegiani, in queste scene, funziona proprio perché non cerca di sovrastare Troisi: gli lascia spazio, lo guarda, aspetta la risposta e diventa parte integrante del ritmo comico.

L’amore, la gelosia e il sospetto del tradimento

La relazione tra Marta e Gaetano procede tra momenti di tenerezza e continui equivoci. I due finiscono per vivere insieme e il rapporto diventa sempre più serio.

Ma è proprio quando sembra avere raggiunto un equilibrio che arriva la crisi.
Marta sta scrivendo un romanzo e racconta una storia di tradimento. Lello comincia a sospettare che dietro quelle pagine possa esserci qualcosa di autobiografico e cerca di mettere in guardia Gaetano. Lui, inizialmente, rifiuta categoricamente l’idea.

Quando Marta torna dopo alcuni giorni trascorsi a casa di un’amica, però, è lei stessa a manifestare una reazione di gelosia nei confronti di Jeanne, una donna che aveva mostrato interesse per Gaetano.
A quel punto il gioco si ribalta: Gaetano, insospettito dalla gelosia di Marta, le chiede se abbia avuto altri uomini dall’inizio della loro relazione.
La risposta è sì.

Il film passa così dalla commedia sentimentale alla crisi di coppia, mantenendo però intatto il registro ironico. Troisi costruisce il personaggio di Gaetano come un uomo che vorrebbe avere certezze ma finisce continuamente dentro situazioni che non sa gestire.

Il finale: il bambino e il dubbio che travolge Gaetano

Il rapporto tra Marta e Gaetano arriva al suo momento più surreale quando lei gli comunica di essere incinta.
La notizia dovrebbe rappresentare il coronamento della loro storia. Ma c’è un problema: Marta non è sicura che

Gaetano sia il padre.
È qui che Troisi porta all’estremo il suo modo di fare comicità: Gaetano non reagisce con la drammaticità che ci si aspetterebbe, ma comincia a ragionare persino sul nome del bambino.
«Massimiliano?» propone Marta.

Gaetano boccia immediatamente l’idea e cerca alternative, arrivando a discutere tra i nomi Massimiliano e Ugo.
È una delle scene più celebri del film proprio perché, dietro la gag, c’è l’intero personaggio di Gaetano: un uomo che davanti alla più grande incertezza della propria vita prova comunque a controllare ciò che può, persino il nome del bambino.

Da Troisi alla televisione: una carriera lunga oltre Marta

Dopo Ricomincio da tre, Fiorenza Marchegiani continuò a lavorare tra cinema, televisione e teatro.
Nel 1982 arrivarono Delitti, amore e gelosia e Scusa se è poco, seguiti negli anni da altri lavori cinematografici come Notturno, D’Annunzio, Via Paradiso e Luisa, Carla, Lorenza e… le affettuose lontananze. La sua filmografia comprende anche La moglie ingenua e il marito malato, Portagli i miei saluti – Avanzi di galera, Racket, Voglio stare sotto al letto, Natale a New York e La seconda volta non si scorda mai.

È però soprattutto la televisione a diventare una parte importante della sua carriera. Nel 1999 entra nel cast di Vivere, interpretando Letizia Visconti Gherardi; successivamente lavora in Incantesimo. Nel 2009 è in Distretto di Polizia, nel 2011 in Un amore e una vendetta e dal 2012 al 2015 interpreta Livia Monforte ne Le tre rose di Eva.
Ma per il pubblico che ha amato Massimo Troisi il suo volto resterà inevitabilmente legato a Marta.

Quel primo Troisi che cambiò la commedia italiana

Ricomincio da tre, uscito nel 1981, non fu soltanto il debutto cinematografico di Troisi: fu anche il suo esordio alla regia. Il film ottenne due David di Donatello e quattro Nastri d’Argento e impose una comicità nuova, lontana dalla macchietta e dal folklore più tradizionale.

In questo universo Fiorenza Marchegiani ebbe un ruolo tutt’altro che marginale. Marta è la donna davanti alla quale Gaetano può finalmente misurarsi con la vita adulta, con l’amore, con la gelosia e con la possibilità di diventare padre.

E gran parte della forza del film nasce proprio dai loro dialoghi: Troisi porta in scena un uomo che non riesce mai a dire esattamente ciò che vorrebbe; Marchegiani interpreta una donna che, invece, sembra sapere molto bene cosa vuole.

È da questa distanza che nasce una parte della comicità più bella di Ricomincio da tre. E oggi, ricordando Fiorenza Marchegiani, è impossibile non tornare a quel 1981, a quella Marta e a quel giovane Gaetano che, con un sorriso, un’esitazione e una frase lasciata a metà, stavano cambiando per sempre la commedia italiana.

RIPRODUZIONE RISERVATA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA