I clan di Secondigliano controllavano la piazza di spaccio al Royal Residence a Castel Volturno: 11 arresti

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Giuseppe Del Gaudio
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Nella prima mattina di oggi i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere che hanno portato in cella 11 persone, due delle quali erano minorenni al tempo dei fatti.

Il G.I.P. del Tribunale di Napoli e quello del Tribunale per i Minorenni hanno firmato i provvedimenti su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, scoprendo un’organizzazione che aveva trasformato un residence di Castel Volturno in una piazza di spaccio a cielo chiuso, replicando le tattiche criminali di Scampia-Secondigliano.

L’indagine, partita nella seconda metà del 2023 dopo un incendio doloso in un appartamento del «Royal Residence», ha ricostruito un sistema di controllo militare del territorio che teneva in scacco decine di famiglie. Il complesso residenziale, situato nel Villaggio Coppola Pineta Mare, è diventato il teatro di un esperimento criminale: portare le regole della camorra napoletana in un’area fino a oggi considerata feudo storico dei casalesi.

Le indagini hanno accertato che la banda, composta da pregiudicati originari di Secondigliano, aveva installato una vera e propria rete di sorveglianza sui dieci piani dell’edificio. Vedette appostate sui balconi controllavano ogni movimento, creando sbarramenti e percorsi obbligati per chiunque entrasse o uscisse dalla struttura.

L’hall del residence fungeva da baricentro dell’attività, trasformata in un mercato aperto h24 dove si compravava e si vendeva droga senza alcun ritegno.

Il gruppo non agiva da solo. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione aveva ricevuto una specifica «autorizzazione» a operare da esponenti del clan dei casalesi, fazione Bidognetti, che da anni controllano il territorio di Castel Volturno.

Questo patto ha permesso ai napoletani di insediarsi nel residence, pagando il pizzo in cambio della libertà di spacciare. Un matrimonio di convenienza che ha fatto convergere due poteri criminali diversi sullo stesso obiettivo: il controllo assoluto del Villaggio Coppola.

La violenza è stata il cemento di questo sistema. Oltre all’incendio iniziale, intimidatorio e dimostrativo, gli investigatori hanno documentato pestaggi sistematici commissionati dai capi del gruppo per «educare» dipendenti, clienti e condomini alla più cupa omertà. L’amministratore del residence è stato preso di mira con atti incendiari, mentre un cittadino polacco è stato gambizzato con un’arma clandestina modificata, punizione per aver violato le regole non scritte del sodalizio. Ogni episodio serviva da monito, ogni aggressione rinsaldava il terrore.

Oggi il «Royal Residence» può finalmente respirare. Le famiglie che da mesi vivevano in ostaggio, costrette a subire il traffico di droga e la violenza come unico scenario quotidiano, vedono sgretolarsi il potere che le teneva inchiodate dentro le proprie case. L’operazione dei Carabinieri ha smantellato non solo una piazza di spaccio, ma un modello di controllo criminale che rischiava di esportare la piazza di spaccio chiusa in altre aree della Campania.

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Giuseppe Del Gaudio

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