Fermato un uomo di 57 anni. la lite nata per vecchie ruggini legate a pagamenti al consorzio. L'arma si è inceppata e l'uomo è stato bloccato dai presenti


È di 3 morti e 4 feriti, di cui alcuni gravi il bilancio della sparatoria avvenuta questa mattina in via Monte Giberto, in zona Fidene a Roma.
Le tre vittime decedute sono tutte donne. La sparatoria avvenuta nel corso di una riunione di condominio. L’uomo, un 57enne, che avrebbe fatto fuoco è stato fermato.
E’ stato fermato l’uomo che ha fatto irruzione durante una riunione, nella sala attigua a un bar, esplodendo alcuni colpi d’arma da fuoco. Alcune persone sono rimaste ferite.
Antiche ruggini condomiali per la gestione del Consorzio. Sarebbe questo il motivo alla base della sparatoria che ha visto vittime tre donne a Roma. Una lite avvenuta nel corso di una riunione tra condomini.
La sparatoria in cui sono state uccise stamattina tre donne a Roma e’ l’epilogo sanguinoso di vecchi contrasti tra condomini.Oggi si teneva una riunione per discutere di alcuni aspetti relativi alla gestione delle abitazioni di un consorzio edilizio nel quartiere Nuovo Salario. Per la riunione condominiale era stata presa in affitto la sala di un bar di via Monte Giberto, dov’e’ avvenuta la sparatoria.
Sono quattro le persone trasportate in ospedale dopo la sparatoria avvenuta nei pressi di un bar questa mattina a Roma. Si tratta di due donne e un uomo feriti dai colpi di arma da fuoco, e di un altro uomo che e’ stato colto da malore.
E’ entrato nella sala, ha chiuso la porta, ha urlato ”vi ammazzo tutti” e ha iniziato a sparare. E’ la testimonianza di una donna presente alla riunione di un consorzio di condomini a Fidene nel corso del quale un uomo ha sparato, uccidendo tre donne e ferendone altre quattro.
“Era un consorziato conosciuto da tutti” e in passato aveva fatto minacce verbali. E’ quanto racconta una testimone della sparatoria si oggi a Roma. Claudio Campiti, il 57enne attualmente in stato di fermo, “avrebbe sparato contro il consiglio di amministrazione del consorzio – ha aggiunto la testimone -.
L’arma si è inceppata ad un certo punto ed è stato bloccato da alcuni consorziati che hanno anche sbloccato la porta. Io mi sono salvata perché mi sono messa sotto il tavolo e sono riuscita ad uscire a carponi dalla sala”, afferma la donna ancora sotto shock.
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