Napoli– Il conto alla rovescia è partito e la macchina organizzativa è già in piena attività. A meno di un anno dalle regate preliminari di settembre 2026, Napoli si prepara a vivere la sua grande avventura velica con la Coppa America 2027.
E il sindaco Gaetano Manfredi non usa giri di parole per descrivere il clima che si respira in città: «Tutto è in movimento, anzi c’è grande fermento».
A margine dell’evento ANSA “Italia innovativa”, il primo cittadino ha tracciato la road map degli interventi, a cominciare dal restyling del lungomare Caracciolo, il palcoscenico naturale su cui andrà in scena lo spettacolo sportivo. «I lavori saranno terminati nel mese di novembre», ha assicurato Manfredi, confermando il rispetto della tabella di marcia per uno dei cantieri simbolo della rigenerazione urbana targata America’s Cup.
Ma la sfida più grande, oltre alle infrastrutture, si chiama ospitalità. Con l’arrivo dei team internazionali, delle loro famiglie e di migliaia di appassionati da tutto il mondo, la pressione sul sistema ricettivo è destinata a salire. Un’onda che rischia di travolgere la sola capacità di Napoli, imponendo una strategia a più ampio respiro.
«Più ci avviciniamo all’evento e più crescerà la domanda di ospitalità», ha spiegato il sindaco, lanciando un messaggio chiaro all’intera area metropolitana. «Non ci si potrà limitare a Napoli: bisognerà distribuirsi anche sul resto del territorio, ad esempio le isole».
Un appello alla collaborazione, dunque, per trasformare l’evento sportivo in un’occasione di rilancio per l’intero Golfo. L’anteprima del settembre 2026 sarà il primo vero banco di prova. La città intanto si prepara. Con un obiettivo chiaro: farsi trovare pronta quando il mondo punterà gli occhi sul mare di Napoli.






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