Napoli si prepara a ospitare un progetto artistico unico nel suo genere: ‘Demersa Parthenope’, il primo nucleo del museo subacqueo della città, firmato dallo scultore Domenico Sepe. Le opere, collocate tra i 28 e i 35 metri di profondità al largo di Castel dell’Ovo, non sono solo sculture, ma testimonianze vive di un dialogo tra arte e natura. Realizzate in bronzo e alluminio, le dieci installazioni rappresentano Parthenope, figura simbolica e fondativa della città, reinterpretata in forme essenziali e contemporanee.
La vera innovazione del progetto risiede nella sua interazione con l’ambiente marino: acqua, sale, correnti e vita marina modificano lentamente le superfici delle opere, trasformandole nel tempo. Questo processo rende ogni scultura un’opera in continua evoluzione, dove la materia si trasforma sotto l’azione del mare, diventando parte integrante dell’arte stessa.
‘”Demersa Parthenope” è dunque un laboratorio culturale permanente che fonde mito, ricerca artistica e natura, proponendo un’esperienza immersiva e multisensoriale. Grazie alla collaborazione con Megaride Cantine Sommerse, il pubblico potrà visitare il museo subacqueo tramite immersioni guidate, esplorazioni con veicoli ROV e percorsi virtuali dedicati a scuole e istituzioni. Un modo innovativo per rendere accessibile un patrimonio nascosto sotto la superficie del mare, dove le sculture, scolpite dalla mano dell’uomo e dal mare stesso, raccontano una nuova storia di trasformazione e memoria.






Mi paice moltissimo l’idea del museo subacqueo, ma allo stesso temp o mi sembra un progeto da valutare con cura. Le sculture in fondo al mare si trasforma col tempo e il sale, perla cittá sara un segno, ma ci sono dubbi su sicurrezza, costi e l’accessibilita.