Napoli – Più che un’attesa, spesso è un’odissea. In Campania, dove i tempi della sanità pubblica per una visita specialistica o un esame diagnostico superano regolarmente i limiti di legge, i cittadini si scontrano con un muro di mesi di ritardo. Da oggi, però, c’è un’arma in più per far valere il proprio diritto alla salute: il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (06 9931 3409), già attivo per i diritti sul fine vita, estende il proprio servizio per guidare gli utenti nel labirinto burocratico delle liste d’attesa.
Al centro dell’iniziativa c’è uno strumento legale tanto potente quanto ignorato: il modulo di istanza per richiedere una soluzione alternativa quando l’ASL non garantisce la prestazione nei tempi stabiliti. Ogni ricetta medica di primo accesso riporta infatti una classe di priorità (Urgente, Breve, Differibile, Programmabile) a cui corrisponde un termine massimo di giorni. Se la struttura pubblica va oltre, il cittadino ha il diritto di chiedere che la prestazione venga eseguita in regime libero-professionale (intramoenia) pagando solo il ticket, con la differenza dei costi a carico dell’azienda sanitaria.
Un diritto che sulla carta esiste, ma che nei fatti resta un fantasma per la maggior parte dei pazienti campani, spesso rassegnati a pagare di tasca propria i privati o a rinunciare alle cure. «Un diritto non conosciuto rischia di non essere esercitato – spiegano dall’Associazione Luca Coscioni –. La complessità delle procedure e la difficoltà nel reperire informazioni chiare generano tempi incerti e confusione, impedendo ai cittadini di difendersi».
Il servizio telefonico è gratuito e funziona anche con un sistema di richiamata nel caso in cui le linee fossero occupate. Gli operatori guideranno l’utente passo dopo passo nella compilazione e nell’invio della richiesta formale alla propria ASL. Non solo: l’associazione ha aperto un canale di monitoraggio (info@associazionelucacoscioni.it) per raccogliere le denunce di inadempienza, con l’obiettivo di avviare azioni legali e tutele collettive contro i nodi mai sciolti della sanità regionale.





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