green pass



Chi e’ iscritto al Servizio sanitario nazionale ed e’ stato vaccinato all’estero contro il coronavirus, o che e’ guarito fuori dall’Italia, potra’ richiedere il Green pass se si trova sul territorio nazionale.

Lo stabilisce una circolare del ministero della Salute sulle modalita’ di rilascio delle certificazioni verdi Covid-19, che, per i cittadini italiani, riguarda anche i familiari conviventi, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al servizio sanitario.

Bisognera’ presentarsi nelle Aziende sanitarie locali di competenza territoriale, secondo modalita’ stabilite da Regioni e Province autonome, presentando documento di riconoscimento ed eventuale codice fiscale, oltre una serie di documenti, in formato cartaceo e/o digitale, redatti in lingua inglese e, per la Provincia autonoma di Bolzano in inglese o tedesco.

Nel caso i certificati prodotti siano in altra lingua, servira’ una traduzione giurata.  Coloro che sono stati vaccinati all’estero dovranno presentare un certificato vaccinale rilasciato dall’autorita’ sanitaria estera con i dati identificativi del titolare, quelli del vaccino, la data di somministrazione e quelli di chi ha rilasciato il documento (Stato, Autorita’ sanitaria).

Sono considerati validi per il Green pass, al momento, i vaccini Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson. Chi, invece, e’ guarito fuori dall’Italia dovra’ produrre un certificato di guarigione rilasciato dall’autorita’ sanitaria estera con dati identificativi del titolare, informazioni sulla precedente infezione da Sars-CoV-2 del titolare, con la data del primo tampone molecolare positivo, e i dati identificativi di chi ha rilasciato il documento.

Coloro che chiederanno il Green pass per aver completato il ciclo vaccinale con una sola dose dopo la guarigione dovranno presentare entrambi i certificati, che attestino immunizzazione superamento della malattia.

LEGGI ANCHE  Covid, tasso di positività scende all'1,27% in Italia

La documentazione presentata potra’ essere validata solo da personale medico. Nel caso all’estero si sia ricevuta solo la prima dose di vaccino, il Green pass potra’ essere chiesto solo se non siano gia’ scaduti i termini di validita’ stabiliti tenendo conto del tempo massimo per la somministrazione della seconda dose di quel vaccino: 42 giorni per quelli a mRna e 84 per AstraZeneca.

I servizi sanitari regionali saranno abilitati per l’accesso a una specifica funzionalita’ disponibile nel Sistema tessera sanitaria e l’amministratore di sicurezza locale del Sistema dovra’ provvedere ad abilitare il personale addetto. I dati sulle vaccinazioni effettuate all’estero e acquisite nel Sistema potranno poi essere resi disponibili alle Regioni di residenza dall’Anagrafe nazionale vaccini e confluiranno nella piattaforma nazionale-DGC per generare in automatico la certificazione verde.

Gli interessati potranno acquisirla tramite un codice di autorizzazione che sara’ inviato sulle loro email, via sms, dal sito www.dgc.gov.it o dall‘app Immuni in combinazione con la tessera sanitaria o, in mancanza, con quelli del documento d’indentita’ presentato al momento della richiesta, oppure tramite Spid.

Se il richiedente completera’ il ciclo di vaccinazione in un secondo momento in un punto vaccinale regionale, la seconda dose dovra’ essere registrata come tale nel sistema vaccinale regionale che trasmettera’ l’informazione all’Anagrafe nazionale vaccini.


Google News

Monti Lattari, ora i narcos hanno anche le piantagioni sotterranee: 2 arresti

Notizia precedente

Jacobs sarà il portabandiera azzurro nella cerimonia di chiusura dei Giochi di Tokyo

Notizia Successiva

Ti potrebbe interessare..


Ti potrebbe interessare..