Salute pubblica e prevenzione

Allergie alimentari e anafilassi, l’allarme degli esperti dopo il caso di Casoria

Siaip e Federasma: “Adrenalina tempestiva e informazione corretta possono salvare vite”. Richiamata l’attenzione sulla formazione di scuole, ristoratori e caregiver nella gestione delle emergenze allergiche
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l recente caso del sedicenne Adriano D’Orsi deceduto a Casoria, dopo aver consumato un gelato riaccende il dibattito sulle allergie alimentari e sulla gestione delle emergenze legate all’anafilassi. A intervenire è la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, che richiama l’attenzione sulla necessità di una corretta informazione scientifica e sulla formazione di tutte le figure che possono trovarsi ad affrontare situazioni di emergenza.

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Secondo gli specialisti, episodi di questo tipo devono rappresentare un momento di riflessione collettiva sull’importanza della prevenzione, della diagnosi tempestiva e della preparazione di personale scolastico, operatori della ristorazione, educatori, allenatori e familiari.

“L’anafilassi è un’emergenza tempo-dipendente”

A sottolinearlo è Gian Luigi Marseglia, presidente della Siaip e docente universitario, che evidenzia come il riconoscimento immediato dei sintomi e l’intervento rapido possano risultare decisivi.

“La preparazione e la tempestività possono fare la differenza”, spiegano gli esperti, ribadendo l’importanza di saper riconoscere i segnali di una reazione allergica grave e di utilizzare correttamente l’adrenalina autoiniettabile quando prescritta.

L’associazione ricorda inoltre che sono in corso iniziative nazionali per promuovere la cultura della prevenzione delle allergie alimentari all’interno delle scuole e nei servizi di ristorazione collettiva.

Le linee guida: adrenalina primo trattamento

Le più recenti raccomandazioni della World Allergy Organization e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology indicano l’adrenalina intramuscolare come trattamento di prima linea in caso di anafilassi.

Secondo gli specialisti, il ritardo nella somministrazione aumenta significativamente il rischio di conseguenze gravi. L’anafilassi, infatti, può evolvere rapidamente nel giro di pochi minuti e manifestarsi con difficoltà respiratorie, edema della glottide, calo della pressione arteriosa e perdita di coscienza.

A fare chiarezza è anche Pasquale Comberiati, che sottolinea come alcuni sintomi cutanei o gastrointestinali possano talvolta non comparire, rendendo ancora più importante il riconoscimento precoce dei segnali clinici.

“Mai sottovalutare una dichiarazione di allergia”

Gli esperti insistono anche sull’importanza della formazione nei contesti pubblici e scolastici. Per la Siaip, chi opera nella ristorazione o nelle comunità educative deve essere consapevole della potenziale gravità delle allergie alimentari e non sottovalutare mai le indicazioni fornite dalle persone allergiche o dalle loro famiglie.

Secondo i dati citati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, le allergie alimentari rappresentano una delle principali cause di anafilassi tra bambini e adolescenti. In Italia, negli ultimi vent’anni, si è registrato un aumento sia delle diagnosi sia degli accessi in pronto soccorso legati a reazioni allergiche severe.

L’invito a una comunicazione scientificamente corretta

Sul fronte della comunicazione pubblica interviene anche Mario Picozza, che invita a utilizzare termini appropriati quando si affrontano temi sanitari delicati.

Secondo Picozza, l’espressione “allergia al lattosio”, riportata in alcuni casi dai media, rischia di generare confusione tra allergia alimentare e intolleranza. Gli specialisti ricordano infatti che il lattosio può provocare intolleranze digestive, mentre le reazioni allergiche gravi sono legate alle proteine del latte e ai suoi derivati.

Per gli esperti, una comunicazione scientificamente accurata rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione e tutela della salute pubblica.

In breve

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