TUTTE LE CONDANNE

Stangata sul clan Amato-Pagano: quasi 400 anni di carcere per le nuove leve

Non è bastata la confessione ad alcuni boss per evitare pene severissime (fino a 16 anni). Svelato il sistema criminale tra racket, estorsioni "scolastiche" e gli stipendi ai vertici reclusi al 41 bis.
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Napoli –  Una stangata da quasi quattro secoli di carcere. È un colpo durissimo quello inferto dalla magistratura alle nuove leve del clan Amato-Pagano. Il Gup Federico Villano, al termine del maxi processo celebrato con rito abbreviato nell’aula bunker del Tribunale di Napoli, ha comminato pene per un totale di 391 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione a carico di 43 dei 54 imputati finiti alla sbarra dopo il maxi blitz della DDA del dicembre 2024. A tutti il gup ha applicato le attenuanti generiche.

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Le accuse andavano dall’associazione camorristica al traffico di droga, da sempre core business della consorteria tra Secondigliano, Melito, Mugnano e Arzano. La pena più alta è toccata a Luigi Diano, condannato a 16 anni di reclusione, seguito da Luciano De Luca (15 anni e 8 mesi) ed Enrico Bocchetti (15 anni e 4 mesi).

Il parziale flop della strategia difensiva

Hanno sperato fino all’ultimo in uno sconto ulteriore, ammettendo gli addebiti. Ben nove esponenti della nuova cupola avevano scelto la strada della confessione, una mossa strategica andata in scena nelle ultime battute del processo. Tra questi anche Debora Amato e proprio Enrico Bocchetti, il primo ad alzarsi in aula per confessare.

L’obiettivo era chiaro: accumulare i benefici dell’ammissione di colpa con lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. Una prassi ormai frequente tra le fila degli scissionisti che, tuttavia, ha arginato solo in parte la mole probatoria della Procura: per la 34enne Amato, ad esempio, il giudice ha comunque decretato una pena severa di 12 anni di carcere.

La leadership e il ruolo di Debora Amato

L’indagine ha tracciato l’organigramma perfetto della nuova cosca, costretta a riorganizzarsi dopo l’arresto dei capi storici. Dal 2021 la reggenza era nelle mani di figure di vertice strettamente legate per vincoli di parentela ai fondatori. L’accusa ha individuato il coordinamento iniziale in Gennaro Liguori (condannato a 14 anni), affiancato da Emanuele Cicalese (11 anni) e dallo stesso Bocchetti.

Importante il risultato dell’avvocato Massimo Autieri che ha ottenuto una condanna ad otto anni di carcere a fronte dei 12 richiesti della Procura per Emanuele De Stefano. Nel vasto collegio dei difensori figurano tra gli altri gli avvocati Leopoldo Perone, Spina, Senese e Genovese.

Spicca su tutti il ruolo di Debora Amato, figlia della celebre Rosaria Pagano e del compianto Pietro Amato. Sarebbe stata lei l’amministratrice delle casse del narcotraffico dopo la caduta di Liguori, prima di cedere il timone al marito Domenico Romano. Ad aiutarli, colonnelli fedelissimi schierati sul territorio come Carlo Calzone (13 anni e 4 mesi) e Maurizio Errichelli (13 anni e 4 mesi).

L’università del crimine e i business emergenti

Ma oltre ai nomi, l’inchiesta ha svelato i nuovi interessi del clan. Gli inquirenti hanno scoperchiato un sistema criminale in forte evoluzione, pronto a mettere le mani sul controllo delle aste giudiziarie e a infiltrarsi nel lucroso affare dei bonus fiscali. Un volto moderno della camorra che non dimenticava le radici: il racket. Le estorsioni venivano insegnate con metodo quasi accademico, in quella che gli investigatori hanno definito “un’università del crimine” in cui i veterani istruivano le giovani leve, persino minorenni, su cosa dire, come comportarsi e come incutere il giusto grado di terrore nelle vittime.

Telefoni in cella e “mesate” d’oro

Per mantenere il potere e il prestigio, però, un clan deve foraggiare i propri capi, specie se al 41 bis. L’impianto accusatorio ha confermato l’esistenza del sistema delle “mesate vip”. Come raccontato dal collaboratore di giustizia Salvatore Roselli, le casse del sodalizio sborsavano stipendi fissi da circa 8.000 euro al mese per i membri di spicco della famiglia (come Raffaele e Cesare Pagano, o Rosaria ed Elio Amato).

Denaro veicolato attraverso insospettabili incensurati e una rete capillare di donne e uomini della cosca. E a garantire le comunicazioni per l’introduzione di droga e ordini dietro le sbarre ci pensava un massiccio e sistematico utilizzo di cellulari occultati nelle carceri, oggi costato condanne durissime a chi pensava di poter comandare in eterno.

 Questo l’elenco delle condanne inflitte

DIANO Luigi: 16 anni

DE LUCA Luciano: 15 anni e 8 mesi

BOCCHETTI Enrico: 15 anni e 4 mesi

TUTINO Luigi: 14 anni e 8 mesi

LIGUORI Gennaro: 14 anni

CALZONE Carlo: 13 anni e 4 mesi

ERRICHELLI Maurizio: 13 anni e 4 mesi

AMATO Debora: 12 anni

CASO Carmine: 12 anni

GALLUCCI Gennaro: 12 anni

CICALESE Emanuele: 11 anni

PANDOLFI Antonio: 11 anni

DELLA GAGGIA Francesco: 10 anni e 8 mesi

MARRONE Antonio: 10 anni e 8 mesi

RICCIO Alfonso: 10 anni e 8 mesi

MANGIAPILI Vincenzo: 10 anni e 4 mesi

CAPASSO Raffaele: 10 anni

IACOMINO Rosario: 10 anni

FURIANO Pasquale: 9 anni e 4 mesi

SILVESTRI Stefano: 9 anni e 4 mesi

GRANDELLI Maurizio: 9 anni

SARNATARO Salvatore: 9 anni

PETITO Francesco: 8 anni, 10 mesi e 20 giorni

DE CICCO Alessandro: 8 anni e 8 mesi

TRONCONE Carlo: 8 anni e 8 mesi

DE STEFANO Emanuele: 8 anni

DIANO Gennaro: 8 anni

IMPARATO Vincenzo: 8 anni

PADREVITA Silvio: 8 anni

PEZZELLA Gaetano: 8 anni

SANGUINETTI Concetta: 8 anni

TUTINO Raffaele: 8 anni

VASTARELLI Arturo: 8 anni

ARUTA Giuseppe: 6 anni e 8 mesi

BARBIERI Raffaela: 6 anni e 8 mesi

RINALDI Francesco: 6 anni e 8 mesi

AMATO Monica: 5 anni

DE ROSA Domenico: 4 anni e 6 mesi

TARANTINO Nicola: 3 anni e 4 mesi

PUGLIA Alessandro: 3 anni

JEVREMOVIC Ilaria: 2 anni e 6 mesi

IRCO Vincenzo: 1 anno e 8 mesi

MARINO Gaetano: 1 anno e 8 mesi

 

(nella foto da sinistra Debora Amato, il marito Domenico Romano, Enrico Bocchetti, Luigi Diano e Arturo Vastarelli, Carlo Calzone e Maurizio Errichielli)

In breve

Napoli -  Una stangata da quasi quattro secoli di carcere.

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Commenti (3)

Mi pare sensato che la questione delle mesate vip mostri come i soldi girano, ma non capisco bene come son stat trovati i canali; le donne implicat e i minori addestrat descrivon un sistema ma servirebbe piu chiarezza nei procedur e nei documenti

Leggo che l’ universita del crimnele pare una cosa orrenda ma molto organizzat, insegnano estorsion come corso, e poi roba moderna come aste giudiziarie e bonus fiscale, tutto questo fa pensare che la camorra si reinventa ma le prove dovrebber esser ben circostanziate

Pare strano la sentanza sembra esagerat, i numri di anni fanno impressione ma manca spiegazion chiara su come e perchè certi ruoli son stati attribuiti; alcuni si son confessati per sconto ma l’effetto pratico no è stat quello che speravan, resta domande sulla prova

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