Il verdetto farsa

Caso Delli Carri, il gestaccio resta impunito dal Giudice Sportivo, ma per la Juve Stabia è una stangata

Cancellata per vizio di forma la segnalazione sul difensore del Monza. Per le Vespe arriva il danno oltre alla beffa: maxi inibizione per il ds Lovisa e per Gerbo, stop di un turno a Diakitè e multa alla società.
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Milano –  Il verdetto del Giudice Sportivo per le gare d’andata delle semifinali play-off di Serie BKT lascia dietro di sé una scia inevitabile di polemiche e amarezza in casa Juve Stabia. Sabato scorso, sul terreno del “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, il match contro il Monza era terminato con un tiratissimo 2-2, infiammandosi nel finale sia dentro che fuori dal campo.

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Oggi, con la pubblicazione del comunicato ufficiale firmato dal presidente Paolo Bedin e dal giudice Emilio Battaglia, per i campani la beffa sportiva si è trasformata in un pesante danno disciplinare.

Il “caso” Delli Carri: il cavillo salva il difensore

L’episodio chiave avviene al 43° minuto del secondo tempo. Il difensore del Monza, Filippo Delli Carri, si rende protagonista di un brutto gesto rivolto verso le tribune del Menti. Nonostante la Procura Federale avesse tempestivamente inviato una segnalazione formale tramite PEC, supportata dalle immagini televisive, il Giudice Sportivo ha dichiarato il ricorso inammissibile, scagionando di fatto il calciatore.

A blindare il difensore biancorosso sono stati due cavilli regolamentari:

Il vizio di forma: La segnalazione è stata considerata una “modalità non codificata” dall’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva, poiché la richiesta della Juve Stabia è stata mediata dalla Procura Federale anziché seguire i canali diretti previsti.

La natura del gesto: Secondo il giudice, il comportamento di Delli Carri non integra gli estremi della condotta violenta, gravemente antisportiva o blasfema non vista dal direttore di gara, unici casi in cui è consentito applicare la prova TV.

Mano pesante contro la Juve Stabia: Lovisa stop fino a luglio

Se il Monza incassa il colpo di spugna sul proprio tesserato, lo stesso non si può dire per la Juve Stabia, che subisce provvedimenti durissimi proprio in concomitanza con i concitati minuti finali di quel sabato pomeriggio.

Il direttore sportivo gialloblù, Matteo Lovisa, è stato punito con un’inibizione record fino al 31 luglio 2026. Secondo il referto, Lovisa sarebbe entrato sul terreno di gioco per rivolgere espressioni gravemente insultanti agli ufficiali di gara, atteggiamento poi reiterato con toni minacciosi all’interno degli spogliatoi a fine partita. Sanzione severa anche per Alberto Gerbo, inibito fino al 30 giugno 2026 per aver insultato la terna arbitrale nel tunnel che conduce agli spogliatoi.

Multe e squalifiche sul campo

Il conto presentato dal Giudice Sportivo alle Vespe non finisce qui. Sul piano prettamente agonistico, il difensore Salim Diakitè (già diffidato) salterà la decisiva gara di ritorno a causa di una squalifica per una giornata effettiva, rimediata per proteste. Cartellino giallo con diffida anche per il centrocampista Christian Pierobon e per Nicola Mosti.

Infine, la società di Castellammare è stata sanzionata con un’ammenda di 1.500 euro per il lancio di un accendino sul terreno di gioco da parte dei propri sostenitori (sanzione comunque attenuata grazie alla collaborazione del club). Una giornata decisamente amara per i colori gialloblù, che al ritorno a Monza dovranno compiere una vera e propria impresa sportiva, orfani di pedine fondamentali e con il peso di un verdetto che farà discutere a lungo.

In breve

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