In “Tears and lights”, il nuovo lavoro di Davide Mocini, il liuto rinascimentale e l’arciliuto si miscelano a strumenti moderni quali sintetizzatori e chitarre elettriche
I suoni ancestrali del liuto rinascimentale e dell’arciliuto si miscelano a sintetizzatori e chitarre elettriche nel nuovo lavoro di Davide Mocini: “Passages”.
Ascolta il brano: https://open.spotify.com/track/1N04EClHZwR6u8LnlPmr7v
Il giorno della scomparsa di Francesco Guccini è segnato anche dalle parole cariche di affetto di Roberto Vecchioni, che ricorda l'amico e collega con cui ha condiviso oltre mezzo secolo di musica, incontri e passioni. Per il cantautore milanese non ci sono dubbi: «Per me era il più grande cantautore». Ai microfoni dell'AGI, Vecchioni ripercorre…
Musicista eclettico (come liustista porta avanti un progetto solista e collabora con una miriade di orchestre e formazioni ed è session man sugli album di Esmeralda Sciascia, Filippo Gambetta, Luca Falomi e Tom Stearn), Davide Mocini torna con un nuovo lavoro dopo l’uscita dell’album “Tè della sera”, dove vestiva i panni del cantante e chitarrista.
«“Passages” si presenta come una serie di composizioni dedicate ai passaggi da una situazione ad un’altra. Suggestioni immaginate e composte per descrivere il modo in cui percepiamo le emozioni, lasciando che si trasformino attraverso di noi e risuonando in noi, come se fossimo noi il loro strumento musicale. “Passages” è stato composto nel 2020, in un periodo di isolamento forzato, in un particolare momento storico che tutti abbiamo vissuto. Tutti gli aspetti poco confortevoli di questa situazione ci hanno portato a un momento di introspezione e analisi. Da questa pausa, da questo silenzio obbligatorio, è nato il mio bisogno di descrivere musicalmente la situazione che stavo vivendo».
Si è spento questa mattina, all'età di 86 anni, Francesco Guccini, una delle figure più emblematiche, autorevoli e amate del panorama musicale e letterario italiano. L'artista si è spento nella sua storica casa di Pavana, borgo dell'Appennino pistoiese al confine tra Toscana ed Emilia, circondato fino all'ultimo dall'affetto della moglie Raffaella Zuccari, della figlia Teresa…
“Tears and Lights” è il primo estratto dall’album, un brano dove la malinconia del liuto danza coi suoni eterei del synth e si scontra, con prepotenza, contro l’aggressività delle chitarre elettriche, sporche, distorte, noise.
«“Tears and lights” è nata con l’idea di descrivere la storia di un amore finito, quando le illusioni cessano e le luci di una sala da cinema si accendono, dopo la fine del film».
Mixato e masterizzato da Claudio Scozzafava, il lavoro è in uscita per Aventino Music, dopo l’incontro fra il musicista e il chief dell’etichetta al Midem Festival di Cannes.









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