Smantellato il ‘Sistema Caprio’: 53 indagati per tangenti e appalti truccati a Caserta

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato la chiusura delle indagini per 53 persone coinvolte nel cosiddetto “sistema Caprio”, un’organizzazione accusata di corruzione e turbativa d’asta nel settore degli appalti pubblici.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Anna Ida Capone, ha messo in luce un cartello di imprese formalmente distinte, ma riconducibili ai fratelli Francesco, Luigi e Ubaldo Caprio, imprenditori edili originari di Casal di Principe.

Secondo gli inquirenti, il gruppo aveva come obiettivo l’aggiudicazione illecita di appalti pubblici in numerosi comuni della provincia di Caserta, tra cui Dragoni, Caiazzo, Santa Maria a Vico e il capoluogo Caserta, oltre che in altre zone della Campania, Molise e Irpinia. Il sistema prevedeva la manipolazione delle gare attraverso la corruzione di funzionari pubblici e la nomina di commissioni di gara compiacenti, con offerte pilotate presentate da società controllate dai fratelli Caprio tramite prestanome.

Tra gli indagati figurano imprenditori, professionisti, dipendenti e funzionari pubblici. Per 32 di questi la Procura ha richiesto misure cautelari, tra cui 13 arresti in carcere, 16 domiciliari e 3 divieti di dimora in Campania. Tuttavia, il Gip Mauro Bottone ha respinto queste richieste ritenendo insufficienti le esigenze cautelari a causa del lungo periodo trascorso dai fatti, risalenti agli anni 2019-2023. La Procura ha quindi presentato appello al Tribunale del Riesame di Napoli, in attesa di una decisione prevista per settembre.

L’inchiesta ha anche evidenziato la complicità di un carabiniere in servizio presso il Nucleo Investigativo di Caserta, che avrebbe avvisato i Caprio di una perquisizione del luglio 2022, permettendo loro di cancellare prove dai telefoni sequestrati. Non è stata tuttavia richiesta alcuna misura cautelare nei suoi confronti.

Questo caso rappresenta un duro colpo al fenomeno delle tangenti e delle gare truccate nella pubblica amministrazione locale, con ripercussioni significative sulla trasparenza e la legalità negli appalti pubblici della regione.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano