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I fatti del giorno

Strage della strada nel cuneese: Suv esce fuori strada, morti 5 ragazzi, altri 4 feriti

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Strage della strada nel cuneese: Suv esce fuori strada, morti 5 ragazzi, altri 4 feriti. Sul veicolo viaggiavano nove persone.

 

Un suv è uscito di strada in montagne nel Cuneese e cinque ragazzi sono morti. L’incidente, a quanto si apprende, è avvenuto nella notte nel comune di Castelmagno, vicino al rifugio Maraman. Il veicolo, con a bordo nove persone, è finito fuori strada, facendo un volo di circa 200 metri.

Cinque ragazzi fra cui quattro ragazzini dagli 11 ai 16 anni sono morti. Morto anche un ragazzo di 24 anni, alla guida di un Land Rover uscito di strada e precipitato in una scarpata. Nell’incidente sono rimasti feriti altri cinque ragazzi, di cui due in gravi condizioni, ricoverati in ospedale. Erano tutti residenti in provincia di Cuneo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, il soccorso alpino, il 118.

 

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Cronaca Napoli

Napoli, concerto di un neomelodico non autorizzato a Pianura: arriva la polizia

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pianura neomelodico

Napoli. Alle due circa di stanotte gli agenti del Commissariato Pianura sono intervenuti in via Vicinale Sant’Aniello dove era stato segnalato un concerto.

Gli agenti, nel piazzale antistante uno stabile da cui proveniva della musica e una voce maschile, hanno visto circa 200 persone assembrate intente ad intonare canzoni.
Poco dopo, hanno visto scendere dall’edificio un uomo che, tra la folla, è salito a bordo di un’auto per allontanarsi.

I poliziotti hanno accertato che l’uomo, un noto cantante neomelodico, si era esibito in forma privata presso l’abitazione di un fan in occasione della comunione di un bambino e che, durante l’esibizione, molte persone del quartiere si erano assiepate all’esterno per ascoltare la musica.

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Cronaca Napoli

Il cardinale Sepe: ‘L’attacco della camorra a Napoli più vile che mai’

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“L’attacco che la delinquenza continua a provare alla citta’ e’ piu’ vile che mai”.

Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, durante l’omelia per la solennita’ di San Gennaro, patrono della citta’. “Anche in questo tempo di crisi – ha affermato – il suo obiettivo e’ quello di trarre profitto, ad ogni costo, perpetuando un ricatto ancora piu’ odioso”. Il presule parla di “pericolo di ingerenza e inquinamento della malavita comune e organizzata, che tenta di accaparrarsi risorse destinate alla ripresa economica”. “Ma tenta anche – ha concluso – di assoldare proseliti attraverso incarichi delinquenziali o prestito di denaro”. “La violenza e’ un virus, continua a essere praticata in leggerezza e crudeltà. Le radici di questa violenza – ha affermato – vanno oltre il cumulo dei mali sociali che me favoriscono l’esplosione”.

“Penso – ha aggiunto – al male seminato da quanti continuano a rincorrere la ricchezza l’altra verso le illegalita’, l’affarismo, le truffe, l’egoismo, la prevaricazione, il potere non come servizio, ma come arma contro il bene comune”. “San Gennaro non è stato a guardare e ci ha accompagnato in questo tempo che ha sconvolto il mondo perché segnato dalla pericolosità di una terribile pandemia da coronavirus, che, purtroppo continua a essere una minaccia e ci impone restrizioni e stili di vita rigorosi e assolutamente necessari”. Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nel corso della sua omelia per le celebrazioni di San Gennaro, patrono della città, officiate in un Duomo semi deserto. “Ci siamo avvicinati a questa ricorrenza – ha spiegato il cardinale Sepe – con un’emozione tutta particolare che abbiamo visto crescere giorno dopo giorno”. “Abbiamo vissuto e stiamo vivendo – ha concluso – un tempo di prova e sofferenza non riconducibile a nessun altro triste evento che la nostra città e il nostro territorio hanno vissuto” e “abbiamo affrontato la prima parte di questa emergenza, testimoniando spirito di sacrificio, senso di responsabilità, compostezza e generosità”.

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