Terremoto sulla panchina

Napoli, Allegri a un passo. E la scelta divide anche i tifosi in Parlamento, tra entusiasmo e dubbi

Il possibile sbarco a Fuorigrotta del tecnico livornese accende il dibattito alla Camera tra l'entusiasmo del centrodestra e i dubbi del Movimento 5 Stelle
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La panchina del Napoli scotta ancora prima dell’annuncio ufficiale e l’imminente arrivo di Massimiliano Allegri alla corte di Aurelio De Laurentiis riesce nell’impresa di agitare persino le austere stanze del Parlamento italiano. In attesa del comunicato formale del club, il popolo azzurro si scopre profondamente spaccato tra le rassicurazioni dei risultatisti e le proteste dei giochisti, un dualismo che rimbalza identico nei corridoi della Camera dei Deputati attraverso un sondaggio d’opinione. L’allenatore toscano, ribattezzato da qualcuno sul web come «l’Acciughina ingiocabile», eredita una piazza bollente e si trova costretto a dover demolire lo scetticismo di una tifoseria che in larga parte avrebbe preferito l’ingaggio di Vincenzo Italiano per il dopo Conte. Tra i parlamentari tifosi si ripropone così la storica frattura calcistica tra chi esige lo spettacolo e chi, invece, bada esclusivamente alla concretezza del tabellino, considerando l’ex juventino una garanzia assoluta di stabilità grazie a un palmarès che vanta cinque scudetti consecutivi e due finali di Champions League.

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Sul fronte del centrosinistra si registra una cauta apertura di credito nei confronti del nuovo mister. L’eurodeputato del Partito Democratico Sandro Ruotolo preferisce mantenere i piedi per terra ma lancia un appello alla compattezza dell’ambiente: «Mi sembra l’unica scelta possibile dopo l’uscita di scena di Conte. Prima di pronunciarmi aspettiamo di vedere quale sarà la squadra, chi rimarrà e chi andrà via. Mi auguro tanto che Allegri ci stupisca con un gioco che ci faccia anche divertire. Anche si c’è molto scontento per la scelta, dobbiamo restare accanto alla squadra». Sulla stessa linea d’onda si attesta Arturo Scotto, capogruppo dem in commissione Lavoro, convinto che l’esperienza internazionale del tecnico sia l’arma ideale per navigare in Europa: «Il tecnico livornese ha la sufficiente esperienza e autorevolezza. Uno come lui conosce le competizioni europee: può farci solo bene». Più nostalgico appare l’esponente del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, che rimpiange il calcio champagne delle passate gestioni ma ammette il valore del pragmatismo toscano: «Gli allenatori toscani a Napoli hanno fatto mediamente bene. Personalmente preferisco il calcio di Sarri e Spalletti, ma di certo con Allegri si punta a vincere da subito qualcosa e almeno questo mi rassicura». Una visione condivisa dal compagno di partito e vicepresidente della Camera Sergio Costa, che punta tutto sulla fame di rivincita del mister: «Secondo me Allegri farà bene. È un pragmatico, uno esperto. Viene da una stagione complicata e avrà voglia di dimostrare tutto il suo valore. Credo che molto dipenda dalla capacità di prendersi con De Laurentiis. Se scatta la scintilla e dura il rapporto, penso che faranno belle cose assieme». La nota stonata nel campo largo arriva però dal deputato pentastellato Gaetano Amato, che boccia senza appello lo stile del tecnico e la sua gestione del materiale umano: «Non mi piace proprio questo Allegri. Non mi piace il gioco che fa, non mi piace perché ha poco occhio per i giovani. Credo che i nuovi allenatori debbano sempre di più tenere in conto i ragazzi, specialmente quelli italiani, perché sennò noi a livello di nazionale non cambieremo mai. Avrei preferito Italiano ad Allegri in realtà, ma fino ad ora dobbiamo anche dire che il presidente De Laurentiis non ha mai sbagliato un colpo. Vediamo se ci ha azzeccato anche stavolta».

Nel perimetro del centrodestra, al contrario, l’entusiasmo per lo sbarco di Allegri sotto il Vesuvio è quasi unanime, interpretato come un segnale di pura potenza societaria. Nazario Pagano, presidente forzista della commissione Affari costituzionali, promuove a pieni voti il carattere fumantino dell’allenatore: «Da tifoso del Napoli e del Pescara dico che Allegri mi piace, perché ha grinta e una grande esperienza, ovvero tutto quello che ci serve in questo momento. Certo, Massimiliano si incazza un po’ troppo ma questa è quella che noi chiamiamo cazzimma e resta un grande allenatore». Gli fa eco il collega di partito Francesco Maria Rubano, fondatore del gruppo parlamentare Diego Armando Maradona, che intravede una suggestiva connessione emotiva alla vigilia di una stagione storica per il club: «Ciò che mi colpisce di più non è l’allenatore vincente. È l’uomo che ieri ad esempio, ricevendo il premio Giovanni Galeone, si è commosso ricordando il suo maestro. Perché chi sa ancora emozionarsi per chi gli ha insegnato qualcosa, non ha perso il senso del calcio. E forse è proprio qui che il destino costruisce un ponte meraviglioso con Napoli. Galeone ha insegnato ad Allegri che il calcio è prima di tutto umanità. Diego ha insegnato a Napoli che il calcio può diventare eternità. A Napoli non si eredita il mito di Maradona. Lo si onora ogni giorno. Se Allegri riuscirà a capire questo, allora il suo viaggio sotto il Vesuvio sarà molto più di una semplice avventura sportiva. Sarà l’incontro tra una grande carriera e la storia più emozionante che il calcio abbia mai raccontato. E quest’anno ancora di più. Perché quello che sta per cominciare non è un campionato qualunque. È l’anno del Centenario. Cento anni di passione, di cadute e risalite, di sconfitte e trionfi. Cento anni di amore. Credo che Allegri possieda tutte queste caratteristiche per raccogliere una sfida tanto affascinante quanto impegnativa». Anche tra le fila di Fratelli d’Italia l’onorevole Gerolamo Cangiano, pur ammettendo una iniziale preferenza per altre soluzioni tattiche, si schiera a difesa del blasone del nuovo acquisto: «Allegri è una scelta di grande esperienza e solidità. Parliamo di un allenatore che conosce perfettamente le pressioni delle grandi piazze e che nella sua carriera ha dimostrato di saper vincere e gestire gruppi importanti. Quando arriva un allenatore del suo livello bisogna sempre avere rispetto e fiducia. Se dovesse riuscire a coniugare pragmatismo, equilibrio e qualità offensiva della rosa azzurra, potrebbe nascere un progetto molto competitivo». La chiosa finale spetta a Gianluca Cantalamessa, senatore della Lega e presidente del Napoli Club Parlamento, che applaude la strategia manageriale della presidenza azzurra: «È un grande allenatore che ha voglia di riscatto dopo la delusione rossonera, ha una maggiore esperienza nelle coppe rispetto a Conte, ci darà grandi soddisfazioni. Grande il presidente De Laurentiis: ogni volta che se ne va qualcuno da Napoli si pensa che finisce un’era, invece non è così. Adl dimostra che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile».

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