Pericolosa rivolta, con minacce agli agenti, nella Colonia penale di Is Arenas, in comune di . L’episodio si è verificato alcuni giorni fa ma la notizia è trapelata solo oggi: diversi detenuti di origine nord africana, tra cui quattro più facinorosi, spiegano Fns Cisl e la Fp Cgil, intorno alle 13 hanno iniziato ad inveire contro l’unico poliziotto presente servizio nella diramazione centrale. A nulla è valsa l’opera di persuasione adottata dal poliziotto, al quale i detenuti hanno indirizzato frasi offensive ed incitare gli altri detenuti a non rientrare il cella in segno di protesta. Accorso, il personale servizio ha cercato “insistentemente di riportare l’ordine ma il gruppo dei promotori continuava a minacciare gli agenti con urla, gesta minacciose e vessandoli con ogni sorta di insulto”.  Grazie all’intervento degli altri pochi poliziotti prontamente accorsi gli agenti sono riusciti a fatica a chiudere le celle riportando l’ordine. “Le colonie agricole – dice Giovanni Villa, segretario regionale della Fns Cisl – sono carceri di media sicurezza dove i detenuti rimangono per quasi tutto il giorno in luoghi aperti ed i controlli si fanno saltuariamente. Prima di essere assegnati alle colonie i detenuti devono essere scelta in base al percorso ‘senza macchie’ che ha seguito in altri penitenziari. Questo non significa che non bisogna tener conto della sicurezza e per farlo ci vogliono più poliziotti, più strumenti e mezzi adeguati”. “Quel che è accaduto è gravissimo, anche in relazione all’atteggiamento assunto da molti detenuti”, spiega il coordinatore regionale Fp Cgil Polizia penitenziaria Sandro Atzeni. “Nella sezione detentiva regolamentata dalla vigilanza dinamica, che permette ai detenuti di girare liberi buona parte del giorno e che per questo presenta livelli m tensione, con atteggiamenti provocatori verso i poliziotti di buona parte dei detenuti”. (Il 6 aprile scorso nella stessa colonia penale una decina di detenuti, fra i quali i quattro protagonisti dell’episodio dei giorni scorsi, avevano inscenato una protesta sbattendo suppellettili contro le porte blindate delle celle e minacciando sia i poliziotti che gli altri detenuti che non partecipavano alla ‘rivolta’. Ora i detenuti sono stati trasferiti in strutture detentive chiuse. “In questa struttura – conclude Atzeni della Fp Cgil – dove gli agenti di polizia penitenziaria quotidianamente rischiano la loro incolumità e si trovano costretti a gestire detenuti, riteniamo non più accettabile tale situazione”.



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