Villa Sora Rivela tesori inediti: affreschi unici

Un sito di straordinaria importanza storica e archeologica torna al centro dell’attenzione grazie alla campagna di scavi 2025–2026 condotta a Villa Sora, nel comune di Torre del Greco.
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Un sito di straordinaria importanza storica e archeologica torna al centro dell’attenzione grazie alla campagna di scavi 2025–2026 condotta a Villa Sora, nel comune di Torre del Greco. La giornata di studi, ospitata a Palazzo Vallelonga e organizzata nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, ha svelato dettagli sorprendenti su questo complesso residenziale di epoca tardorepubblicana e primo imperiale, noto per la sua posizione scenografica sul Golfo di Napoli e per il suo rango di villa di lusso senatoria e imperiale.

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Le ricerche, prima indagine sistematica sul sito dopo oltre trent’anni, sono state possibili grazie a un finanziamento di 150.000 euro del Ministero della Cultura e al supporto del Packard Humanities Institute, insieme al Comune di Torre del Greco. Coordinati scientificamente da Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, gli scavi hanno riguardato in particolare l’ambiente 22, un locale di circa 10 metri quadrati caratterizzato da una decorazione pittorica di eccezionale raffinatezza.

Tra le scoperte più rilevanti figurano numerosi frammenti di intonaco affrescato databili intorno al 50 d.C., con motivi decorativi che includono candelabri dorati animati da aironi e un soffitto ornato da ghirlande e figure mitologiche, tra cui spicca un raro ittiocentauro alato, rappresentato con grande dinamismo e attenzione ai dettagli di chiaroscuro.

Non meno importanti sono stati i reperti architettonici rinvenuti, come un capitello corinzieggiante in marmo bianco di pregevole fattura, insieme a tre cistae plumbee decorate, tutti elementi che indicano come la villa fosse in fase di lavori edilizi al momento della devastante eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Le indagini hanno altresì permesso di ricostruire la sequenza degli eventi distruttivi causati dalle colate piroclastiche, che provocarono il collasso delle strutture e delle coperture. Il progetto proseguirà con ulteriori campagne di scavo, finalizzate all’ampliamento dell’area indagata e alla realizzazione di nuovi percorsi di visita, per valorizzare sempre di più questo straordinario patrimonio archeologico.

Federica Colaiacomo ha sottolineato come l’apertura dei cantieri al pubblico e la condivisione immediata delle scoperte rappresentino un valore aggiunto per le Giornate Europee dell’Archeologia, confermando Villa Sora come un punto di riferimento imprescindibile per la storia antica del Golfo di Napoli.

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