Maxi frode al Superbonus: sequestrati crediti fiscali per oltre 560 milioni, 12 denunciati

Un’operazione della Guardia di Finanza di Siracusa ha portato alla luce una maxi frode legata al Superbonus, con il sequestro di crediti fiscali per oltre 560 milioni di euro.
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Un’operazione della Guardia di Finanza di Siracusa ha portato alla luce una maxi frode legata al Superbonus, con il sequestro di crediti fiscali per oltre 560 milioni di euro. L’indagine, condotta su disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa e in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Entrate e l’Agenzia delle Entrate, ha individuato un sofisticato sistema illecito che ha generato crediti fiscali fittizi collegati a lavori edilizi mai eseguiti.

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Al centro dell’inchiesta ci sono oltre 60 società distribuite su tutto il territorio nazionale, molte delle quali prive di una reale struttura operativa, senza dipendenti o sedi funzionali. Le frodi riguarderebbero interventi di riqualificazione su 22 condomini in diverse province italiane, tra cui Bergamo, Como, Macerata, Messina, Roma e Salerno.

Le indagini hanno accertato che gli immobili coinvolti esistono realmente, ma i lavori indicati sono stati eseguiti da imprese estranee al sistema fraudolento. Documenti e dati degli edifici sarebbero stati utilizzati senza il consenso di amministratori e proprietari. La gestione operativa delle pratiche è stata attribuita a due professionisti della provincia di Chieti abilitati alla piattaforma per la cessione dei crediti dell’Agenzia delle Entrate.

Sono oltre 2.000 le comunicazioni trasmesse che hanno permesso la creazione di crediti fiscali inesistenti nei cassetti fiscali delle società coinvolte. Dodici persone sono state denunciate con accuse che spaziano dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, riciclaggio e emissione di fatture false.

L’intervento tempestivo della magistratura e il blocco telematico disposto dall’Agenzia delle Entrate hanno impedito la cessione e monetizzazione dei crediti, evitando così un danno economico enorme per le casse dello Stato. Il principio di presunzione di innocenza resta valido fino a sentenza definitiva.

Questa operazione arriva a pochi mesi dalla dura critica della Premier Giorgia Meloni sul Superbonus, considerato uno dei fattori che hanno impedito all’Italia di ridurre il deficit pubblico sotto la soglia del 3%. Meloni aveva definito la misura introdotta dal Governo Conte II una “sciagura” che ha limitato le risorse disponibili per sanità, istruzione e sostegno ai redditi più bassi.

La scoperta della maxi frode riaccende così il dibattito politico ed economico sull’efficacia e i costi del Superbonus, ponendo nuovamente l’attenzione sulla necessità di controlli più rigorosi per prevenire abusi e garantire trasparenza nelle misure di sostegno all’edilizia.

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Commenti (1)

Questo fatto mi pare grave ma non so tutto, le informazion son confuse e parecchi detagli pare esserati sbagliati o inventati, si dovrebberò fare controlli piu’ stringenti e misure certe, ma non bisognava colpevolizzarre tuttti i beneficiari, il sistem è complesso e va riformat0, 560mioni dicono ma forseno dati errati

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