Napoli – Nuova e pesante offensiva dello Stato contro i vertici e i gregari del “clan della 167” di Arzano, consorteria criminale ritenuta la proiezione territoriale dello storico clan Amato-Pagano, i cosiddetti “Scissionisti” dell’area nord di Napoli. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo, Nicoletta Campanario, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare che vede coinvolte diciannove persone.
Per diciassette di loro si sono aperte le porte del carcere, anche se per molti la notifica del provvedimento è avvenuta direttamente in cella, essendo già detenuti a seguito di precedenti e recenti operazioni antimafia.
Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di accuse pesantissime: associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso e continuata, e usura.
Il nuovo business dello “strozzo” e il monopolio del pizzo
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli, è stata condotta sul campo dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna. I militari dell’Arma hanno scavato a fondo nelle dinamiche criminali arzanesi in un arco temporale compreso tra il 2021 e il 2022.
Accanto alle tradizionali attività illecite, come gli omicidi e il racket sistematico, gli inquirenti hanno scoperchiato un nuovo e fiorente filone investigativo: quello dell’usura. Un business redditizio che andava a strozzare ulteriormente il tessuto economico locale, già pesantemente compromesso dal raggio d’azione del sodalizio che imponeva, in regime di assoluto monopolio, il pizzo a commercianti e imprenditori di Arzano e dei comuni limitrofi.
I riscontri dei pentiti e la violenza interna
A blindare il quadro accusatorio delineato dai Carabinieri ci sono le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Le rivelazioni dei “pentiti”, sottoposte a rigorosi riscontri da parte degli investigatori, hanno permesso di ricostruire non solo la struttura gerarchica del gruppo, ma anche la sua particolare propensione alla violenza.
Una ferocia che, secondo quanto emerso dagli atti d’indagine, non veniva utilizzata soltanto all’esterno come strumento di coercizione e intimidazione contro le vittime del racket, ma anche come brutale metodo di regolamento dei conti interno alla consorteria: i contrasti e le disobbedienze tra affiliati venivano infatti puniti duramente attraverso violenti pestaggi punitivi.
L’elenco degli indagati
Di seguito l’elenco dei diciannove soggetti destinatari del provvedimento giudiziario
MONFREGOLO Giuseppe, nato a Napoli il 12.03.1988, residente ad Arzano, detenuto;
MONFREGOLO Mariano, nato a Napoli il 30.12.1982, residente ad Arzano, detenuto;
MONFREGOLA Raffaele, nato a Napoli il 11.10.1976, residente ad Arzano, detenuto;
ROMANO Salvatore, nato a Napoli il 05.05.1992, residente ad Arzano;
PESCATORE Davide, nato a Napoli il 09.02.1983, residente ad Arzano;
GAMBINO Angelo Antonio, nato a Napoli il 30.11.1993, residente ad Arzano;
ALTERIO Gennaro, nato a Monaco (EE) il 22.12.1992, residente ad Arzano, detenuto;
GENTILI Franco Marco, nato a Napoli il 01.03.1998, residente a Casandrino;
LUPOLI Salvatore, nato a Napoli il 27.07.1994, residente ad Arzano;
ALTERIO Antonio, nato a Napoli il 27.10.1994, residente ad Arzano;
PISCOPO Raffaele, nato a Napoli il 27.01.2001, residente ad Arzano;
BUSSOLA Salvatore, nato a Napoli il 05.09.2001, residente ad Arzano;
D’ARIA Mario (inteso “Marittiello”), nato a Napoli il 09.01.1991, residente ad Arzano, detenuto;
BUSSOLA Giuseppe, nato a Napoli il 26.10.2001, residente ad Arzano;
RUSSO Domenico (inteso “’o mussuto”), nato a Napoli il 28.11.1989, residente ad Arzano, detenuto;
ARUTA Fabio, nato a Napoli il 23.09.1990, residente in Melito di Napoli;
ALTERIO Raffaele (inteso “’o sceriffo”), nato a Napoli il 29.05.1989, residente ad Arzano, detenuto;
MEROLLA Vincenzo Pio, nato a Napoli il 06.03.2003, residente in Castel Volturno;
ATTRICE Francesco, nato a Casoria il 10.10.1966, residente ad Arzano
P B






la notizia pare seria , molta robba e la magistratur a han fatto un sacco di lavor o , ma restano dubbi su tante cose , le dichiarazion dei pentiti son confuse e a volte son contradictori e manca riscontro pien o , i nomi elencati sembrano gia noti in zon a . pero bisogna aspettar il processo per capir bene chi e colp , nessuno deve esser giudicato prima del giudizzio