APPALTI NEL MIRINO

Positano, blitz dei carabinieri in Comune: indagini sulla giunta Guida

Acquisiti faldoni su appalti e lavori pubblici della passata amministrazione guidata dall'ex sindaco Giuseppe Guida.
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Positano –  Una sfilata di auto blu parcheggiate di prima mattina davanti al Municipio ha rotto la quiete della perla della Costiera Amalfitana. All’alba di oggi, giovedì 18 giugno 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno hanno fatto scattare un blitz negli uffici del Comune di Positano.

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I militari, che hanno agito su precisa disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, hanno acquisito una massiccia mole di documentazione amministrativa e faldoni relativi all’attività gestionale del precedente mandato politico, allora guidato dall’ex sindaco Giuseppe Guida.

Sotto la lente gli appalti del passato

Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non sono ancora state rese note le ipotesi di reato o eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Tuttavia, secondo quanto si apprende, l’attività investigativa punta a fare luce sulla regolarità della gestione della passata amministrazione. I magistrati intendono accertare se vi siano stati condizionamenti o anomalie nell’assegnazione di diversi lavori pubblici.

Il sospetto, in particolare, è che sia stato violato il principio di rotazione degli affidamenti per favorire un ristretto e specifico cartello di imprese del territorio. Le perquisizioni e i controlli, d’altronde, non si sono fermati a Positano ma hanno toccato anche alcuni territori limitrofi.

Il fattore politico e i veleni post-voto

L’intervento delle forze dell’ordine arriva in un momento politicamente delicatissimo, a pochissime settimane dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio scorso che hanno sancito la netta affermazione della nuova sindaca, Gabriella Guida.

Un dettaglio non da poco, che colora la vicenda di una forte tinta politica: proprio l’attuale prima cittadina, durante l’ultimo anno della precedente consiliatura, aveva guidato la minoranza dai banchi dell’opposizione, sollevando a più riprese dure e pubbliche contestazioni sulla trasparenza e sulla gestione amministrativa dell’ente, che oggi è finito nel mirino della magistratura.

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