Due esponenti ritenuti vicini a una presunta “costola” del clan camorristico Pagnozzi sono stati fermati dai carabinieri di Avellino e Benevento, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli. Al centro dell’inchiesta, prestiti usurari con tassi da 20% al giorno e un sistema estorsivo nei confronti di una società che seleziona personale per supermercati della Valle Caudina: per ogni assunzione, i due pretendevano 100 euro, più un “regalo” di 450 euro.
I due indagati De Paola e Sepe: tassi da usura e “risarcimenti” per i ritardi
Gli arrestati sono Mario De Paola, 33 anni, di San Martino Valle Caudina, e Giovanni Sepe, 39enne di Cervinara. Secondo gli inquirenti, a fronte di un prestito di 500 euro a un cittadino della zona, i due avrebbero imposto un tasso di interesse del 20% già nei primi cinque giorni. In caso di ritardo, gli interessi raddoppiavano e veniva richiesto un ulteriore “risarcimento” tra i 100 e i 250 euro.
Per quanto riguarda l’estorsione, il referente di una società di selezione del personale sarebbe stato costretto a versare 100 euro per ogni dipendente assunto, oltre a una somma di 450 euro definita come “regalo”. In un’altra occasione, gli indagati avrebbero anche imposto l’assunzione di un soggetto ai domiciliari.
L’interrogatorio e la competenza territoriale
Difensori: “Giudice competente è quello di Napoli” Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I loro legali hanno contestato la competenza territoriale del Gip di Avellino, che ha convalidato i fermi, sostenendo invece che il giudice naturale sarebbe quello del Tribunale di Napoli.









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