L’intenzione di uccidere Giulia Tramontano non è nata in un momento di rabbia nel pomeriggio del 27 maggio 2023, ma potrebbe essere “emersa molti mesi prima”. È questo il passaggio chiave con cui la Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza dello scorso aprile. Gli ermellini hanno accolto il ricorso della Procura generale di Milano, disponendo un nuovo processo d’appello per l’ex barman di Senago.
L’obiettivo del processo bis sarà quello di rivalutare l’aggravante della premeditazione, precedentemente esclusa dai giudici di secondo grado. Una decisione che non cambierà l’esito della pena — per Alessandro Impagnatiello resta fermo l’ergastolo — ma che punta a ristabilire la verità storica e giuridica sulla morte della giovane donna, incinta al settimo mese.
Le ricerche online e il “giallo” del veleno
Nelle sedici pagine di motivazioni, la prima sezione penale della Suprema Corte evidenzia una netta “carenza motivazionale” nel precedente verdetto d’appello. Secondo i giudici di legittimità, è stato commesso un grave errore nel sottovalutare la somministrazione prolungata di veleno per topi, che aveva subito un forte “incremento nell’ultimo mese e mezzo di gravidanza” di Giulia.
Agli atti spiccano le ricerche sul web effettuate dall’imputato già il 7 gennaio 2023, appena due giorni dopo aver convinto la compagna a non abortire. In quell’occasione, Impagnatiello digitava sui motori di ricerca: “Quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona? Veleni inodori e insapori”. Elementi che, per la Cassazione, smontano la tesi della difesa secondo cui il barman avrebbe agito d’impulso, accecato dal timore che venisse a galla la sua doppia vita.
Verso l’appello bis
Il delitto di Senago si arricchisce così di un nuovo capitolo giudiziario. Il giudice del rinvio dovrà compiere una “rinnovata valutazione” che analizzi l’intera parabola del rapporto tra l’imputato e la vittima, a partire dal dicembre 2022 fino al tragico pomeriggio del delitto. Quel giorno, a far precipitare gli eventi, fu la scoperta da parte di Giulia della relazione parallela dell’uomo e il successivo incontro chiarificatore con l’altra donna. Una catena di eventi che, secondo la Cassazione, richiede una lettura d’insieme molto più profonda di quella finora offerta dalle sentenze di merito.





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