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Caldo estremo e salute mentale, lo psichiatra avverte: «A rischio l’equilibrio emotivo»

L’esperto napoletano Vincenzo Barretta lancia l’allarme sugli effetti delle ondate di calore sulla psiche e sulle persone più fragili
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ROMA – Le temperature record non mettono a rischio soltanto il benessere fisico. A soffrire, durante le ondate di calore sempre più frequenti e intense, è anche la salute mentale. A lanciare l’allarme è Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, che invita a non sottovalutare gli effetti delle alte temperature sul cervello, sulle emozioni e sul comportamento umano.

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«Non è solo una sensazione di malessere. Quando le temperature salgono, il caldo agisce sul cervello e sulla psiche attraverso meccanismi precisi, fisiologici e neurochimici», spiega Barretta, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi stiano producendo conseguenze sempre più evidenti sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali.

Secondo lo specialista, l’organismo reagisce al caldo attivando uno stato di allerta che aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e altera l’equilibrio di neurotrasmettitori fondamentali per il tono dell’umore come serotonina e dopamina. A ciò si aggiungono stanchezza mentale, irritabilità, difficoltà di concentrazione e una minore capacità di gestire le frustrazioni.

Particolarmente pesante il ruolo delle notti tropicali, che compromettono il sonno e ostacolano i naturali processi di recupero dell’organismo. «Le notti calde ostacolano il sonno e le sue fasi di recupero, acuendo ansia e sintomi depressivi», avverte lo psichiatra.

Le conseguenze risultano ancora più rilevanti per chi convive con disturbi psichiatrici. «Le temperature estreme aumentano gli accessi al pronto soccorso per attacchi di panico e acutizzano la depressione. Nel disturbo bipolare il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali, mentre nella schizofrenia e nelle psicosi possono aumentare gravità dei sintomi, ricoveri e persino la mortalità», evidenzia Barretta.

L’esperto richiama inoltre l’attenzione sugli effetti collaterali di alcuni farmaci utilizzati in ambito psichiatrico. «Alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi ostacolano la sudorazione o inibiscono lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Nei mesi più caldi serve una supervisione medica per eventuali aggiustamenti di dosaggio».

I dati raccolti negli ultimi anni confermano la correlazione tra caldo estremo e aumento delle emergenze sanitarie. Durante le più intense ondate di calore si è registrato un incremento significativo degli accessi ai pronto soccorso, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud. Un fenomeno che, secondo gli esperti, è destinato a diventare sempre più frequente se non verranno adottate adeguate strategie di prevenzione e adattamento.

Per Barretta la sfida non riguarda soltanto la sanità ma anche l’organizzazione delle città e degli spazi sociali. L’aumento delle temperature, infatti, amplifica isolamento, fragilità e disagio, imponendo una riflessione più ampia su come proteggere il benessere psicologico delle comunità nell’era dei cambiamenti climatici.

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Commenti (1)

Articolo interessante ma la spiegazione mi pare un poco confusa, la calore non é solo fisico ma anche psiche, perche il cervello reagisce male, le notticalde rovina il sonno e la gente diventa irrittabile e confuso. I medici dovrebbero controlla i dosaggi, ma anche le città deve pensare a ombra e acqua. Le istituzione non sempre risponde e la prevenzione manca.

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