Salerno– Sono due le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Matteo Petti, il ragazzo di 16 anni deceduto venerdì all’alba all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. Matteo era arrivato in condizioni disperate dopo il tragico incidente avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì su Corso Garibaldi, all’intersezione con via Santoro, nel tratto che conduce alla stazione ferroviaria.
La dinamica e i due indagati
Il sedicenne viaggiava come passeggero su uno scooter guidato da un ventenne, tuttora ricoverato nel reparto di Ortopedia del Ruggi ma in progressivo miglioramento. Secondo una prima ricostruzione, il giovane alla guida avrebbe perso il controllo del mezzo, urtando un’auto in sosta lungo la carreggiata per poi cadere rovinosamente sull’asfalto.
Ad avere la peggio fu proprio Matteo, giunto in ospedale con un grave trauma cranico e un polmone compromesso. L’iscrizione nel registro degli indagati – che ha permesso alle parti di nominare consulenti tecnici – è un atto dovuto mentre le indagini, condotte dalla sezione Volanti della Polizia di Stato guidata dal vicequestore Lara Cianciulli, cercano di ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi.
L’autopsia: due ore di esami, sessanta giorni di attesa
Ieri mattina il medico legale Francesco Buono, incaricato dalla Procura di Salerno, ha eseguito l’esame autoptico sul corpo del ragazzo, affiancato da altri specialisti e dai consulenti di parte. L’esame è durato più di due ore e dovrà chiarire le cause del decesso. Secondo indiscrezioni, i traumi riportati nell’impatto con l’auto e nella successiva caduta sull’asfalto sarebbero stati fatali per il 16enne. Per una relazione definitiva bisognerà però attendere sessanta giorni, il tempo necessario agli approfondimenti di laboratorio.
Oggi i funerali: il quartiere Europa si ferma
La salma è stata dissequestrata ieri mattina per permettere le esequie. L’ultimo saluto a Matteo si terrà questo pomeriggio alle 16 nella chiesa del Gesù Redentore, al quartiere Europa, dove il ragazzo viveva con la madre Anna ed era conosciuto e benvoluto da tutti. Dalla giornata di ieri un viavai di ragazzi ha affollato la casa del commiato di via San Leonardo, dove è stata allestita la camera ardente.
All’ingresso campeggia un cartellone con foto e la scritta: “Matteo vive nei nostri cuori”. Le stesse parole sono comparse in piazza Giancamillo Gloriosi, a Torrione, luogo di ritrovo degli amici, che in queste ore stanno riempiendo i social di video, messaggi e ricordi. “Un ragazzo che ha sofferto tanto nella vita – scrive qualcuno – e che sapeva affrontare il dolore con forza e coraggio, donandoci leggerezza e sempre una parola gentile”.
“I suoi occhi azzurri vivranno per sempre”
Mentre la famiglia cerca verità e giustizia, la zona orientale della città oggi si stringerà attorno a Matteo. Dopo il decesso, la madre ha autorizzato la donazione delle cornee: gli occhi azzurri del sedicenne si poseranno su un altro sguardo e continueranno a vedere. Un gesto che trasforma il dolore in speranza e che, nel giorno dell’ultimo abbraccio, diventa il segno più potente di un ragazzo che non sarà dimenticato.
Punti chiave sulla morte di Matteo Petti
Ecco una sintesi dei principali aspetti legati alla tragica morte di Matteo Petti.
- Incidente: Matteo Petti, 16 anni, è deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto su Corso Garibaldi a Salerno.
- Indagati: Due persone sono iscritte nel registro degli indagati, tra cui il ventenne che guidava lo scooter.
- Autopsia: L'autopsia sul corpo di Matteo è stata eseguita dal medico legale e i risultati definitivi saranno disponibili dopo sessanta giorni.
- Funerali: I funerali si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa del Gesù Redentore, nel quartiere Europa.
- Donazione: La madre di Matteo ha autorizzato la donazione delle cornee, un gesto di speranza in un momento di grande dolore.






La notizia l’è triste e fredda ma non si capisce ben la dinamica, i genitori cerca verita e giustizia mentre lindagine pare lenta,e confusa. Il motorino ha perso il control? cera un’auto parchejata in mezzo, testimoni parlan poco, documenti mancanno e le version non combaciano; sperema che la procura chiarira tutto prestp.