Nel prossimo consiglio comunale, che dovrà approvare il nuovo piano commerciale, l’associazione ARTIGIANÀ – “commercianti napoletani per la tutela dell’artigianato” – ha lanciato una petizione popolare al Sindaco e alla Giunta. L’obiettivo è richiedere il controllo immediato delle licenze commerciali e il blocco dell’apertura di nuovi negozi di souvenir di bassa qualità, chincaglieria e «paccottiglia», che stanno colonizzando il patrimonio UNESCO del Centro Storico napoletano e le principali vie dello shopping.
Secondo l’associazione, la proliferazione di queste attività sta provocando la perdita dell’identità culturale di Napoli e la scomparsa delle botteghe tradizionali, sfrattate dall’impennata degli affitti e sostituite da merci contraffatte o d’importazione.
Un fenomeno che genera degrado urbano, svaluta l’offerta turistica e non crea ricchezza reale sul territorio, favorendo il lavoro sommerso. Per questo si richiedono una moratoria immediata sulle autorizzazioni, un regolamento sul decoro delle vetrine e incentivi concreti alle attività tradizionali, sul modello di quanto già fatto a Roma, Firenze e Venezia.
Al fianco dell’associazione interviene il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che da tempo sostiene questa battaglia: «Sposo in pieno la mobilitazione di ARTIGIANÀ. Dietro l’invasione di questi finti negozi di calamite e souvenir di plastica, molto spesso gestiti da cittadini del Sud Asia, si nascondono troppo frequentemente coperture e attività civetta per alimentare il riciclaggio e il traffico illecito di migranti. Non è solo una questione di decoro, ma di ordine pubblico e legalità. Napoli ha bisogno di un turismo programmato e governato, non di essere svenduta all’illegalità».
Dettagli sulla petizione per il Centro Storico di Napoli
Ecco alcune informazioni utili riguardo alla petizione lanciata dall'associazione ARTIGIANÀ per il Centro Storico di Napoli.
- Obiettivo della petizione: Richiedere il controllo delle licenze commerciali e bloccare l'apertura di nuovi negozi di souvenir di bassa qualità.
- Motivazione: Contrastare la perdita dell'identità culturale di Napoli e il degrado urbano causato dalla proliferazione di attività commerciali non tradizionali.
- Richieste specifiche: Moratoria sulle autorizzazioni, regolamento sul decoro delle vetrine e incentivi per le attività tradizionali.
- Sostegno politico: Il deputato Francesco Emilio Borrelli sostiene la petizione, evidenziando anche questioni di ordine pubblico.






Sono daccordo inparte con la petizione,però non sarà cosi semplice da risolvere serve una politica piu concreta ecchiara non solo divieti Le botteghe tradizionalii spariscono per affittti alti,ma i piccoli commercianti di origine diversa non son tutti colpevolii vanno integrati non cacciati