Napoli – Continua l’impegno delle forze dell’ordine per contrastare l’introduzione di materiale illecito all’interno degli istituti penitenziari. Nelle scorse ore, la Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Napoli-Poggioreale ha condotto con successo una brillante operazione di sicurezza, intercettando e neutralizzando due droni che sorvolavano la struttura.
Il carico intercettato
I dispositivi aerei, manovrati dall’esterno da ignoti, erano stati impiegati come veri e propri “corrieri volanti” per eludere i controlli perimetrali. Grazie alla prontezza degli agenti, i droni sono stati abbattuti prima che potessero raggiungere il loro obiettivo. Il carico recuperato e sequestrato dalle autorità consisteva in circa 600 grammi di sostanze stupefacenti (hashish) e tre smartphone, dispositivi severamente vietati all’interno delle strutture carcerarie.
La reazione del sindacato
L’episodio ha suscitato il plauso dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (Uspp). I rappresentanti sindacali hanno espresso profonda soddisfazione per l’esito dell’operazione, sottolineando l’eccellenza e lo spirito di abnegazione del personale operativo a Poggioreale. Tuttavia, l’evento accende nuovamente i riflettori su quella che l’Uspp definisce una “sfida quotidiana” contro le nuove metodologie hi-tech adottate dalla criminalità organizzata.
Le richieste istituzionali
L’evoluzione tecnologica dei tentativi di effrazione rappresenta un rischio concreto per la sicurezza degli istituti, del personale lavorante e dell’intera collettività. Per questo motivo, l’Uspp ha colto l’occasione per ribadire alcune richieste urgenti alle istituzioni competenti. Tra le priorità indicate figurano l’installazione di sistemi anti-drone di ultima generazione, il potenziamento delle misure di controllo perimetrale e, soprattutto, un adeguamento della pianta organica, che attualmente registra una carenza stimata in circa 150 unità.
I precedenti sequestri
L’utilizzo di velivoli a pilotaggio remoto per aggirare le mura di cinta delle carceri non è un fenomeno isolato, ma una tendenza che le forze dell’ordine monitorano e contrastano da tempo sul territorio partenopeo. Tra i precedenti più significativi nella città di Napoli, gestiti sempre con massima efficienza dalle autorità, si ricordano:
Le intercettazioni a Secondigliano: Negli ultimi anni, il Centro Penitenziario di Secondigliano è stato più volte teatro di tentativi simili. Le forze di Polizia Penitenziaria hanno sventato diverse consegne notturne, sequestrando micro-cellulari, schede SIM e sostanze illecite agganciate a droni di fascia commerciale modificati per il trasporto merci.
I controlli preventivi sul perimetro: In diverse occasioni, le pattuglie di supporto della Polizia di Stato e dei Carabinieri hanno individuato e fermato individui nelle immediate vicinanze delle strutture carcerarie napoletane (inclusa la stessa Poggioreale) mentre manovravano i radiocomandi o preparavano i carichi da far sollevare in volo, stroncando le operazioni sul nascere.
Le indagini sui “piloti”: Grazie alle analisi dei dispositivi sequestrati in passato, gli inquirenti sono riusciti a tracciare i percorsi di volo e, in alcuni casi, a risalire alle reti esterne specializzate in questo tipo di consegne illecite, portando ad arresti mirati per detenzione ai fini di spaccio e procurato accesso di dispositivi di comunicazione a soggetti detenuti.
Il continuo aggiornamento delle procedure di sicurezza da parte dei reparti penitenziari si conferma dunque uno strumento fondamentale per arginare queste nuove minacce tecnologiche.
In breve
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