Il CTO di Napoli ha inaugurato nel dicembre 2025 un progetto innovativo dedicato al fine vita: la ‘Stanza dei Sogni’, uno spazio riservato e accogliente pensato per garantire dignità e serenità ai pazienti negli ultimi momenti di vita.
In questo ambiente protetto, lontano dalle consuete aree di degenza e terapia sub-intensiva, 23 persone hanno potuto ricevere cure palliative personalizzate e, dove previsto dalla legge, sedazione palliativa proporzionata.
L’unità operativa di Medicina d’Emergenza-Urgenza, che ha promosso l’iniziativa, ha concepito la stanza come un luogo in cui l’aspetto medico si fonde con il comfort e l’umanità. L’illuminazione, l’arredamento e la riduzione degli elementi tipicamente ospedalieri creano un’atmosfera intima e familiare, fondamentale per accompagnare i pazienti e sostenere i loro familiari.
A questi ultimi è dedicata un’area ristoro con tè, tisane, libri e una televisione, per offrire un supporto concreto durante le lunghe ore di permanenza.
Mario Guarino, direttore dell’Unità Operativa Complessa, sottolinea l’importanza di riconoscere il momento in cui curare significa soprattutto alleviare la sofferenza e proteggere la dignità. “La Stanza dei Sogni permette ai familiari di restare accanto al proprio caro in un ambiente riservato, sereno e protetto”, afferma.
Il progetto, che integra medicina, arte e letteratura, prende ispirazione dal libro “Il Concerto dei Destini Fragili” dello scrittore Maurizio de Giovanni. Inoltre, ha coinvolto una classe della scuola Savio Alfieri di Napoli-Secondigliano, la quale ha contribuito decorando la stanza con simboli tratti dal racconto e dal celebre “Il Piccolo Principe”.
Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, evidenzia che “umanizzare le cure significa non lasciare sole le persone nei passaggi più difficili della malattia” e che questo modello di sanità coniuga competenza clinica, ascolto e rispetto per i bisogni di pazienti e famiglie.
“La Stanza dei Sogni” rappresenta un passo significativo nel percorso dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ponendo al centro dell’assistenza la persona e la sua dignità, anche quando la medicina non può più guarire ma continua a prendersi cura.











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