L'INCHIESTA DOPO IL BLITZ

Dietro l’arsenale del fruttivendolo di Casavatore: l’ombra dei clan di Secondigliano

Gli inquirenti scavano sulle relazioni e sulle copertine dell'incensurato arrestato: si ipotizza il ruolo di custode per conto delle cosche di Secondigliano in piena fase di assestamento
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Casavatore – Faceva il fruttivendolo nel mercato di Secondigliano l’incensurato e insospettabile Vincenzo I. residente nel parco delle Acacia a Casavatore trovato in possesso di un arsenale e due chilogrammi di droga nel corso di una perquisizione da parte della Guardia di Finanza.

Analisi balistica e collegamenti con i clan di quartiere

Le fiamme gialle hanno inviato le tre pistole rinvenute agli esperti di balistica che dovranno stabilire se siano state utilizzate in recenti fatti di sangue. Le indagini sono ora concentrate sul suo ruolo, sulle frequentazioni, sulle conoscenze e capire per conto di chi custodisse armi e droga.

Il fatto che avesse un posto come venditore di frutta e verdura nel mercato di Secondigliano indirizza le indagini verso i clan del quartiere dove, purtroppo, da alcuni mesi è in corso una fibrillazione quotidiana nel variegato mondo criminale.

Dalla verifica nell’esercizio commerciale ai riscontri a Casavatore

L’operazione, coordinata dal Gruppo di Frattamaggiore, ha preso il via all’interno di un esercizio di ortofrutta nel capoluogo partenopeo. Durante le prime verifiche, i finanzieri hanno scoperto che l’uomo, fino a quel momento incensurato, custodiva nel proprio locale circa 15 grammi di marijuana. Il ritrovamento ha subito convinto gli inquirenti ad approfondire gli accertamenti.

I sospetti dei militari hanno trovato immediata conferma nella perquisizione di un box garage situato nel comune di Casavatore, risultato nella piena disponibilità del commerciante. All’interno del locale sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa due chilogrammi di hashish, unitamente a bilancini e materiale vario destinato al confezionamento delle dosi.

I punti oscuri: il materiale pronto all’uso e la rete dei mandanti

L’attività investigativa è stata ulteriormente allargata all’abitazione dell’indagato e a un secondo garage di sua pertinenza. In questi ambienti è emerso l’elemento più allarmante: tre pistole clandestine con matricola cancellata, ciascuna completa di caricatori riforniti e relativo munizionamento, pronte all’uso.

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