

La festa finale a fine gara
Cominciamo dalla fine. Dal giro di campo con la squadra, dagli applausi del Maradona, dalla foto sotto la curva e dall’emozione visibile sul volto di Antonio Conte. Napoli ha salutato così il suo allenatore al termine di una stagione intensa, chiusa con il secondo posto e con la consapevolezza di aver comunque lottato fino in fondo nonostante le enormi difficoltà.
Il pubblico azzurro ha tributato al tecnico salentino un’autentica ovazione. Un legame costruito in due anni vissuti ad altissimo livello: uno scudetto, una Supercoppa italiana e ora un piazzamento da vicecampioni d’Italia. Numeri che confermano ancora una volta la straordinaria continuità di Conte, allenatore abituato a stare sempre ai vertici: primo o secondo, senza mai scendere oltre.
Eppure questa stagione lascia anche spazio al rammarico. I tantissimi infortuni hanno pesato sull’annata del Napoli e anche contro l’Udinese l’emergenza si è ripresentata puntuale: fuori dopo appena otto minuti Allison Santos, costretto ad arrendersi per un problema muscolare, e ko anche Lobotka al 35’.
Sul campo, però, il Napoli ha chiuso con il sorriso. Al “Diego Armando Maradona” gli azzurri hanno superato 1-0 l’Udinese grazie al dodicesimo centro stagionale di Hojlund, decisivo al 24’.
La partita si apre con ritmi elevati e continui ribaltamenti di fronte, nonostante il grande caldo. L’infortunio di Allison Santos costringe Conte a inserire De Bruyne dopo appena dieci minuti: il belga cambia subito il volto della manovra offensiva e proprio da una sua intuizione nasce il vantaggio partenopeo. Verticalizzazione perfetta per Hojlund che supera Okoye e firma l’1-0.
Poco dopo arriva un’altra tegola per gli azzurri con lo stop di Lobotka, costretto a lasciare il terreno di gioco per un problema muscolare. Nonostante tutto, il Napoli riesce a controllare il match fino all’intervallo.
Nella ripresa l’Udinese prova a reagire e il tecnico Runjaic aumenta il peso offensivo della squadra inserendo Buksa. La gara cambia però definitivamente al 65’, quando Kabasele colpisce Hojlund a palla lontana: dopo il richiamo del Var, l’arbitro Zanotti estrae il cartellino rosso diretto.
Con l’uomo in più il Napoli trova spazi e sfiora più volte il raddoppio. Clamorosa l’occasione costruita ancora da Hojlund, che scappa alla difesa friulana e serve McTominay: lo scozzese, da posizione favorevole, calcia però alto.
Nel finale c’è spazio anche per l’ingresso del terzo portiere Contini, accolto dagli applausi del pubblico al posto di Meret.
Il triplice fischio consegna il resto alla memoria dei tifosi. Napoli saluta Conte con affetto sincero, cancellando definitivamente le diffidenze iniziali legate al suo passato juventino. Restano l’orgoglio per i risultati raggiunti e il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere senza la lunga serie di infortuni che ha accompagnato gli azzurri per tutta la stagione.