Abusivismo nel rione 167

Arzano, ex alloggio della famiglia Monfregolo: spunta un ampliamento sul balcone

Nel mirino l’appartamento che per anni sarebbe stato occupato senza titolo dai familiari del boss Giuseppe Monfregolo
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Arzano – Rione 167: proseguno gli abusi edilizi. Ancora non assegnato l’alloggio. Salta subito agli occhi, il muro eretto sul balcone dell’alloggio che era stato abusivamente occupato per decenni dal boss e dai suoi familiari tra cui la madre – anch’essa finita agli arresti ad aprile del 2022 – allorquando, a seguito di diverse inchieste giornalistiche, furono attivate le procedure di sfratto per madre e nipote dei Monfregolo.

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Il muro sul balcone e l’alloggio ancora vuoto

Un muro che potrebbe essere stato eretto dalla stessa Acer, in assenza di autorizzazioni, trattandosi comunque di ampliamento volumetrico. Un alloggio che, nonostante le decine di domande di assegnazione, resta ancora sfitto.

Lo sfratto dopo il blitz contro il clan

In sordina, si svolsero le operazioni di sfratto coatto a carico di Luisa Grassini, madre del boss finita ai domiciliari il 25 aprile 2022 durante il blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna che portò in carcere 29 esponenti dell’ala scissionista arzanese legata agli Amato-Pagano. Quell’operazione, oltre che mettere fine alla guerra che aveva insanguinato i comuni a nord di Napoli, azzerò l’intera famiglia Monfregolo.

Lo sfratto, aveva riguardato anche la nipote di Grassini, occupante senza titolo di un alloggio dell’Acer Campania nel rione di via Colombo che prende il nome dall’omonimo clan della 167. Nipote che sarebbe legata a Raffaele Piscopo, detenuto unitamente a Mariano Monfregolo per le minacce al comandante dei vigili Biagio Chiariello che aveva fatto abbattere decine di abusi.

Le denunce e le indagini sugli alloggi occupati

Gli accertamenti che portarono alla scoperta delle occupazioni senza titolo e la costruzione di vere e proprie ville realizzate nei porticati dell’agglomerato urbano da parte di parenti ed esponenti del clan, partirono da dettagliate denunce giornalistiche e dai successivi approfondimenti investigativi della Polizia locale. La Grassini, tra l’altro, era stata occupante senza titolo fin dagli anni 80.

Dalla faida tra clan agli sfratti

Appartamenti che prima della faida scoppiata tra i Cristiano (oggi collaboratori di giustizia) e i Monfregolo con tanto di morti ammazzati e sparatorie, erano occupati dal clan rivale “cacciati” nei vicini comuni Frattamaggiore e Frattaminore dopo il tracollo criminale che culminò con l’omicidio di Salvatore Petrillo, cugino di Cristiano, ucciso in un bar di Arzano.

Un lavoro certosino di intelligence con il censimento e l’avvio contestuale delle indagini per il monitoraggio delle case abusivamente occupate vide anche lo sfratto della moglie del boss Monfregolo detenuto nel carcere di Nuoro in cui è convolato anche a nozze.

I video su TikTok e l’intervista delle Iene

Proprio la Grassini, madre dei Monfregolo, oltre ad essere definita nell’ordinanza di arresto promotore e sodale di primo piano dell’associazione criminale, si rese protagonista, nonostante ai domiciliari, di singolari video postati sul social TikTok.

Nello stesso appartamento, ci fu l’intervista del programma “Le Iene” al boss ancora libero, Monfregolo.

P.B.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Mi par che questa storia sia gia vista ma nessuno se muove davvero,le case popolari son state occupate da troppotempo e i controlli pareen sempre tardivi. La gente resta confusa e sfiduciata: le istituzionni non risponno e i problemi rimanen irrisolti senza spiegazzioni chiare.

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